La Marcia per vita cresce (nonostante il Potere avverso)

La marcia per la vita è in crescita senza l’appoggio del potere. Questo è il primo dato che va registrato riguardo all’VIII edizione dell’iniziativa che ricade nel quarantennale della 194. L’iniziativa arriva anche dopo poche settimane dal tragico epilogo della vicenda di Alfie Evans e dalla rimozione dei manifesti Pro Vita e CitizenGo. Presenti tutte le sigle del mondo pro life italiano. Tra gli esponenti di partito Meloni e Pillon.

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La “guerra” per immagini che mette a nudo il totalitarismo

Il cambio di strategia comunicativa dei movimenti pro family e pro life sta provocando la reazione liberticida del potere. A scandalizzare, dei manifesti sull’aborto di CitizenGo e ProVita, è la loro razionalità perché viviamo in un’epoca in cui la ragione è stata espulsa per nascondere la verità. Ma essa però si impone con la forza delle immagini e non con la violenza delle campagne pubblicitarie che hanno modificato la cultura. La stessa verità con la quale la Chiesa, nell’arte ha veicolato immagini in presa diretta per educare i fedeli.

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L’Humanae Vitae spiegata da chi la vuole smantellare

Vicariato di Roma e Camillianum insieme per un convegno sui 50 anni dell’Humanae Vitae. In cui a parlare saranno i personalità cattoliche di indubbia ortodossia tra cui Elio Sgreccia e altre, sempre in ambito culturale cattolico, il cui profilo presenta forti criticità dottrinali.

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Benedetto XVI docet: “Se lo Stato si piega ai tribunali è totalitarismo”

Quando le convinzioni e le norme dello Stato sono alla esclusiva mercé delle maggioranze o delle sentenze di tribunale, si aprono inesorabili spazi a forme di totalitarismo. Lo dice Benedetto XVI nel volume che uscirà in libreria domani. Si tratta del secondo libro di una collana che l’editore Cantagalli dedica al pensiero del papa emerito e che, in questo caso, si occupa di mettere a tema il nesso tra fede e politica.

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Eutanasia (infantile), l’equivoco su chi deve decidere

Un editoriale del British Medical Journal ripropone il problema di chi debba decidere sulla morte quando c’è conflitto tra genitori e medici. Questione mal posta perché il problema non è chi debba decidere, ma cosa si deve decidere. E l’eutanasia non si può decidere.

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Le famiglie che salvarono i “matti” dall’utopia basagliana

A 40 anni dalla legge Basaglia che chiuse i manicomi, la figlia dello psichiatra veneziano difende la 180 paragonandola alla legge sull’aborto e il divorzio. Ma è una lettura marxista. Certo, giusto aver chiuso quei luoghi terribili di contenimento, ma la mancata applicazione della legge scaricò i malati mentali sulle famiglie. Una provvida sventura: è stato un dramma vero, ma solo in famiglia i “matti”, ricevendo amore, hanno potuto acquisire lo status di persona che nelle strutture “basagliane” avrebbero perso per diventare soltanto individui di una società che non erano pronti ad affrontare.

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Alfie, ti chiameremo martire

Per il popolo dei credenti Alfie Evans è già un martire. Ad ucciderlo un odium fidei sotto gli occhi di tutti e facilmente dimostrabile: perché il suo sacrificio ha scatenato un’ondata di preghiera e perché definire la vita di Alfie inutile è anticristiano, dato che il cristianesimo è l’esaltazione massima della vita come dono del Creatore. Le ragioni di una beatificazione che accomuna il piccolo Evans ai santi martiri innocenti, che, come lui hanno reso testimonianza a Cristo non con le parole, ma con il sangue. Si dice che la Chiesa nasca dal sangue dei martiri. Allora Alfie James Evans è uno di loro. Alfie ha fatto rinascere la Chiesa. Alfie ci ha risvegliati, ci ha fatti alzare in piedi per la difesa della verità della vita e morendo ucciso dal nazismo anglosassone ci chiama a proseguire. Onorati di aver servito per una piccola parte la vita di un martire, preghiamo per la sua famiglia che avrà ancora da soffrire e lottare, per noi perché il Signore ci aiuti a svelare la verità e a fare giustizia.

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“Ecco perchè la battaglia di Alfie è anche la nostra”

Manuela è la mamma di Anna e Giulia, due giovani gemelle entrambe nate con la sindrome di Rett e colpite da severi handicap fisici e mentali. A La Nuova BQ racconta la storia della sua famiglia, tanto diversa e tanto simile a quella degli Evans: «Dietro al volto di Alfie c’è quello delle mie figlie e di tutti i bambini nati con gravi patologie. Gli Evans gridano al mondo il valore immenso di queste creature. Per questo noi lottiamo al loro fianco!».

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Mezzo secolo di conformismo alla rivoluzione sessuale

Una mostra a Milano e una a Reggio per celebrare il Sessantotto. E soprattutto il suo lascito principale, cioè la “rivoluzione”, parola ormai abusata che di rivoluzionario non ha più nulla. Resta soprattutto la rivoluzione sessuale: la pillola, l’aborto, la separazione fra sesso e gender. E cosa resta? Tutto ormai è abituale, burocratizzato.

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L’aborto è un male più grave della miseria materiale

Sebbene la persona umana abbia sempre la medesima dignità al di là della sua condizione esistenziale (nascituro, povero o migrante), come sottolinea Papa Francesco, i temi di bioetica sono più importanti di quelli che riguardano la miseria materiale, seppur questi non debbano essere considerati marginali. L’aborto è fenomeno moralmente più rilevante della povertà. Lo insegnava anche Santa Madre Teresa di Calcutta.

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