DAT, un male minore? No, resta omicidio in camice bianco

Mentre i senatori a vita pubblicano un appello pro Dat, Palazzo Madama approva un parere non ostativo in cui si parla di “dichiarazioni”, meno vincolanti delle “disposizioni”; di verifica delle volontà del paziente e di una doppia interpretazione di nutrizione e idratazione: in tutti e tre i casi è il vecchio vizietto del politico cattolico: cercare il male minore. La realtà è che il disegno di legge resta un omicidio in camice bianco.

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Pena di morte, perché il Catechismo è conforme al Vangelo

Il Papa ricorda i 25 anni del del Catechismo della Chiesa Cattolica e chiede che venga modificato l’articolo 2267 che non esclude la pena capitale in particolari casi come unica via per difendere (legittima difesa) da un aggressore ingiusto. “In passato la Chiesa ha assunto una posizione non conforme al Vangelo”.

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Papa Francesco, la pena di morte e la Dottrina

Per la Chiesa cattolica la vita umana è sacra fin dal concepimento fino alla sua fine naturale. Perché allora è tollerata la pena di morte? Per una questione di legittima difesa, come spiega il Catechismo.

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“Se il suicidio assistito fosse legale sarei già morto”

Un uomo coetaneo di Brittany Maynard, la donna usata come sponsor della legalizzazione del “suicidio assistito”, colpito dalla stessa malattia nello stesso anno, non solo ha scelto un’altra strada ma sostiene che la sola via umana è la lotta per la vita. “Questa legge non dà libertà di scelta ma fa sentire obbligati a uccidersi”. 

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USA, Leggi e cultura pro life: gli abortifici chiudono i battenti

Negli ultimi 5 anni le cliniche abortiste americane sono passate da 512 a 365. Più 20 affiliate al Planned Parenthood che hanno chiuso i battenti. È il risultato di una sinergia tra cultura pro life e leggi ad hoc più restrittive. In Italia invece assistiamo ad un passivismo pro life. La non esclusione di Dio a livello pubblico nella battaglia per la vita ha fatto acquistare al fronte pro-life un Attivista che, dati alla mano, forse sta facendo la differenza sul campo.

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David, il cancro e il Paradiso: “L’anno più bello della mia vita”

Nel giro di un anno l’osteosarcoma lo ha consumato tra indicibili patimenti. David è nato al Cielo a 17 anni con il sorriso sulle labbra ed impressa sul volto la sua frase: “Ma se sono felice io, come non puoi esserlo tu?”. Prima di tornare alla Casa del Padre, ha raccontato il suo Paradiso in terra. Il parroco: “Ha donato il suo corpo per la salvezza eterna e la conversione dei giovani”.

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L’aborto a prezzo di saldo, anzi gratis: con la scusa dell’uragano Harvey in Texas si offrono infanticidi

Dopo l’uragano che ha devastato il Texas, molte cliniche sono allagate, le strade ancora inagibili. Così la catena texana di abortifici Whole Woman’s Health offre a tutte le donne incinte travolte dalla furia di Harvey di uccidere il bimbo che hanno in grembo senza sborsare un cent. E non è un caso che il Texas sia uno degli stati che per primo si è adeguato alla legge di Trump che chiude i rubinetti pubblici agli abortifici. Per uccidere bambini così, ogni scusa è buona.

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Dove l’eutanasia è legale si uccide anche chi vuole vivere: la storia di “H”

Weigel, il noto biografo di san Giovanni Paolo II, spiega cosa sta accadendo in Canada attraverso la storia di un uomo malato di cancro. “I medici anziché curare un’infezione lo hanno ucciso contro il suo parere e quello della moglie”. Il tutto perché ormai, con la legalizzazione dell’eutanasia, l’omicidio di una persona “improduttiva” è diventato normale, se non un dovere.

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Rischiano la vita per salvare i figli: la legge del cuore materno

Sono decine le donne malate apparse sui giornali per aver scelto di sacrificare la propria salute, a rischio della vita, al fine di proteggere e far nascere i loro figli in grembo. Mentre il mondo propone come unica soluzione l’aborto, loro mostrano che l’amore materno è portato ad amare fino a sacrificare se stessi per il bene del figlio. E non c’entra la fede: che questa sia la vera natura di una mamma, che porta inscritta dentro di sé la verità, lo dimostrano loro.

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Aborto, il genocidio delle persone con la sindrome di Down

I giornali festeggiano la possibilità di un mondo senza bimbi handicappati, esaltando la libertà di scelta di abortirli. Ma così ragionano come gli eugenisti che, condannato il nazismo, hanno dovuto trovare una strategia per reintrodurre l’idea della “razza perfetta”. Peccato che illudendoci di essere liberi stiamo perdendo una grande ricchezza. Come testimoniano i genitori dei bimbi affetti dalla trisomia 21.

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