Che fine ha fatto Giuda? Si è salvato o si è dannato?

Come ci raccontano i vangeli, Giuda Iscariota si pentì di aver tradito e venduto il suo Signore; rinunciò al denaro e andò a impiccarsi. Che cosa dice la Chiesa riguardo la sorte della sua anima? Le immagini e le didascalie sono della nostra redazione.

Quesito

Caro Padre Angelo,

è la seconda volta che le scrivo e questa volta vorrei porle una domanda di una certa importanza per tutti noi cristiani. Riguarda la figura di Giuda Iscariota. 1) Gesù nell’esclamare “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” ha rivolto la preghiera anche per il suo traditore? 2) Come ben sappiamo Giuda alle parole del Maestro “E’ con questo bacio che tu tradisci il Figlio dell’Uomo” e “Sarebbe stato meglio per quest’uomo che non fosse mai nato” e dopo aver saputo della condanna di Gesù decide di togliersi la vita: visto che il destino di Gesù era quello di sacrificarsi per la salvezza dell’umanità è possibile che Giuda fosse dannato fin dall’inizio? Cioè, Dio ha amato l’uomo a tal punto da lasciargli la libertà di scegliere tra il bene e il male; Giuda ha commesso questo peccato di sua libera volontà consegnando Gesù nelle mani dei peccatori (nella Bibbia infatti è scritto che “Satana entrò in lui”) ma essendosi pentito amaramente di quello che ha fatto è come se avesse provato a chiedere con tutto il suo cuore il perdono, Gesù l’avrà perdonato visto che era tutto scritto? E’ un dubbio abbastanza forte, ma è una cosa a cui non so dare risposta. Io credo che Gesù nella sua infinità bontà e conoscendo il cuore di tutti lo abbia perdonato e magari, come è stato per Ponzio Pilato, Dio riserverà loro un giudizio particolare visto che hanno contribuito (nel male) all’azione salvifica di Gesù. In attesa di una sua risposta, anticipatamente ringrazio e chiedo la sua benedizione.

Alessandro P.

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Risposta del sacerdote

Caro Alessandro,

1. Giuda non è stato dannato fin dal principio. Il Signore lo aveva chiamato ad un’altissima dignità. Si è perso, pur stando accanto al Signore, per la bramosia delle ricchezze. Il Signore gli aveva dato fiducia e l’aveva incaricato di tenere la cassa. Ma Giuda vi rubava, come ricorda San Giovanni quando in riferimento a Giuda scrive: “Questo egli disse non perché gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro” (Gv 12,6).

Santità, forse è meglio imparare dai veri santi…

2. Certo, Gesù ha dato il suo perdono anche a Giuda e ha pregato per lui. Potrei dire che Giuda ha sentito i richiami della grazia, ma è stato troppo orgoglioso per andarsi a umiliare davanti al Signore. Li ha sentiti, dicevo. Ma li ha intesi malamente.  Anziché andare dal Signore, è andato dai sommi sacerdoti che l’hanno lasciato al suo destino.

3. Il Vangelo non dice esplicitamente che Giuda sia andato all’inferno. Ma vi sono espressioni molto forti che lo lasciano intendere, come ad esempio quella che ha citato tu: “Sarebbe stato meglio per quest’uomo che non fosse mai nato”. Ma c’è anche un’altra allusione alla perdizione e di Giuda: “Preso il boccone, egli subito uscì. Ed era notte” (Gv 12,30). Non si tratta solo di un riferimento cronologico. Nel cuore di Giuda erano scese le tenebre della notte. Erano scese quelle tenebre di cui parla il Signore quando dice di colui che aveva osato entrare nella sala senza veste nuziale: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti” (Mt 22,13).  Le tenebre con pianto e stridore di denti sono un chiaro riferimento all’inferno.

4. Il Signore ha cercato di toccare il cuore di Giuda in tutte le maniere. Pensa quando nell’ultima cena Giovanni gli domanda chi sia il traditore. Il Signore gli risponde: “E’ colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò” (Gv 13,26). Dare il boccone da parte del capotavola era un segno di onore, come un nostro brindisi. Gesù tratta Giuda in quel momento davanti a tutti con un tratto preferenziale. Ma Giuda manifesta nel suo comportamento tutti i segni dell’ostinazione nel peccato. Rimarrà in quella condizione fino all’estremo della sua vita, aggiungendovi un altro peccato molto grave: quello della disperazione della salvezza.

5. A questo proposito senti quello che dice S. Caterina da Siena, o meglio quello che S. Caterina da Siena si sentì dire dall’Eterno Padre: “Questo è quello peccato che non è perdonato né di qua né di là, perché il peccatore non ha voluto, spregiando la mia misericordia; perciò mi è più grave questo che tutti gli altri peccati che ha commessi. Unde la disperazione di Giuda mi spiacque più e fu più grave al mio Figliolo che non fu il tradimento che egli mi fece. Così sono condannati per questo falso giudizio d’aver posto maggiore il peccato loro che la misericordia mia; e perciò sono puniti con le dimonia e cruciati eternamente con loro” (S. Caterina da siena, Dialogo della Divina Provvidenza, c. 37).

6. Pertanto nel perdono di Gesù era incluso anche il perdono per il peccato di Giuda. Ma Giuda questo perdono non l’ha voluto. Giuda rimane colui che viene chiamato “il figlio della perdizione” (Gv 17,12).

7. Secondo la tradizione Ponzio Pilato si sarebbe convertito. La Chiesa copta lo annovera tra i santi. Ma se Ponzio Pilato si è salvato, come lo spero, non è perché tutto sommato “ha contribuito (nel male) all’azione salvifica di Gesù” come tu dici, ma perché si è lasciato raggiungere dalla grazia. Sua moglie, Claudia Procula, è venerata come santa non solo dalla Chiesa copta, ma anche da quella ortodossa.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.

Padre Angelo Bellon OP

Pubblicato 30.11.2012

(fonte: amicidomenicani.it)

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Un pensiero riguardo “Che fine ha fatto Giuda? Si è salvato o si è dannato?

  1. Vorrei proporre una mia riflessione sulla vicenda di Giuda.

    Giuda non si é pentito. Si è vergognato di fronte agli amici e ai nemici di essere stato scoperto e bollato quale infame traditore. Quando diede il bacio era convinto di togliere da sé i sospetti, con lo stesso gesto di affetto che per gli altri rappresentava il segnale. Invece Gesù lo sorprese e lo smascherò davanti a tutti : per 30 denari tradisci il Figlio dell’Uomo.
    Lo stigma del traditore gli era insopportabile e cercò di riabilitarsi agli occhi dei sommi sacerdoti dai quali ricevette però solo disprezzo e scherno. Non era realmente addolorato per il male fatto a Gesù ma per la propria immagine devastata e disprezzata anche da chi lo aveva assoldato. Non a caso l’ultimo tentativo di riabilitarsi lo fa con i farisei. Ricevendo scherno lancia i 30 denari per la rabbia di non aver ottenuto comprensione neppure dai suoi complici. Nella sua disperazione per la propria sorte non pensa al male fatto a Gesù ma al male fatto a se stesso, all’essersi rovinato la vita di fronte a un’intera comunità che lo disprezzava come traditore sia che fosse amica che nemica di Gesù. Il traditore è evitato infatti anche da chi se ne serve perché sarà sempre infido e disprezzato per la sua ignobile attitudine. Se il suo tradimento fosse restato segreto è probabile che non si sarebbe suicidato. Nessun vero pentimento verso il Signore ma pentimento di aver fatto le cose in maniera da essere smascherato, anche se, trattandosi di Cristo non poteva non esserlo. La delusione per non esser considerato dai farisei uno dei loro lo fa sentire perduto e nella sua disperazione sceglie il suicidio proprio perché non pensa di chiedere perdono a Gesù in quanto non lo può fare non essendo in alcun modo addolorato e pentito nei suoi confronti. é un po’ come quando riceviamo una multa per un’infrazione. Ce la prendiamo con noi stessi per la nostra maldestra distrazione. Non siamo certo dispiaciuti di aver violato il codice della strada. Vorremmo aver rallentato di fronte all’autivelox, non certo aver viaggiato sotto i limiti. Giuda se la prende con sé ma non è dispiaciuto per Gesù al quale non chiede scusa né perdono. non sappiamo cosa sia passato per la testa a Giuda prima di morire, e quindi se non si sia pentito chiedendo sinceri perdono a Dio in artuculo mortis e neppure quale sia stato il giudizio pure in assenza di pentimento – in fondo Cristo in croce chiede perdono anche per i suoi carnefici perché ‘non sanno quello che fanno’ – dal momento che il giudizio è sì immediato ma non automatico in quanto esiste la imponderabile variabile della misericordia di Dio, in cui ogni peccatore, anche il più lieve, confida, ma è certo che per il nostro giudizio umano non dovrebbe esservi salvezza per Giuda in quanto il suo peccato è stato della peggiore specie e non vi è stata traccia di vero pentimento

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