Il complesso occidentale. Piccolo trattato di de-colpevolizzazione

Il politologo e saggista francese Alexandre Del Valle approfondisce il tema del senso di colpa europeo per la mancata integrazione sociale e il fallimento del multiculturalismo, secondo una visione originale e nuova. Introduzione di Marcello Veneziani.

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Cina, 30 anni dopo Tienanmen il regime continua a uccidere

Sono passati esattamente 30 anni dalla strage di Piazza Tienanmen e la Cina comunista continua ad uccidere. È nella natura stessa della filosofia marxista la distruzione, la repressione, la strage e la morte.

In Cina, il 4 giugno non esiste. Nei motori di ricerca della Internet cinese, filtrata dal regime, non c’è alcun evento storico avvenuto in quella data. E Tienanmen è solo la grande piazza centrale di Pechino. Per tutto il resto del mondo, oggi, 4 giugno, è il 30mo anniversario del massacro di Piazza Tienanmen. Ecco cosa avvenne allora. (Il regime cinese nega la storia e rivendica il massacro di Tienanmen, di Stefano Magni, La Nuova BQ, 04-06-2019)

Trent’anni fa l’esercito della Repubblica Popolare Cinese soffocava nel sangue la protesta studentesca e operaia di Tienanmen. Il regime cinese vacillò, ma non cedette. Anzi parve rafforzarsi da quell’esperienza di sangue, di cui non si conosce ancora il numero di vittime. Cosa è cambiato da allora ad oggi, in Cina? Ben poco. E molto è peggiorato, in termini di persecuzione religiosa, trapianti forzati di organi, pianificazione delle nascite e controllo totale sui cittadini. Ne è convinto Steven Mosher, antropologo statunitense, presidente del Population Research Institute, il primo che poté condurre ricerche sul campo in Cina dal 1979. («L’accordo fra Cina e Vaticano sta facendo strage dei cattolici cinesi», di Stefano Magni, La Nuova BQ, 04-06-2019)

La strage compiuta dal regime cinese il 4 giugno del 1989 contro studenti e lavoratori che chiedevano democrazia e libertà resta una spina nel fianco, non solo del governo di Pechino, ma anche di un Occidente che allora adottò una politica morbida nei confronti della Cina, considerando questa fosse la via per una democratizzazione. Invece a 30 anni di distanza, con un governo che sta riportando la Cina all’era di Mao, i Paesi occidentali dovrebbero riconoscere che quella strategia è stata un fallimento. (Una strage che giudica anche l’Occidente, di Riccardo Cascioli, La Nuova BQ, 04-06-2019)

Il significato storico della battaglia di Lepanto: Cristianità, Occidente e Islam

Ricordiamo il significato, i momenti e i protagonisti salienti della vittoria di Lepanto: il trionfo – sì militare, ma anzitutto religioso e politico – della flotta cristiana su quella islamica turca.

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Il ven. Fulton J. Sheen, e i fatidici anni «1858» e «1917»

Il vescovo americano Fulton J. Sheen fu prolifico autore di opere di grande pregio teologico e filosofico. Uno dei suoi studi più interessanti, che ben lo rappresenta come teologo e filosofo politico, è Comunismo e coscienza dell’Occidente pubblicato nel 1952, nel pieno della guerra fredda.

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Martin Lutero. Il canto del gallo della Modernità

Il 1517, l’inizio dello scisma protestante, è – ben più della scoperta dell’America nel 1492 – lo spartiacque tra Medioevo e Modernità. L’Occidente attuale è figlio del Protestantesimo. Quella di Lutero non fu solo una rivoluzione religiosa, fu anche una rivoluzione gnostica integrale.

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Vescovo africano: meglio affamati e liberi che sazi e schiavi

Un porporato africano, il cardinale Perengo, denuncia la pratica di subordinare gli aiuti all’accettazione degli atti omosessuali, dicendo che è meglio rifiutare i soldi anziché «essere costretti a fare cose contrarie alla volontà di Dio». Intanto, i governi di Kenya e Niger resistono contro l’importazione dell’aborto.

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I fedeli in Occidente calano ma chi crede, crede davvero

Vite e dati sui giovani cattolici che abbandonano agi, rumore e tecnologie trovando altrove l’affermazione di sé, la pace e l’amore vero. Si va da ex alcolisti a campioni olimpionici, tutti accomunati da una stessa convinzione: solo nella passività silenziosa e nella dipendenza priva di distrazioni si scorge l’agire di Dio nella propria vita, da cui nasce un’azione umana piena di pace.

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Perché noi latini facendo il segno di croce tocchiamo prima la spalla sinistra, mentre gli orientali quella destra?

C’è una diversità nel fare il segno di croce tra i cattolici e gli ortodossi. Mentre la linea verticale è identica tanto per gli uni quanto per gli altri, la trasversale è diversa.

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Solženicyn: perché questo mondo è in frantumi

Testo integrale del discorso che lo scrittore russo Aleksandr Solženicyn (1918-2008), autore del celeberrimo Arcipelago Gulag, tenne all’Università di Harvard l’8 giugno 1978.

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