Difesa della famiglia, la profezia di Giovanni Paolo II: “Ci accuseranno di incomprensione e di durezza”

In un discorso del 1984 S. Giovanni Paolo II ci avvisò che, a seguito della nostra difesa della verità sul matrimonio e sulla famiglia, saremmo stati accusati di rigorismo e durezza, ma che non avremmo mai dovuto arrenderci. Parole che sembrano indirizzate proprio al compianto cardinale Carlo Caffarra.

Domenica 10 settembre 2017 — E’ risaputo che il cardinal Carlo Caffarra ha continuato a difendere il magistero tradizionale della Chiesa sul matrimonio contro le innovazioni presenti nel cap. VIII di Amoris laetitia, quello che introduce un evidente e rivendicato mutamento rispetto all’esortazione apostolica Familiaris consortio di Giovanni Paolo II sulla comunione ai divorziati risposati; si sa anche molto bene che Caffarra si è opposto, al Sinodo sulla famiglia, a quanti vogliono mutare l’interpretazione di Humanae vitae, l’enciclica di Paolo VI che Bergoglio sta mettendo parzialmente in discussione dopo Familiaris consortio (avendo istituito un’ apposita commissione di “studio” e revisione).

Per questo Caffarra è stato accusato di essere un “dottrinario”, di eccessiva durezza, di non comprendere i tempi, di non essere misericordioso come i novatori…

Era stato tutto già predetto da Giovanni Paolo II, le cui parole potrebbero quasi essere viste come la profezia di cui Caffarra è stato, insieme agli altri 3 cardinali, il protagonista. Parole che certamente Caffarra, che è stato il vicario di Giovanni Paolo II sulla famiglia, conosceva ed ha tenuto presenti, in questi anni per lui dolorosissimi.

Disse infatti Giovanni Paolo II: “… Voi ben sapete che spesso la fedeltà da parte dei sacerdoti – diciamo, anzi, della Chiesa – a questa verità e alle norme morali conseguenti, quelle, voglio dire, insegnate dall’Humanae vitae e dalla Familiaris consortio, deve essere spesso pagata ad un prezzo alto. Si è spesso derisi, accusati di incomprensione e di durezza, e di altro ancora. È la sorte di ogni testimone della verità, come ben sappiamo. Ascoltiamo ancora una pagina di sant’Agostino; “Ma perché la verità genera odio?”, si chiede il santo dottore. “In realtà” egli risponde “l’amore della verità è tale, che quanti amano un oggetto diverso pretendono che l’oggetto del loro amore sia la verità; e poiché detestano di essere ingannati, detestano di essere convinti che s’ingannano. Perciò odiano la verità; per amore di ciò che credono verità. L’amano quando splende, l’odiano quando riprende” (S. Augustini, Confessiones, 10, 23, 33: CSEL, 23,34: CSEL 33/1, 253). Con semplice e umile fermezza, siate fedeli al magistero della Chiesa su un punto di così decisiva importanza per i destini dell’uomo(cliccare qui).

Semplice ed umile fermezza: sì, Caffarra ha difeso sino all’ultimo la Tradizione ed il magistero di Giovanni Paolo II proprio semplice ed umile fermezza.

Di seguito il vademecum del Pontificio Consoglio per la famiglia, del 1997, al punto 9: “La «legge della gradualità » pastorale, che non si può confondere con « la gradualità della legge », che pretende di diminuire le sue esigenze, consiste nel chiedere una decisiva rottura col peccato e un progressivo cammino verso la totale unione con la volontà di Dio e con le sue amabili esigenze”.

Risulta evidente la distanza tra ciò che la Chiesa insegnava allora, e ciò che insegna oggi, su confessione e matrimonio.

(fonte: libertaepersona.org)

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