Preghiere al posto della Messa? No. Gesù spiega perché

La Santa Messa non è necessaria per la nostra vita e salvezza eterna, ma si può sostituire con altro (S. Scrittura, Preghiere ecc.)? No. Gesù ha detto: “In verità, in verità vi dico: se non mangerete la carne del Figlio dell’uomo e non berrete il suo sangue, non avrete in voi la vita”.

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Affidamento o consacrazione, nelle Scritture la risposta

La CEI comunica che l’1 maggio affiderà l’Italia a Maria. Bene, ma solo a metà. Perché molti fedeli, e prima di loro la Madonna, chiedono una consacrazione. Ma questa è avversata da certi ambienti teologici. Eppure sono le Scritture a parlarci di una discendenza della Donna, indicando che è Dio stesso a volere che la consacrazione a Lui passi attraverso Lei. Perché i vescovi resistono alla volontà divina?

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Sì, Maria è Corredentrice

In un’omelia-fotocopia di quella del 12 dicembre, papa Francesco ha negato che la Madonna sia Corredentrice. C’è come minimo un equivoco sul significato della parola, ma più in profondità si tratta di un minimalismo mariano che rinnega duemila anni di storia e anche i dati delle Scritture.

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La volontà di Dio e la permissione del male. Su Coronavirus e dintorni

Video-catechesi di P. Serafino M. Lanzetta su Radio Buon Consiglio, tenuta il 30 marzo 2020.

Dio è causa della malattia, della sofferenza o della morte? Dio è responsabile del male morale che devasta le coscienze? Qual è dunque il giusto rapporto tra Dio è il mistero del male, così da dare una chiara risposta anche al problema presente della pandemia causata dal Coronavirus. Se Dio è tenuto fuori da tutto ciò che accade, al fine di “salvaguardare” la sua innocenza e per non lasciare che gli uomini inveiscano contro di Lui, o, se per giustificare la sua presenza in situazioni dolorose lo si lascia soffrire con noi e come noi, allora chi ci libera dalla sofferenza? La scienza e la tecnologia che ormai si sono sostituite alla fede e alla teologia. Questo però provoca un mondo (e una Chiesa) ancora più secolarizzati e non amici dell’uomo.

La carità al tempo del coronavirus

 

San Giuseppe, sposo (giovane) e vergine per il Regno

Certe distorsioni degli apocrifi, che san Girolamo chiamava «deliramenta», hanno falsificato la verità storica e teologica su san Giuseppe. Che aveva consacrato la sua verginità per il Regno dei Cieli, come insegnano santi e pontefici, ed era giovane quando sposò Maria. Al suo ruolo essenziale nella storia della Salvezza deve corrispondere un’adeguata iconografia, così da aiutare una nuova evangelizzazione.

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I “punti fermi” della Corredenzione mariana

Il titolo “Corredentrice” significa letteralmente “cooperatrice all’opera della Redenzione” e distingue l’opera di Maria Santissima sia da quella di Cristo Redentore (alla quale è subordinata e dalla quale dipende) che da quella di ogni altro “discepolo”. Un utile ripasso storico e teologico per orientare il dibattito.

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San Tommaso e il Vangelo di Giovanni, un commento che illumina

Nel suo poderoso commento al quarto Vangelo, pubblicato in due volumi grazie a una nuova iniziativa editoriale, san Tommaso d’Aquino sottolinea che «Giovanni insiste sulla Divinità di Cristo senza per questo tralasciare i misteri della sua umanità». Questo perché Gesù Cristo è «Via secondo la sua umanità ed è termine secondo la sua divinità».

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San Tommaso d’Aquino, il Teologo cattolico

«Voi lo chiamate “Bue Muto”: ma io vi dico che questo bue muggirà così forte che lo si sentirà in tutto il mondo». Così Alberto Magno, durante una delle sue lezioni all’Università di Colonia, a proposito di un allievo che tutti dileggiavano perché grande, grosso e taciturno, scambiando il suo umile silenzio per insipienza. E quel “Bue Muto” doveva infatti cambiare le sorti della cultura mondiale, “riabilitando” Aristotele e fungendo da cerniera tra mondo classico e mondo cristiano. Alberto Magno parlava infatti riferendosi a san Tommaso d’Aquino, (1225-1274), il Doctor Angelicus come poi fu chiamato dai suoi contemporanei.

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Maria non usurpa Cristo, ma condivide la redenzione

Maria corredentrice perché ha cooperato alla salvezza. L’essere Redentore di Gesù viene condiviso, secondo la modalità propria, da ciascuno perché il Signore ci unisce a Sé e ci rende partecipi della sua vita. Tanto più la Vergine Maria. Anche Ratzinger aveva perplessità sul termine, perché assente dal vocabolario patristico e scritturistico, ma non aveva alcun dubbio sulla necessità di proclamare la corredenzione di Maria. E pure Giovanni Paolo II.

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