Bene comune e sussidiarietà: dove sta l’equivoco

È uscito in libreria Le chiavi della questione sociale. Bene comune e sussidiarietà: storia di un malinteso, a cura di Stefano Fontana, Fede & Cultura, Verona 2019 (con contributi di Danilo Castellano, Samuele Cecotti, Giampaolo Crepaldi, Stefano Fontana, padre Arturo Ruiz IVE, Giovanni Turco”. Pubblichiamo un ampio stralcio dalla Introduzione di Stefano Fontana.

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La Dottrina sociale della Chiesa rifiuta la rivoluzione

Proprio a motivo della Dottrina sociale la Chiesa ha sempre osteggiato la prassi sovversiva e le suggestioni rivoluzionarie. I motivi sono molteplici ed evidenti: la Rivelazione non sconvolge l’ordine delle cose; Gesù non viene per abolire la Legge, ma per darle compimento; il paradiso sociale in terra è irrealizzabile.

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Il Vangelo non è rivoluzionario

Perché ogni tipo di rivoluzione è incompatibile col Cristianesimo.

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Cristo Re, contro il potere del più forte

Cristo è Re anche in senso sociale e politico prima di tutto perché ogni autorità di un uomo su un altro uomo deriva da Lui.

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La contraccezione ha distrutto la società

L’enciclica Humanae Vitae non riguarda solo la sfera privata della sessualità, ma anche la dimensione sociale e pubblica della vita. La rottura tra atto coniugale e procreazione ha avuto conseguenze drammatiche nelle relazioni sociali, tra cui la crisi demografica che viviamo. E chi è a favore della contraccezione non ha argomenti per opporsi ai rapporti omosessuali.

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“Senza un Creatore anche la politica perde speranza”

“Senza il riferimento al Creatore, l’ordine naturale si indebolisce e poco a poco viene perso di vista”. Sono le parole dell’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi che ha presentato in Senato il libro di Benedetto XVI Liberare la libertà. “La politica può essere ancora fonte di speranza e la fede è in grado di trasfondere anche nella vita politica un realismo cristiano. Non chiudendo gli occhi davanti alla realtà, anche nelle sue forme più crude e nel non cessare di confidare nell’aiuto di Dio, che è il Signore della storia”.

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Benedetto XVI, il successo di una restaurazione interrotta

Il pontificato e il pensiero di Benedetto XVI affrontato da tutte le angolature possibili e immaginabili, attraverso interviste. Questo lo scopo del nuovo libro del giornalista Francesco Boezi. Tra gli intervistati Ettore Gotti Tedeschi, Aldo Maria Valli, Assuntina Morrresi, Maria Rachele Ruiu e molti altri. Il ritratto di un emerito che è ancora maestro.

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San Giuseppe e il senso cristiano del lavoro

Il 1° maggio del 1955 il venerabile papa Pio XII istituì la festa di “San Giuseppe artigiano” (oggi memoria di San Giuseppe lavoratore) per aiutare i lavoratori a non perdere di vista il senso cristiano del lavoro, così pienamente incarnato nell’umile falegname di Nazareth e glorioso padre putativo di Gesù.

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L’aborto è un male più grave della miseria materiale

Sebbene la persona umana abbia sempre la medesima dignità al di là della sua condizione esistenziale (nascituro, povero o migrante), come sottolinea Papa Francesco, i temi di bioetica sono più importanti di quelli che riguardano la miseria materiale, seppur questi non debbano essere considerati marginali. L’aborto è fenomeno moralmente più rilevante della povertà. Lo insegnava anche Santa Madre Teresa di Calcutta.

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Benedetto XVI, un pontefice impossibile da “taroccare”

Nella vicenda Viganò c’è molto più di Viganò. C’è un attacco a Benedetto XVI in cui il taroccamento mediatico sarebbe stato funzionale ad un taroccamento teologico e magisteriale, nel tentativo di cambiare i connotati percepiti del magistero di Ratzinger, trascinandolo verso altre interpretazioni. Fede e ragione, ecologia umana, diritto naturale, Quaerere Deum e Vetus ordo: un pontificato scomodo ancora osteggiato.

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