Il card. Tamkevičius: “L’Eucarestia mi salvò dalle torture dei comunisti”

Incarcerato, costretto ai lavori forzati, deportato in Siberia: il cardinale lituano Sigitas Tamkevičius, ex prigioniero, oggi cardinale, racconta alla Nuova BQ l’orrore anticattolico del regime comunista sovietico. Ma, allo stesso tempo, testimonia la miracolosa speranza che nasce solo dalla fede in Cristo: “All’inizio mi sembrò una croce troppo grande, oggi capisco che questa prova è stata un grande dono di Dio”. “Come riuscii a resistere? L’Eucarestia fu per me l’unica forza”.

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Così i medici cubani stalinizzano l’America Latina

Partono da Cuba come medici, ingaggiati per i programmi di cooperazione negli stati latinoamericani. Ma sono infiltati del regime che tra indottrinamento e delazione destabilizzano in chiave stalinista i Paesi. Bolsonaro li ha smascherati mentre la comunità internazionale ha permesso la normalizzazione di questo sistema repressivo.

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Millennial favorevoli al comunismo: una «amnesia storica» carica di conseguenze

«L’amnesia storica sui pericoli del comunismo e del socialismo è molto evidente nel rapporto di quest’anno», ha affermato Marion Smith, direttore esecutivo della Victims of Communism Memorial Foundation. E il pericolo non è solo Oltreoceano.

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Utopia senza Dio. Un libro racconta l’inferno comunista

Raccolto tutto il materiale propagandistico del regime comunista contro la religione. Chiusero chiese, monasteri, scuole. Favorirono divorzio e aborto. Un odio alla religione sistematico di cui l’Occidente ha perso presto memoria.

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I martiri del comunismo

Unione Sovietica, Ucraina, Polonia, Albania, Romania… L’elenco potrebbe continuare. Quanti martiri nei campi dell’orrore allestiti in quei Paesi… Terribile è che ora rischino di essere dimenticati: della maggioranza di loro non esiste neppure un volto, un nome… Sono state fatte perdere le tracce della memoria, perché nulla è maggiormente temuto dai rivoluzionari del ricordo.

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Maria Santissima contro l’apocalisse bolscevica

15 agosto 1920. La gigantesca onda sovietica si ritira davanti al piccolo scoglio dell’esercito polacco, o più precisamente, davanti all’apparizione della stessa Vergine Maria. Protagonista dell’autentica teologia della storia, Maria Santissima smentisce così l’ideologia bolscevica ed ogni sua moderna ripresentazione.

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Bibbiano, come guarire dall’orrore

Nel caso dei bambini strappati alle loro famiglie per darli in affido a persone non idonee, assistenti sociali, psicologi, politici hanno provocato gravi danni, psicologici e fisici. Ma ora che i bambini sono stati liberati è importante che possano guarire in famiglia, dove genitori e bambini devono dirsi la verità su quanto accaduto.

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Il politically correct riesce dove il marxismo ha fallito

Da ideologia, il politically correct fa ricorso all’inquisizione diffusa per tacitare i dissenzienti, se non basta ricorre alle manifestazioni di piazza e ai tribunali. Quel che non è riuscito al marxismo sovietico — modificare il pensiero, perché se modifichi le parole modifichi i concetti — è riuscito al politically correct, l’ideologia più totalizzante e pervasiva che il mondo abbia mai conosciuto.

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Cina, 30 anni dopo Tienanmen il regime continua a uccidere

Sono passati esattamente 30 anni dalla strage di Piazza Tienanmen e la Cina comunista continua ad uccidere. È nella natura stessa della filosofia marxista la distruzione, la repressione, la strage e la morte.

In Cina, il 4 giugno non esiste. Nei motori di ricerca della Internet cinese, filtrata dal regime, non c’è alcun evento storico avvenuto in quella data. E Tienanmen è solo la grande piazza centrale di Pechino. Per tutto il resto del mondo, oggi, 4 giugno, è il 30mo anniversario del massacro di Piazza Tienanmen. Ecco cosa avvenne allora. (Il regime cinese nega la storia e rivendica il massacro di Tienanmen, di Stefano Magni, La Nuova BQ, 04-06-2019)

Trent’anni fa l’esercito della Repubblica Popolare Cinese soffocava nel sangue la protesta studentesca e operaia di Tienanmen. Il regime cinese vacillò, ma non cedette. Anzi parve rafforzarsi da quell’esperienza di sangue, di cui non si conosce ancora il numero di vittime. Cosa è cambiato da allora ad oggi, in Cina? Ben poco. E molto è peggiorato, in termini di persecuzione religiosa, trapianti forzati di organi, pianificazione delle nascite e controllo totale sui cittadini. Ne è convinto Steven Mosher, antropologo statunitense, presidente del Population Research Institute, il primo che poté condurre ricerche sul campo in Cina dal 1979. («L’accordo fra Cina e Vaticano sta facendo strage dei cattolici cinesi», di Stefano Magni, La Nuova BQ, 04-06-2019)

La strage compiuta dal regime cinese il 4 giugno del 1989 contro studenti e lavoratori che chiedevano democrazia e libertà resta una spina nel fianco, non solo del governo di Pechino, ma anche di un Occidente che allora adottò una politica morbida nei confronti della Cina, considerando questa fosse la via per una democratizzazione. Invece a 30 anni di distanza, con un governo che sta riportando la Cina all’era di Mao, i Paesi occidentali dovrebbero riconoscere che quella strategia è stata un fallimento. (Una strage che giudica anche l’Occidente, di Riccardo Cascioli, La Nuova BQ, 04-06-2019)