Benedetto XVI spiega san Giovanni Battista

Cari Amici: l’unico Santo per il quale la Chiesa ricorda la nascita, la sua vita e la morte è per san Giovanni Battista… il 24 giugno appunto è la Memoria liturgica ma anche ad agosto poiché ne ricordiamo la morte gloriosa. In questo video vi proponiamo l’audio originale dell’Udienza generale di Benedetto XVI che spiega questa morte in odio alla FEDE, spiega il martirio che avviene PER NON CADERE NEI COMPROMESSI quando si difende la Legge di Dio…

“Ci ho messo il cuore. Sempre”. Video-catechesi sul Sacro Cuore

Catechesi di P. Serafino M. Lanzetta tenuta a Radio Buon Consiglio il 15 giugno 2020.

Il “cuore” nella Sacra Scrittura è il centro della persona, lì dove s’incrociano pensieri, desideri, scelte; dove viene concepito il bene e il male. Il «cuore puro», capace di vedere Dio, è il «cuore nuovo» promesso dai profeti quale dono dall’alto per poter vivere finalmente secondo la legge dell’amore di Dio. Questo cuore nuovo è il Cuore di Cristo, centro teandrico del Verbo incarnato, luogo della nostra salvezza e riconciliazione con il Padre. Il Cuore di Cristo è soprattutto simbolo della sua ardente carità, manifestata nel dono dell’Eucaristia, del Sacerdozio e della Vergine Maria. Dal «desiderium desideravi» di Lc 22,15, attraverso quell’«in finem dilexit eos» (Gv 13,1), arriviamo a contemplare questo Cuore totalmente squarciato per noi nel «consummatum est» (Gv 19,30). Questo Cuore rimarrà così per sempre aperto e in attesa.

 

Video. Comunione alla mano o meglio quella Spirituale?

Cari Amici…. titolo, naturalmente provocatorio perché per noi resta valida l’antica ed unica NORMA che è la Comunione alla bocca…. e dunque, di recente si è ripresentato lo stesso problema che stiamo affrontando da tre mesi ad oggi e, peggio ancora, da quando sono state riammesse le Messe con il popolo ma con l’imposizione della Comunione alla mano… Tante le vostre domande e tanta continua ad essere la confusione anche perché, purtroppo, non sono pochi i sacerdoti che anche nella rete, sono divisi e spaccati tra loro e molti dispensano consigli troppo PERSONALI…. Volendo rimanere NELLA SANA DOTTRINA, cerchiamo qui di chiarirci una volta per tutte… poi ad ognuno la libertà di dare a se stesso la giusta risposta, grazie. Qui il testo.

La Messa è l’Ultima Cena? Comunione sulla mano e dintorni

Catechesi di P. Serafino M. Lanzetta tenuta a Radio Buon Consiglio l’8 giugno 2020.

È proprio vero che ciò che conta è la sostanza e non la forma nel ricevere la S. Comunione? L’Eucaristia è il Corpo di Cristo, perciò anche il mio corpo deve assumere le fattezze del Corpo immolato del Signore per essere degno di riceverlo. Inginocchiato e ricevendo la Comunione in bocca, esprimo l’abbassamento del Verbo che si fa carne per farsi pane. Tutte le possibili obiezioni che si muovono alla Comunione in bocca e in ginocchio sono riassumibili in un’idea teologica di fondo che equipara la S. Messa all’Ultima Cena. Di qui l’autorizzazione a prendere e a mangiare. La S. Messa, in verità, non ripresenta l’Ultima Cena, ma il Sacrificio della Croce, istituito nella «notte in cui il Signore veniva tradito», quale sacrificio visibile dell’offerta che Cristo fa di Se stesso sul Calvario una volta per tutte. Se l’Ultima Cena non è l’istituzione memoriale del Sacrificio dell’Agnello, la Croce è una mera esecuzione di un condannato a morte.

Video. Comunione sulla mano? Le premesse dell’attuale sbandamento eucaristico

Catechesi di P. Serafino M. Lanzetta tenuta a Radio Buon Consiglio il 25 maggio 2020.

L’ingegnarsi presente su come distribuire l’Eucaristia ai fedeli, con le trovate più strambe e più irrispettose dell’augusto Sacramento, non sarebbe stato possibile se non ci fosse stato l’indulto di poter distribuire la Comunione sulla mano. Indulto che nasce per rimediare a un abuso liturgico diffusosi in diverse nazioni a partire dal 1965: dare l’Eucaristia in mano al fedele. Oggi tale indulto è diventato indiscutibile. Però il fedele ha ancora diritto di ricevere la Santa Comunione secondo la legge universale della Chiesa, in ginocchio e in bocca (anche in tempi di pandemia), evitando che un permesso si trasformi di fatto in un’imposizione. Tuttavia c’è una visione teologica che soprassiede al tutto, la quale si può sintetizzare in una domanda: l’Eucaristia è stata istituita anzitutto per essere ricevuta in cibo o per essere adorata? Oppure: viene prima il sacrificio o il banchetto? Da un corretto coordinamento delle due dimensioni, subordinando il momento conviviale a quello sacrificale e adorante, deriva anche il modo giusto, devoto e più degno di ricevere la Santa Comunione.

 

Tavola Rotonda per la Vita… con Virginia Coda Nunziante

L’appuntamento annuale più importante per la difesa della vita umana è la Marcia per la Vita, benché venga puntualmente ignorato dai mass-media e dalla grande stampa, compresi quelli ufficialmente cattolici. Quest’anno purtroppo non potrà essere fatta a causa del lock-down voluto dall’attuale Governo per fermare l’epidemia del CoVid-19. Ma gli organizzatori non sono rimasti con le mani in mano. Abbiamo perciò chiesto alla presidente e all’organizzatrice, la dottoressa Virginia Coda Nunziante, di partecipare ad una tavola rotonda per ripercorrere con noi la storia della Marcia per la Vita e anche per far conoscere ciò che quest’anno hanno preparato per difendere la vita umana pur non potendo marciare per le strade di Roma.

Qui il sito ufficiale della Marcia per la Vita: marciaperlavita.it/
Cliccare qui per un altro evento collegato alla difesa della vita: romelifeforum.com/

Video. Consacrazione o affidamento? Alle radici di un equivoco mariano

Video-catechesi di P. Serafino M. Lanzetta, tenuta a Radio Buon Consiglio il 18 maggio 2020.

Recentemente si è riaccesa la disputa circa la convenienza o meno della consacrazione a Maria, a cui si preferisce in gran lunga affidamento. Quando avviene questo cambio di rotta? A partire dal 1960, quando alcuni teologi gesuiti ritennero che consacrazione implicasse sempre un atto di latria e che quindi dovesse essere riservata solo a Dio. A Maria ci si poteva consacrare — come attestato dai secoli precedenti — ma solo in modo lato e improprio.

Giovanni Paolo II con l’enciclica Redemptoris Mater in qualche modo renderà ufficiale il neologismo “affidamento” che prenderà così il sopravvento su consacrazione. In realtà, il vero problema che soggiace a questa variazione ha 3 radici:

  • la perdita post-conciliare del concetto metafisico di analogia e di partecipazione;
  • il problema della Corredenzione;
  • l’abbandono della teologia del sacrificio che dà sostanza a consacrazione, cioè all’essere sacrificati esclusivamente a Dio per mezzo di Maria. Affidamento è una perdita non un guadagno.