Santa Elisabetta d’Ungheria, luminoso esempio di santità francescana

Ripercorriamo l’itinerario temporale e spirituale di una delle maggiori figure del Terzo Ordine francescano, santa Elisabetta d’Ungheria e di Turingia (1207-1231), modello più attuale che mai, perché l’uomo, oggi come non mai, si illude di poter risolvere i problemi sociali e temporali prescindendo dalla sfera superiore, quella spirituale e divina.

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Video. Imelda, la beata che morì d’Amore eucaristico

«Ditemi, vi prego, come è possibile ricevere la Comunione senza morire d’amore?».

Tra le tante informazioni sulla storia della Beata Imelda, la piccola domenicana innamorata dell’Eucaristia la cui memoria è il 12 maggio, gli amici di Cooperatores-Veritatis.org hanno scelto quelle de La Nuova BQ, da leggere anche in video in forma di Catechesi per la Prima Comunione, ma anche per noi adulti, genitori e parenti di questi Bambini, ai quali trasmettere la gioia della Vera Fede in Gesù Ostia-Santa.

Caterina, il dono più santo e meraviglioso di Siena al mondo

Caterina Benincasa, senese, fu canonizzata da papa Pio II nel 1461 e dichiarata Dottore della Chiesa da papa Paolo VI nel 1970. È Patrona d’Italia con San Francesco d’Assisi ed è considerata ancora oggi una vera e propria “maestra di spiritualità”.

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Messori: «Bernadette? Impossibile non amarla»

Pochi giorni fa sono atterrate a Orio al Serio (Bergamo) le reliquie di Bernadette Soubirous, che nei prossimi mesi faranno il giro di trentaquattro diocesi italiane. Ebbene: che cosa viene a dirci oggi questa straordinaria santa? Lo chiediamo a Vittorio Messori che ci svela perché il messaggio della Madonna di Lourdes sia più attuale che mai. «In Bernadette vive la realizzazione più radicale del Vangelo. Se fosse qui? Vorrebbe che tutti guardassero alla Signora e al suo piano di Salvezza».

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Un fiore di Lucca: la beata Elena Guerra

Fondatrice delle Oblate dello Spirito Santo, beatificata il 26 aprile del 1959 (la sua fu la prima beatificazione di Papa Giovanni XXXIII), Elena Guerra nacque a Lucca il 23 giugno del 1835 da una famiglia agiata della media borghesia.

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Giuseppina Bakhita: il fascino di una donna libera

La “santa moretta” è “un dono di Dio per il nostro tempo”. Nel ripercorrere le tappe più significative della sua biografia si scoprono la fede e il coraggio di affidarsi a Dio soprattutto nella malattia e nel dolore.

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Elisabetta Canori Mora, la beata che convertì il marito adultero

Oggi ricorre il dies natalis della mistica e beata Elisabetta Canori Mora, la cui santità fiorì innanzitutto nel sacramento del Matrimonio e nell’amore al marito: gli perdonò 27 anni di tradimenti fino a dare tutto per la salvezza eterna del coniuge e delle figlie. Troverà la forza nello Sposo celeste, Gesù Cristo, che le concesse innumerevoli grazie arrivando al dono immenso delle nozze mistiche.

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Il martirio di Sant’Agata

La pietà popolare suscitata dal martirio di sant’Agata († 5 febbraio 251) si diffuse rapidamente in tutta la cristianità arrivando presto anche in Oriente, dove il vescovo Metodio di Olimpo incluse la vergine e martire catanese nel suo Symposium decem virginum presentandola come modello di vita cristiana.

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Santa Gertrude e il Ringraziamento Eucaristico

Santa Geltrude nacque nel 1256 nella Turingia probabilmente ad Eisleben, a nord ovest di Lipsia. Della sua infanzia rimane solamente un avvenimento decisivo: l’entrata ancora bambina nel monastero cistercense di Helfta nella Sassonia (da qui il nome di Geltrude di Helfta).

Era il 27 gennaio 1281 quando ebbe una prima visione del Cristo Redentore, nella sembianza di un adolescente. Scrisse poi lei stessa: “Io lodo, io adoro, io benedico, io ringrazio come posso la vostra sapiente misericordia e la vostra misericordiosa sapienza, perché voi, mio Creatore e mio Redentore, vi sforzaste di ridurre una testa indomabile sotto il vostro giogo soave…”.

Questa conversione agì particolarmente su due fronti: quello ascetico e culturale.

Dopo la conversione si preoccupò non solo di studiare per sé ma di fare anche dono agli altri delle scoperte spirituali fatte nelle rivelazioni e nelle riflessioni. Abbiamo così Geltrude scrittrice e de-scrittrice della propria esperienza spirituale.

Due le opere principali che hanno consacrato Geltrude come una scrittrice di mistica.

La prima chiamata “Il Messaggero della divina misericordia”. Qui descrisse le visioni e rivelazioni che ella ebbe da Gesù Cristo e la straordinaria confidenza che ebbe con Lui.

La seconda opera ha per titolo “Exercitia Spiritualia septem”. È un “raro gioiello di letteratura ascetico-mistica… Essi consistono in varie preghiere e meditazioni di ispirata bellezza e si dividono in sette differenti esercizi:

  1. il primo per recuperare l’innocenza battesimale,
  2. il secondo per la conversione spirituale,
  3. il terzo per la consacrazione a Dio,
  4. il quarto per la rinnovazione della professione religiosa,
  5. il quinto per eccitare l’amore divino;
  6. il sesto è un’azione di grazie,
  7. il settimo è un supplemento di soddisfazione per i nostri peccati ed una preparazione alla morte”.

Sono Esercizi che hanno un valore ancora oggi (magari chi è sposato integrando il quarto con la rinnovazione delle proprie promesse matrimoniali…). Essi rivelano tutta la personalità di Geltrude ed il suo grandissimo abbandono e confidenza in Dio.

“CRISTO, VITA DELLA MIA VITA”

“O vita della mia vita, possano gli affetti del mio cuore
accesi dalla fiamma del tuo amore, unirmi intimamente a Te.
Possa la mia anima essere come morta
riguardo a tutto ciò che potrebbe cercare all’infuori di Te.

Tu sei lo splendore di tutti i colori, la dolcezza di tutti i sapori,
la fragranza di tutti i profumi, l’incanto di tutte le melodie,
la tenerezza dolcissima dei più intimi amplessi.
In Te si trova ogni delizia, da Te scaturiscono acque copiose di vita, a Te attira un fascino dolcissimo,
per Te l’anima si riempie degli affetti più santi.

Tu sei l’abisso straripante della Divinità,
o Re, nobilissimo tra tutti i re,
o Sovrano eccelso, o Principe chiarissimo,
o Signore mitissimo, o Protettore potentissimo.
O Gemma nobilissima di vivificante umanità.
O Creatore di tutte le meraviglie.

O Maestro dolcissimo, o Consigliere sapientissimo,
o Soccorritore benignissimo, o Amico fedelissimo.
Tu unisci in Te tutti gli incanti di un’intima dolcezza.
Tu accarezzi con soavità, ami con dolcezza,
prediligi con ardore, o Sposo dolcissimo e gelosissimo.
Tu sei un fiore primaverile di pura bellezza,
o Fratello mio amabilissimo, pieno di grazia e di forza,
o Compagno giocondissimo, Ospite liberale e generosissimo.

Io preferisco Te ad ogni creatura,
per Te rinuncio ad ogni piacere,
per Te sopporto ogni avversità,
non cercando in ogni cosa che la tua lode.
Col cuore e con la bocca confesso che Tu sei il Principio di ogni bene…”.

Dalle Rivelazioni, Libro III, Cap. LXVI