Pena di morte, perché il Catechismo è conforme al Vangelo

Il Papa ricorda i 25 anni del del Catechismo della Chiesa Cattolica e chiede che venga modificato l’articolo 2267 che non esclude la pena capitale in particolari casi come unica via per difendere (legittima difesa) da un aggressore ingiusto. “In passato la Chiesa ha assunto una posizione non conforme al Vangelo”.

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Violenze sessuali a Rimini, è la nuova realtà. Dall’accoglienza indiscriminata lo stupro dell’Italia

Siamo ormai di fronte a una nuova realtà che vede le donne confinate in una specie di apartheid volontario se ci tengono alla sicurezza. Non si è dato valore alla diversità culturale di certi immigrati clandestini e si è data l’idea che basti mettere piede in Europa per avere quel che si vuole. E dopo anni di “rieducazione” non ci sono uomini disposti a proteggere e sacrificarsi per gli altri. Ci stupiamo se qualcuno fa di noi ciò che vuole?

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Kenya, Sudafrica, Congo: ecco a chi si rivolge il messaggio del Papa per la Giornata dei migranti

Sarebbe un errore leggere il messaggio del Papa per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2018 pensando che sia rivolto all’Italia e all’Europa. Il messaggio è destinato a tutti i fedeli, anzi a tutto il mondo. E sono molti i Paesi africani e asiatici che si devono sentire accusati dalle parole del Papa. Ma si può anche auspicare che nei prossimi mesi la Santa Sede trovi il modo di aggiungere il diritto di ogni persona a vivere in dignità nel proprio paese insieme alla sua famiglia.

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70 vittime nel Ferragosto di sangue: così esplode la furia jihadista seminando terrore e morti

Quattro attentati hanno funestato la settimana di Ferragosto appena trascorsa: Barcellona, Cambrils, Finlandia e Siberia (15 morti). Ma non sono gli unici. I commandi jihadisti hanno colpito in Burkina Faso (18 morti), Timbuctu (7 morti). Boko Haram scatenata in Nigeria (27 morti) mentre in Kenia i miliziani al Shabaab hanno ucciso 3 persone. E’ una violenza inaudita di 70 morti che sembra inarrestabile.

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I genitori di Charlie: “Non ci lasciano neanche portare a casa nostro figlio per le ultime ore”

I genitori di Charlie avrebbero voluto portare il piccolo a casa per le ultime ore, affinché potesse morire attorniato da quanto più amore e cure possibili. Ma nemmeno questo viene loro permesso. I medici e i giudici hanno impedito ai genitori di scegliere per la vita della loro creatura e ora i genitori non possono nemmeno decidere quando e dove loro figlio morirà. «Abbiamo promesso al nostro piccolo ogni giorno che l’avremmo riportato a casa», ha detto la mamma al quotidiano britannico Daily Mail. «Vogliamo fargli fare un bagnetto a casa – ha aggiunto il papà –, coricarlo nella culla dove non ha mai dormito, ma adesso tutto questo ci viene negato. Ormai sappiamo il giorno in cui nostro figlio morirà, ma non ci dicono come questo accadrà».

(fonte: lanuovabq.it)

Rotherham, vittime dello stupro e dell’antirazzismo

Due volte vittime: prima dei loro stupratori, poi del silenzio delle autorità. Oltre 1400 vittime minorenni di abusi sessuali, ad opera di gang di predatori, quasi tutti pakistani. Proprio a causa della loro etnia, questi ultimi sono stati coperti da autorità che temevano l’accusa di razzismo. Ora che i carnefici, 18 in tutto, sono stati condannati, le vittime iniziano a parlare.

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Pezzi di ricambio cercansi tra le vittime di eutanasia

Poche vittime di eutanasia donano gli organi e, per alcuni dottori belgi e olandesi, questa realtà va cambiata, incrementando le donazioni. In questo modo viene stravolto il concetto di donazione di organi, che è un atto “nobile e meritorio” dopo morte certa. Ma che in questo contesto resta una mera ricerca di pezzi di ricambio. E chi non chiedesse l’eutanasia oppure la chiedesse senza donare gli organi? Rischierebbe di essere additato come egoista.

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