Pena di morte, la lezione della Grande Guerra

Il cambiamento del testo sulla pena di morte nel Catechismo, voluto da Papa Francesco, esclude in modo definitivo anche quei casi-limite che, nella versione precedente, erano più o meno implicitamente contemplati. Se è pur vero che le moderne società occidentali possono tutelare il bene comune imprigionando i delinquenti in carceri ben munite, non è detto, infatti, che questo possa essere garantito in migliaia di zone disastrate e poco civilizzate sparse in tutto il mondo dove le strutture di detenzione sono spesso in condizioni precarie.

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Pena di morte, lo spirito di Pannella muta il Catechismo

La Dottrina non può seguire l’evoluzione storica: ciò che era peccato ieri, lo è anche oggi. Eppure papa Francesco, lentamente ma inesorabilmente, sta cambiando il Depositum Fidei, pur non avendone il potere, né l’autorità. Il peccato dell’adulterio non è più un assoluto morale (Amoris Laetitia), l’illiceità della pena di morte invece sì (modifica n. 2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica, benché la Chiesa cattolica l’abbia sempre permessa come extrema ratio per legittima difesa della società e dell’indifeso), perché, secondo lui, lede la dignità della persona umana. Ma se questo è il criterio, allora ogni forma di pena è sbagliata. Ciò che lede veramente la “dignità della persona” è il peccato, a cui bisogna necessariamente riparare. Infatti, se ci riflettiamo bene, quello che si vuol andare a intaccare è il concetto stesso di espiazione e di riparazione: si vuol togliere (al peccatore, al reo, al mondo intero) la sofferenza, cioè la Croce, l’unica salvezza per l’uomo stesso. Al divorziato-risposato, per esempio, non va data la pena della privazione della Comunione, al colpevole di un reato — che molto spesso coincide con un peccato — non va inflitta la pena della privazione della libertà (Bergoglio vuole abolire anche l’ergastolo), oppure — ribadiamo: come extrema ratio — della stessa vita, se non c’è altro modo di impedirli di nuocere di nuovo. Questo non ci sorprende perché «la Croce non è al centro della teologia del Concilio, non è la soluzione e il compimento della missione della Chiesa» (Don Divo BarsottiL’Attesa. Diario 1973-1975, pag. 213-214). 

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Tutti pazzi per Karl Marx, un falso profeta sconfitto dalla storia

Dal New York Times al presidente della Commissione Europea, tutti celebrano il bicentenario di Karl Marx e la sua eredità intellettuale. Eppure nessuna delle previsioni di Marx si è avverata e l’applicazione della sua teoria ha portato dritti al totalitarismo comunista. Ne parliamo con Dario Antiseri, filosofo.

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Papa Francesco, la pena di morte e la Dottrina

Per la Chiesa cattolica la vita umana è sacra fin dal concepimento fino alla sua fine naturale. Perché allora è tollerata la pena di morte? Per una questione di legittima difesa, come spiega il Catechismo.

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Ma Gesù ha detto quel che ha detto? I “dubia” del generale dei gesuiti

Apprendiamo così che per il capo dei gesuiti i quattro Vangeli non sarebbero del tutto affidabili. Lui nutre dei «dubia». Gli evangelisti potrebbero essersi distratti, e d’altra parte non avevano il registratore, dunque…

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Dimmi che filosofo segui e ti dirò che teologo sei

L’importanza della filosofia per la teologia è notevole. Oggi però nel mondo accademico cattolico c’è un totale pluralismo filosofico e i professori si ispirano chi a l’uno e chi all’altro filosofo, indifferentemente, come se fossero tutti buoni. Un convegno dell’osservatorio Van Thuan l’errore di questa impostazione.

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