La rivoluzione a tre teste di Basaglia, nonostante i malati

La “legge Basaglia” è un campo di battaglia ideologico in cui si sono scontrate tre ideologie: la psichiatria positivista, l’antipsichiatria di stampo comunista e il potere dei Radicali. Ma la mancata gestione dei pazienti da parte delle strutture territoriali ha contribuito allo scontro ideologico.

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Dj Fabo, sul “diritto a morire” decide la Consulta

Nel processo al radicale Marco Cappato per la morte procurata di DJ Fabo, il giudice chiede alla Corte Costituzionale di pronunciarsi sulla legittimità costituzionale dell’articolo del Codice Penale che punisce l’aiuto al suicidio. Che così, e grazie alla legge sulle DAT, ha buone possibilità di diventare un diritto.

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Sedazione ed eutanasia, facciamo chiarezza

La sedazione profonda rientra a pieno titolo tra le cure palliative, ma può essere usata anche con intenti eutanasici, se si dà un’overdose di oppiacei per accelerare la morte. E la legge sulle DAT dà un’ulteriore possibilità di usare la sedazione a scopo di eutanasia. Ecco come…

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Marina Ripa di Meano, morte-spot per l’eutanasia. E i radicali mietono

Il caso della celebrità italiana nota per aver condotto una vita senza limiti e che ha usato “sessantottinamente” il suo corpo per poi chiedere l’eutanasia, ha fatto gola ai Radicali che l’hanno usata come trofeo della vittoria politica sul “testamento biologico”, giocando sul concetto di sedazione profonda.

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Piangono di gioia perché hanno legalizzato la morte

È passata la legge sull’eutanasia. Emma Bonino e gli altri radicali nelle tribune al Senato piangono di gioia: hanno adempiuto alla loro missione, dare la morte all’inizio, dare la morte alla fine della vita.

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La schizofrenia gnostica sulla pena di morte

Negli ultimi decenni il pensiero gnostico, radicale, e liberal massonico, ha aperto un fuoco di sbarramento contro la pena di morte, che non si dovrebbe applicare mai, in nessun caso, nemmeno in presenza di crimini efferati. Curiosamente l’avversione alla pena di morte inflitta ai malfattori si è affermata parallelamente all’esaltazione della pena di morte inflitta agli innocenti: ai milioni di bambini uccisi nel seno della propria madre, e, per ora, alle migliaia ma in un futuro prossimo ai milioni di persone uccise perché vecchie o malate o disabili.

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Né il paziente né i genitori, sulla morte decida lo Stato: Elisa e la nuova frontiera dell’eutanasia

Ormai il best interest, l’equazione vita di bassa qualità uguale morte è praticamente ben digerita da molti. Il principio secondo il quale la fossa è il miglior posto dove mettere i disabili è pressoché acquisito. La discussione si sposta sulla scelta del soggetto che deve decidere della morte dell’incapace. I candidati sono tre: il paziente impersonato dalle Dat, i parenti e l’apparato burocratico dello Stato. La storia di Elisa e la nuova “battaglia” dell’associazione Luca Coscioni.

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Drògati e fa ciò che vuoi

Il protagonista della serie 1993 ha investito e ucciso sotto l’effetto delle droghe una donna. E per tutti ora è un mostro. Ma dovremo abituarci perché con la liberalizzazione delle droghe leggere di incidenti simili ne avremo a iosa. E lo Stato dovrà spendere per campagne informative per ridurre un rischio che ha contribuito a rendere tale. Al di sopra della responsabilità personale trionfa il concetto radicale del “drògati e fa ciò che vuoi”.

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Che confusione tra migranti e profughi

Anche buona parte di mondo cattolico e della Chiesa sostiene la campagna dei Radicali per una legge che allarghi i benefici dei rifugiati anche ai migranti economici. Ma è un grande errore perché tra migrante e rifugiato c’è una differenza sancita dalla Convenzione di Ginevra che tutela questi ultimi da 70 anni. Accomunarli è un errore fuorviante che costa caro, viola le leggi e favorisce i criminali.

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Cappato-Dj Fabo: cosa succede ad abbandonare i princìpi non negoziabili

La richiesta di archiviazione per Cappato riguardo al suicidio assistito di Dj Fabo dimostra la miopia di chi, anche fra i cattolici, snobba la battaglia per il diritto alla vita e per i princìpi non negoziabili in genere. Non si tratta di difendere valori cattolici, ma le fondamenta di una società che vuole avere un futuro. E dimostra in modo inequivocabile che l’obiettivo della legge sulle Dat è l’eutanasia.

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