Compagno Drago e gli altri: i serial killer protetti dal PCI

Con il libro Compagno mitra hanno nome e volto quei partigiani che uccisero nemici politici e innocenti padri di famiglia. Molti fatti raccontati dallo storico Gianfranco Stella sono noti. Quel che non era noto erano i nomi dei killer e delle bande di gappisti che agivano indisturbati in nome della giustizia proletaria con omicidi, razzie, sequestri ed estorsioni riuscendo a sfuggire alla giustizia o salvandosi con pochi anni di carcere. Come il partigiano Drago: un killer spietato che ammazzò 150 persone, tra cui il sacerdote don Dante Mattioli, il cui corpo non venne mai trovato. Coperto dal PCI, sconosciuto ai libri di storia, nessuno lo disturbò mai e morì nel suo letto con al collo una medaglia al valor militare.

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I partigiani di Stalin, l’altro 25 aprile

La Resistenza fu ambigua fin da subito, sin da prima del 1945. Dietro alla lotta antifascista si celavano due forme di Resistenza. Una delle due, dopo la guerra, si preparava a prendere il potere e a instaurare una dittatura comunista alleata con l’URSS. Intervista al giornalista e storico Dario Fertilio sull’altro 25 aprile.

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I partigiani e il silenzio sulla Resistenza all’Olocausto

C’è un buco nero nella retorica della Giornata della Memoria: il silenzio dei partigiani dell’ANPI sull’Olocausto. A parte alcuni gesti sporadici, mancano la propaganda resistenziale contro le deportazioni e le azioni militari. Ciononostante la Sinistra si è impossessata sia dell’antifascismo che della causa ebrea. Parla lo storico Tadolini.

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