Chesterton e i pazzi: hanno perso tutto tranne la ragione

Rilettura dell’estate: Ortodossia di G.K. Chesterton. Il libro illustra il senso esistenziale e culturale del grande autore inglese che, di lì a poco, si sarebbe convertito al cattolicesimo. Interessante la definizione sui pazzi, che spiega bene l’allontanamento della cultura da Dio: “Hanno perso tutto tranne la ragione”.

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Il neo-arianesimo

Il recente documento di 23 personalità internazionali in appoggio ai “Dubia” dei 4 cardinali richiama giustamente alla memoria l’eresia ariana, che presente notevoli somiglianze con l’attuale modernismo. Allora solo 4 vescovi mantennero l’ortodossia…

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Sant’Ambrogio di Milano e Teodosio: una storia di vera misericordia

Ambrogio ebbe vivissimo il senso del peccato perché aveva compreso a fondo la misericordia di Dio. A tal punto da fare della misericordia l’unica chiave per comprendere l’eterno piano salvifico di Dio.

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Müller avverte: senza la fede, cresce l’erba del diavolo

Attenzione «all’erba del diavolo», cioè alle eresie, come le definisce il cardinale Gerhard Müller, capo della Congregazione per la Dottrina della Fede. Un avvertimento che il cardianle ha lanciato in Ungheria, nel’incontro tra i Presidenti delle task force dei vescovi che vegliano sulla custodia del “deposito” della fede.

di Lorenzo Bertocchi

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Separare pastorale e dottrina è “sottile eresia”, dice il cardinale Müller

di Matteo Matzuzzi

Sappiano, i padri sinodali che tra poco meno d’un anno si ritroveranno a Roma per la grande assemblea ordinaria sulla famiglia cui seguiranno le decisioni papali, che il confine tra ciò che è conforme all’insegnamento di Cristo e l’eresia è sottile. E’ stato chiaro, il prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, il cardinale Gerhard Ludwig Müller, aprendo la sessione plenaria della commissione teologica internazionale di cui è presidente. E’ inconcepibile, ha detto, separare la dottrina dalla pastorale, dicendo che la prima nessuno la discute mentre sulla seconda si può agire allo scopo di svecchiarla e adeguarla alle esigenze mutate della società contemporanea. “Ogni divisione tra la teoria e la prassi della fede sarebbe il riflesso di una sottile eresia cristologica di fondo”, ha avvertito Müller, aggiungendo che ciò “sarebbe frutto di una divisione nel mistero del Verbo eterno del Padre che si è fatto carne. Sarebbe l’omissione della dinamica incarnazionista di ogni sana teologia e di tutta la missione evangelizzatrice della chiesa”. Non è sfuggito, ai presenti, che il più autorevole sostenitore della liceità di operare quella divisione sia il cardinale Walter Kasper, autore della relazione concistoriale sulla famiglia dello scorso febbraio e lodato pubblicamente dal Papa perché capace di fare quella “teologia in ginocchio” senza la quale si rischia di “dire tante cose senza capire niente” (parole pronunciate da Francesco solo due giorni fa nella consueta omelia a Santa Marta).

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