Il gulag delle Solovki rischia di essere “sbianchettato”

La memoria delle Solovki rischia di essere perduta. Lo denuncia Jurij Brodskij, il maggior storico del primo gulag sovietico. Che però, a sua volta, è stato denunciato da attivisti ortodossi per “oltraggio al sentimento religioso”. Una vicenda che testimonia il difficilissimo rapporto della Russia con la sua memoria storica e dell’opinione pubblica, in genere, con la memoria del comunismo.

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Pesanti eredità. Cosa resta di Marx e Lenin

Russia. Le celebrazioni del 7 novembre sono state in sordina e non ufficiali. L’opposto della parata del 9 maggio, quando si festeggia la vittoria (sovietica) sul nazismo. E’ una delle tante contraddizioni del presente. Cosa resta di quella rivoluzione? Ne parliamo con Marta Dell’Asta, Fondazione Russia Cristiana.

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Come il comunismo produsse milioni di orfani

Distruggendo il matrimonio e la famiglia si distrugge anche la società: i “paradisi terrestri” comunisti ne sono la prova più lampante.

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Russia, 7 novembre 1917-2017: cent’anni fa il comunismo sovietico nacque dal terrore

Centesimo anniversario della presa del potere di Lenin in Russia. Iniziava la storia del comunismo al potere, con un atto di violenza militare contro la nascente democrazia russa. E fu subito terrore. L’atto di nascita del potere più letale della storia viene tuttora mitizzato. Prima di tutto chiamandolo “rivoluzione”, cosa che non fu.

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Hitler vs. cristianesimo

È noto l’odio sfrenato e diabolico che Hitler nutriva per gli Ebrei, ma anche i cristiani – meglio: i cattolici – non godevano di buona reputazione presso il Fuhrer. Luciano e Simonetta Garibaldi, nel loro corposo Adolf Hitler, il tempo della svastica (Edizioni White Star, 2014) ricordano, per esempio, che per il Fuhrer il Cristianesimo altro non era che una pura «invenzione di cervelli malati», e che non sarebbe intervenuto nella Guerra civile spagnola 1936-1939 contro i bolscevichi, lasciando così tranquillamente sterminare migliaia e migliaia di preti spagnoli, se non ci fosse stato il pericolo di veder dilagare il comunismo in Europa. Una volta poi ebbe a dire testualmente: «Se i preti andassero al potere in casa nostra, l’Europa ripiomberebbe nel più cupo Medioevo». Inoltre, Hitler pensava che la Chiesa «si è sempre infilata nei posti di comando», fin dai tempi di Carlo Magno. Non solo: parlando, in altre occasioni, delle difficoltà che affrontava il Duce in Italia, Hitler indentificava la loro causa anche nella «internazionale dei preti che ha la sua sede a Roma».

FONTE: iltimone.org