Rosso Istria, il film denuncia sulle foibe che si vorrebbe silenziare

Esce in poche sale Red land, la pellicola che racconta la storia di Norma Cossetto, torturata, violentata e uccisa dai titini nell’ottobre del 1943, all’indomani dell’armistizio. Il film narra con durezza la realtà vissuta dagli infoibati.

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Compagno Drago e gli altri: i serial killer protetti dal PCI

Con il libro Compagno mitra hanno nome e volto quei partigiani che uccisero nemici politici e innocenti padri di famiglia. Molti fatti raccontati dallo storico Gianfranco Stella sono noti. Quel che non era noto erano i nomi dei killer e delle bande di gappisti che agivano indisturbati in nome della giustizia proletaria con omicidi, razzie, sequestri ed estorsioni riuscendo a sfuggire alla giustizia o salvandosi con pochi anni di carcere. Come il partigiano Drago: un killer spietato che ammazzò 150 persone, tra cui il sacerdote don Dante Mattioli, il cui corpo non venne mai trovato. Coperto dal PCI, sconosciuto ai libri di storia, nessuno lo disturbò mai e morì nel suo letto con al collo una medaglia al valor militare.

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Chi sa ha parlato: dagli archivi Pci la verità sui crimini rossi

A 25 anni dal Chi sa parli, emergono da un archivio PCI i documenti sui killer nel Triangolo della morte. Il libro choc dello storico Gianfranco Stella si preannuncia come una “bomba” che potrebbe riscrivere la storia della guerra civile. Foto, lettere dall’Est, piani sovversivi e 100 nomi di assassini, alcuni con 150 omicidi sulla coscienza: tutto raccolto da un “pentito” che ha consegnato i nomi e i volti degli uccisori di preti, ricchi, possidenti e liberali innocenti, ma ammazzati come nemici. 600 pagine da cui emerge il coinvolgimento del partito comunista.

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I partigiani di Stalin, l’altro 25 aprile

La Resistenza fu ambigua fin da subito, sin da prima del 1945. Dietro alla lotta antifascista si celavano due forme di Resistenza. Una delle due, dopo la guerra, si preparava a prendere il potere e a instaurare una dittatura comunista alleata con l’URSS. Intervista al giornalista e storico Dario Fertilio sull’altro 25 aprile.

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Il gulag delle Solovki rischia di essere “sbianchettato”

La memoria delle Solovki rischia di essere perduta. Lo denuncia Jurij Brodskij, il maggior storico del primo gulag sovietico. Che però, a sua volta, è stato denunciato da attivisti ortodossi per “oltraggio al sentimento religioso”. Una vicenda che testimonia il difficilissimo rapporto della Russia con la sua memoria storica e dell’opinione pubblica, in genere, con la memoria del comunismo.

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I partigiani e il silenzio sulla Resistenza all’Olocausto

C’è un buco nero nella retorica della Giornata della Memoria: il silenzio dei partigiani dell’ANPI sull’Olocausto. A parte alcuni gesti sporadici, mancano la propaganda resistenziale contro le deportazioni e le azioni militari. Ciononostante la Sinistra si è impossessata sia dell’antifascismo che della causa ebrea. Parla lo storico Tadolini.

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Cento anni di comunismo e cento milioni di morti. Una catastrofe per l’umanità

L’Unione sovietica ha rimodellato la natura umana, scatenato il caos intellettuale e lasciato dietro di sé un grande raccolto di dolore.

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Corea del Nord, fuga dall’inferno comunista

Un militare nordcoreano diserta e fugge al Sud. Gravemente ferito, curato, appare ai medici come malnutrito e infestato da parassiti. E’ la testimonianza vivente di come si vive oltre l’ultima cortina di ferro. Con un’ampia inchiesta il Washington Post ha sentito 25 fuggiaschi. Ne è uscito uno spaccato di vita materialista portata all’estremo.

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Pesanti eredità. Cosa resta di Marx e Lenin

Russia. Le celebrazioni del 7 novembre sono state in sordina e non ufficiali. L’opposto della parata del 9 maggio, quando si festeggia la vittoria (sovietica) sul nazismo. E’ una delle tante contraddizioni del presente. Cosa resta di quella rivoluzione? Ne parliamo con Marta Dell’Asta, Fondazione Russia Cristiana.

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Da Cuba con orrore: non c’è niente di peggio del comunismo

Carlos Carralero, scrittore, esule cubano in Italia, è fuggito dal “paradiso” caraibico negli anni ’90 per non tornarci più. Nonostante la gran cassa mediatica sui presunti successi del regime castrista, i suoi lucidi ricordi recenti dipingono tutt’altro quadro: sanità in crisi, scuole in cui si indottrina, tutti che si spiano, una diffusa “malattia sociale”: una doppia morale e un doppio linguaggio.

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