Pena di morte, la lezione della Grande Guerra

Il cambiamento del testo sulla pena di morte nel Catechismo, voluto da Papa Francesco, esclude in modo definitivo anche quei casi-limite che, nella versione precedente, erano più o meno implicitamente contemplati. Se è pur vero che le moderne società occidentali possono tutelare il bene comune imprigionando i delinquenti in carceri ben munite, non è detto, infatti, che questo possa essere garantito in migliaia di zone disastrate e poco civilizzate sparse in tutto il mondo dove le strutture di detenzione sono spesso in condizioni precarie.

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Testimonianze, la Dottrina non è impraticabile

Una scelta difficile in un cammino di fede travagliato, ma pieno di grazia: la testimonianza di una coppia che ha affrontato il lungo percorso della nullità di matrimonio precedente vivendo da fratello e sorella per 13 anni. E ha trovato Gesù, sommo bene. La prova che la vita vera conferma la dottrina e non la influenza.

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San Leone Magno ci illumina sulla Trasfigurazione

I cristiani di ogni tempo hanno meditato sulla Trasfigurazione di Gesù, di cui oggi ricorre la festa liturgica, e tra essi vi è san Leone Magno, papa e dottore della Chiesa, che ci ha lasciato una splendida riflessione su questo mistero.

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I “santi impiccati”: quando la pena di morte è via di santità

Non c’è un solo passo nelle Scritture, né in san Paolo né nei Padri e nemmeno in san Tommaso d’Aquino che parli contro la pena di morte. San Giuseppe Cafasso diceva che quelli che accompagnava al capestro erano i suoi «santi impiccati». Se riusciva a confessarli e comunicarli, andavano subito in Paradiso, avendo espiato con la morte violenta le loro malefatte. L’esempio è illustre: Gesù in croce dice al Buon Ladrone (il quale riconosce come giusta la pena inflittagli) «oggi sarai con me in Paradiso». Sul tavolo della Congregazione per la Cause dei Santi ci sono due dossier riguardanti due condannati a morte negli anni Cinquanta: uno ghigliottinato, l’altro garrotato. Perché la pena di morte può essere via di santità.

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Pena di morte, lo spirito di Pannella muta il Catechismo

La Dottrina non può seguire l’evoluzione storica: ciò che era peccato ieri, lo è anche oggi. Eppure papa Francesco, lentamente ma inesorabilmente, sta cambiando il Depositum Fidei, pur non avendone il potere, né l’autorità. Il peccato dell’adulterio non è più un assoluto morale (Amoris Laetitia), l’illiceità della pena di morte invece sì (modifica n. 2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica, benché la Chiesa cattolica l’abbia sempre permessa come extrema ratio per legittima difesa della società e dell’indifeso), perché, secondo lui, lede la dignità della persona umana. Ma se questo è il criterio, allora ogni forma di pena è sbagliata. Ciò che lede veramente la “dignità della persona” è il peccato, a cui bisogna necessariamente riparare. Infatti, se ci riflettiamo bene, quello che si vuol andare a intaccare è il concetto stesso di espiazione e di riparazione: si vuol togliere (al peccatore, al reo, al mondo intero) la sofferenza, cioè la Croce, l’unica salvezza per l’uomo stesso. Al divorziato-risposato, per esempio, non va data la pena della privazione della Comunione, al colpevole di un reato — che molto spesso coincide con un peccato — non va inflitta la pena della privazione della libertà (Bergoglio vuole abolire anche l’ergastolo), oppure — ribadiamo: come extrema ratio — della stessa vita, se non c’è altro modo di impedirli di nuocere di nuovo. Questo non ci sorprende perché «la Croce non è al centro della teologia del Concilio, non è la soluzione e il compimento della missione della Chiesa» (Don Divo BarsottiL’Attesa. Diario 1973-1975, pag. 213-214). 

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Humanae Vitae: il compleanno di una profezia

L’enciclica Humanae Vitae, di cui ricorrono oggi i 50 anni dalla sua pubblicazione, è di capitale importanza perché approfondisce e chiarifica l’insegnamento della Chiesa sul matrimonio e l’amore coniugale. Dentro questo si comprende il no senza eccezioni alla contraccezione, e il carattere definitivo e infallibile dell’enciclica.

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Rileggiamo l’Humanae Vitae alla luce della Casti Connubii

Quelli che vogliono “sdoganare” la contraccezione “rileggono” l’Humanae Vitae alla luce della Gaudium et Spes e dell’Amoris Laetitia. Per evitare tale diabolico “sdoganamento”, bisogna “rileggere” l’Humanae Vitae alla luce della Casti Connubii.

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Veritatis Splendor, capire il bene, il male e la libertà

Compie 25 anni l’enciclica Veritatis Splendor di San Giovanni Paolo II. Un libro la riscopre per riaffermare la distinzione tra il bene e il male e ciò che è da considerare male intrinsecamente, a prescindere dalle situazioni concrete in cui l’atto viene compiuto. Intervista al teologo padre Kopiec.

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Costanza Miriano: “La pillola? Ha rubato la felicità alle donne”

Difendendo l’Humane Vitae, Costanza Miriano ha spiegato: «Oggi siamo davanti alle macerie di una sessualità disordinata, in cui la contraccezione ha prodotto separazioni e abbandoni, siamo più infelici pure dal punto di vista sessuale. Anche se a volte la Chiesa si vergogna di dirlo e di annunciare gli insegnamenti di un’enciclica che danno gioia».

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