Video. Vera e falsa mariologia

Attenzione: questo video nasce dalle notizie sulla uscita di un nuovo libro-intervista di Bergoglio e, questa volta, sulla NUOVA MARIOLOGIA…. dopo l’intervista sul Padre Nostro… ora tocca l’Ave Maria e, per ciò che è trapelato e riportato, noi riteniamo un dovere OPPORCI a questo minimalismo mariano.
Ricordiamo che Papa Francesco avendo affermato: “IMMAGINO CHE….” dedicandosi poi ad una nuova versione dottrinale su Maria,  questo NON è più magistero “infallibile papale”, non è magistero dottrinale e perciò può essere criticato e ribattuto con dovizia di prove, come abbiamo fatto nel video.
Quindi RISPETTO AL PAPA MA….. prima di tutto RISPETTO A MARIA SANTISSIMA e a Dio che così l’ha voluta e così ce l’ha donata, come i Padri della Chiesa insegnano e non come si afferma oggi, in questo magistero dell’IMMAGINO CHE….

Per i link consigliati nel video:
la mariologia perversa di don Tonino Bello
Catechismo spiegato da Padre Dragone, la mariologia vera
la deriva dei Gesuiti modernisti

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Giovani e vecchi, categorie non solo anagrafiche

Il doppio movimento dell’ascolto dei giovani e della proposta di una tradizione bimillenaria devono integrarsi con la preminenza del secondo fattore: i giovani devono entrare nella tradizione rinnovandola con le loro istanze, che devono risultare omogenee alla chiesa de “gli anziani”, omogenee nella tradizione anche se non sempre nella consuetudine.

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Sinodo, i giovani intesi come “categoria sociale”

Nel prossimo Sinodo sui giovani, i giovani saranno intesi come categoria sociale? Sempre la Chiesa si è interessata dei giovani, ma soprattutto in funzione educativa, tanto che qualche anno fa si parlava di “emergenza educativa”. Nella liturgia, la “gioventù” è la vita nuova portata da Gesù. Ma non una categoria sociale.

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Scandalo McCarrick, migliaia di donne chiedono a papa Francesco la verità

Migliaia e migliaia di donne, soprattutto americane hanno firmato in poche ore una lettera diretta al Pontefice regnante, per chiedergli che risponda alle questioni contenute nella testimonianza di mons. Viganò. Ecco il testo, tradotto dal vaticanista Marco Tosatti che riporta anche una tabella riassuntiva della posizione dei vescovi americani riguardo le dichiarazioni di mons. C.M. Viganò.

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È bene che emergano gli scandali, per la nostra conversione

Di fronte agli scandali sessuali nella Chiesa due posizioni vanno per la maggiore: “godere” o sostenere che “i panni vanno lavati in casa”. Posizioni umane, ma in questo frangente utili solo ad allontanare il male. Al contrario i vescovi americani sostengono i propri fedeli chiedendo giustizia e domandano loro conversione, perché «Dio sta cominciando questo doloroso processo di purificazione per noi».

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Reazioni negli USA alla testimonianza Viganò

Le risposte alle accuse circostanziate nel dossier dell’ex nunzio negli Stati Uniti non si sono fatte attendere. Ecco le principali provenienti dal mondo ecclesiastico statunitense, vero epicentro dei fatti all’origine delle memorie di monsignor Carlo Maria Viganò.

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E se invece l’abito facesse il monaco?

L’abito non fa il monaco? In teoria, ma in pratica no. Non è estetica, ma sono in gioco la visibilità della Chiesa come città sul monte, il prete come icona di Gesù Cristo e come colui che interpella il mondo; mentre il prete/religioso non riconoscibile è “sacramento” di una Chiesa totalmente immersa nel mondo con fedeli e preti “cristiani anonimi” di ranheriana memoria, una Chiesa che secondo il linguaggio impietoso delle statistiche vocazionali e della frequenza alla Messa non si rigenera e solo decresce.

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I “santi impiccati”: quando la pena di morte è via di santità

Non c’è un solo passo nelle Scritture, né in san Paolo né nei Padri e nemmeno in san Tommaso d’Aquino che parli contro la pena di morte. San Giuseppe Cafasso diceva che quelli che accompagnava al capestro erano i suoi «santi impiccati». Se riusciva a confessarli e comunicarli, andavano subito in Paradiso, avendo espiato con la morte violenta le loro malefatte. L’esempio è illustre: Gesù in croce dice al Buon Ladrone (il quale riconosce come giusta la pena inflittagli) «oggi sarai con me in Paradiso». Sul tavolo della Congregazione per la Cause dei Santi ci sono due dossier riguardanti due condannati a morte negli anni Cinquanta: uno ghigliottinato, l’altro garrotato. Perché la pena di morte può essere via di santità.

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Pena di morte, lo spirito di Pannella muta il Catechismo

La Dottrina non può seguire l’evoluzione storica: ciò che era peccato ieri, lo è anche oggi. Eppure papa Francesco, lentamente ma inesorabilmente, sta cambiando il Depositum Fidei, pur non avendone il potere, né l’autorità. Il peccato dell’adulterio non è più un assoluto morale (Amoris Laetitia), l’illiceità della pena di morte invece sì (modifica n. 2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica, benché la Chiesa cattolica l’abbia sempre permessa come extrema ratio per legittima difesa della società e dell’indifeso), perché, secondo lui, lede la dignità della persona umana. Ma se questo è il criterio, allora ogni forma di pena è sbagliata. Ciò che lede veramente la “dignità della persona” è il peccato, a cui bisogna necessariamente riparare. Infatti, se ci riflettiamo bene, quello che si vuol andare a intaccare è il concetto stesso di espiazione e di riparazione: si vuol togliere (al peccatore, al reo, al mondo intero) la sofferenza, cioè la Croce, l’unica salvezza per l’uomo stesso. Al divorziato-risposato, per esempio, non va data la pena della privazione della Comunione, al colpevole di un reato — che molto spesso coincide con un peccato — non va inflitta la pena della privazione della libertà (Bergoglio vuole abolire anche l’ergastolo), oppure — ribadiamo: come extrema ratio — della stessa vita, se non c’è altro modo di impedirli di nuocere di nuovo. Questo non ci sorprende perché «la Croce non è al centro della teologia del Concilio, non è la soluzione e il compimento della missione della Chiesa» (Don Divo BarsottiL’Attesa. Diario 1973-1975, pag. 213-214). 

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Quell’umanitarismo un po’ vomitevole

Gli immigrati non sono numeri, ma persone. Giustissimo, ma anche questa affermazione viene usata in modo strumentale e ideologico dagli ipocriti che vogliono soltanto promuovere le loro politiche e le loro ideologie.

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