I genitori di Charlie: “Non ci lasciano neanche portare a casa nostro figlio per le ultime ore”

I genitori di Charlie avrebbero voluto portare il piccolo a casa per le ultime ore, affinché potesse morire attorniato da quanto più amore e cure possibili. Ma nemmeno questo viene loro permesso. I medici e i giudici hanno impedito ai genitori di scegliere per la vita della loro creatura e ora i genitori non possono nemmeno decidere quando e dove loro figlio morirà. «Abbiamo promesso al nostro piccolo ogni giorno che l’avremmo riportato a casa», ha detto la mamma al quotidiano britannico Daily Mail. «Vogliamo fargli fare un bagnetto a casa – ha aggiunto il papà –, coricarlo nella culla dove non ha mai dormito, ma adesso tutto questo ci viene negato. Ormai sappiamo il giorno in cui nostro figlio morirà, ma non ci dicono come questo accadrà».

(fonte: lanuovabq.it)

Rotherham, vittime dello stupro e dell’antirazzismo

Due volte vittime: prima dei loro stupratori, poi del silenzio delle autorità. Oltre 1400 vittime minorenni di abusi sessuali, ad opera di gang di predatori, quasi tutti pakistani. Proprio a causa della loro etnia, questi ultimi sono stati coperti da autorità che temevano l’accusa di razzismo. Ora che i carnefici, 18 in tutto, sono stati condannati, le vittime iniziano a parlare.

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Pezzi di ricambio cercansi tra le vittime di eutanasia

Poche vittime di eutanasia donano gli organi e, per alcuni dottori belgi e olandesi, questa realtà va cambiata, incrementando le donazioni. In questo modo viene stravolto il concetto di donazione di organi, che è un atto “nobile e meritorio” dopo morte certa. Ma che in questo contesto resta una mera ricerca di pezzi di ricambio. E chi non chiedesse l’eutanasia oppure la chiedesse senza donare gli organi? Rischierebbe di essere additato come egoista.

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