Video. Risurrezione senza la Croce? Tutte le rovinose conseguenze

Video-catechesi di P. Serafino M. Lanzetta, tenuta a Radio Buon Consiglio il 20 aprile 2020.

Il Mistero Pasquale di Gesù – la Passione, Morte e Risurrezione – è un tutt’uno e va considerato sempre nella sua inscindibile unità. La Croce senza la Risurrezione sarebbe la mera esecuzione di una condanna a morte, come la Risurrezione senza la Croce una gloria senza la redenzione, un successo senza la sofferenza. La tentazione più ricorrente e all’ordine del giorno è quella di separare la Risurrezione dalla Croce: una sorta di emancipazione pentecostale della Chiesa. Ciò ha ripercussioni rovinose in teologia e nella vita liturgica della Chiesa. Si pensi alla Messa, il più delle volte intesa come mero convivio e non più sacrificio dell’Agnello divino, da cui scaturisce la Comunione con Lui. La Santa Comunione è data sulla mano al fedele rigidamente in piedi, perché risorto. Giustizia e misericordia sono poste l’una contro l’altra e la penitenza scompare per fare posto alla festa. Una festa e una gioia, però, che senza essere lavate nel Sangue di Cristo risultano vuote. Come vuote sono molte nostre parrocchie.

 

Benedetta Bianchi Porro, sarà beata colei che abbracciò la Croce

Riconosciuto il miracolo di Benedetta Bianchi Porro, che sarà dunque presto beata. Tutta la sua vita è stata un insondabile mistero di grazia, grazie al quale ha vissuto la sua missione offrendo le sue gravi sofferenze fisiche.

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Gli scandali spiegati da suor Lucia al «popolo ingannato»

Alcune lettere della veggente parlano del «disorientamento diabolico» nella Chiesa, dei sacerdoti traditori che portano «alla perdizione delle anime», della necessità di reagire, dei pavidi che non hanno combattuto il male e della responsabilità del popolo che non «fa nulla per evitare l’inganno». Poi elenca le armi della lotta e spiega perché se «la Chiesa non accoglie l’ultimo aiuto di Dio (le apparizioni mariane) non ci sarà più possibilità di salvezza».

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Sedicenne in fin di vita: «Giovani, è in Dio la libertà!»

Poco prima di morire Jeremiah ha lasciato un messaggio alla sua generazione: «Combatti la cultura della morte, l’aborto, la lussuria, lasciati alle spalle l’inganno e la disperazione! Siamo una generazione senza padri, alla ricerca di identità. Ma nostro Padre celeste sta con le braccia spalancate, invitandoci a tornare a Lui… Se stai attraversando la depressione, se combatti la malattia, se contempli il suicidio o l’aborto, c’è una vita abbondante in Cristo».

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Pena di morte, lo spirito di Pannella muta il Catechismo

La Dottrina non può seguire l’evoluzione storica: ciò che era peccato ieri, lo è anche oggi. Eppure papa Francesco, lentamente ma inesorabilmente, sta cambiando il Depositum Fidei, pur non avendone il potere, né l’autorità. Il peccato dell’adulterio non è più un assoluto morale (Amoris Laetitia), l’illiceità della pena di morte invece sì (modifica n. 2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica, benché la Chiesa cattolica l’abbia sempre permessa come extrema ratio per legittima difesa della società e dell’indifeso), perché, secondo lui, lede la dignità della persona umana. Ma se questo è il criterio, allora ogni forma di pena è sbagliata. Ciò che lede veramente la “dignità della persona” è il peccato, a cui bisogna necessariamente riparare. Infatti, se ci riflettiamo bene, quello che si vuol andare a intaccare è il concetto stesso di espiazione e di riparazione: si vuol togliere (al peccatore, al reo, al mondo intero) la sofferenza, cioè la Croce, l’unica salvezza per l’uomo stesso. Al divorziato-risposato, per esempio, non va data la pena della privazione della Comunione, al colpevole di un reato — che molto spesso coincide con un peccato — non va inflitta la pena della privazione della libertà (Bergoglio vuole abolire anche l’ergastolo), oppure — ribadiamo: come extrema ratio — della stessa vita, se non c’è altro modo di impedirli di nuocere di nuovo. Questo non ci sorprende perché «la Croce non è al centro della teologia del Concilio, non è la soluzione e il compimento della missione della Chiesa» (Don Divo BarsottiL’Attesa. Diario 1973-1975, pag. 213-214). 

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Santa Gemma, dalla passione nasce l’amore a Cristo

Centoquindici anni fa nasceva al cielo santa Gemma Galgani e allora è quantomai opportuno ricordare in che cosa consistette la santità di questa giovane straordinaria, così cara alla pietà cristiana e altrettanto incomprensibile per chi non crede in Cristo crocifisso e risorto.

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L’eutanasia di Patrizia Cocco e la nostra umanità residua

A cosa serve la legge sulle DAT? Ad uccidere i malati, prima che la natura faccia il suo corso. Nient’altro: non serve ad altro! Anzi, sì: serve ad uccidere anche i disabili o i malati gravi, anche se non l’hanno chiesto; serve a non salvare la vita – anche quando è possibile – di persone che hanno perso la coscienza. Cosa serve la sedazione palliativa profonda prevista dalla legge? Ad uccidere il paziente senza farlo soffrire.

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La sedazione, il senso del dolore e la morte cristiana

Dopo la morte di Marina Ripa di Meana, avvenuta senza spiegazioni precise sulla sua condizione, si è generata una confusione fra eutanasia e sedazione profonda, mentre in casa cattolica si è aperto un interessante dibattito tra doloristi e non-doloristi. Posizioni entrambe sbagliate: ecco cosa dice la Chiesa sul senso del dolore e il dovere della cura cristiani. Mentre in una intervista il dottor Bulla, esperto di cure palliative, spiega quando è lecito effettuare la sedazione.

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