USA, La battaglia pro-life dei repubblicani, stato dopo stato

Sull’aborto, votare un partito piuttosto che un altro, negli Usa come altrove, fa la differenza. Lo dimostra ancora la vittoria dei Repubblicani, non solo al Congresso e alla Casa Bianca, ma anche nella maggioranza degli Stati. Da gennaio ad oggi sono state approvate almeno 50 nuove leggi statali restrittive sulle pratiche abortive. E anche fra i Democratici qualcosa si muove…

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GB, In lotta per Alfie, il bimbo senza diagnosi da uccidere

Dopo Charlie, c’è un altro piccolo combattente da sostenere nella sua battaglia per il diritto alla vita: Alfie Evans. Quattordici mesi, è in coma da dicembre a Liverpool e ancora non ha avuto una diagnosi sulla misteriosa infezione che lo ha colpito. Ma medici vogliono staccare la spina e i genitori hanno fatto partire una campagna.

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Né il paziente né i genitori, sulla morte decida lo Stato: Elisa e la nuova frontiera dell’eutanasia

Ormai il best interest, l’equazione vita di bassa qualità uguale morte è praticamente ben digerita da molti. Il principio secondo il quale la fossa è il miglior posto dove mettere i disabili è pressoché acquisito. La discussione si sposta sulla scelta del soggetto che deve decidere della morte dell’incapace. I candidati sono tre: il paziente impersonato dalle Dat, i parenti e l’apparato burocratico dello Stato. La storia di Elisa e la nuova “battaglia” dell’associazione Luca Coscioni.

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Charlie Gard non è “morto”, è stato “ucciso”, e ciononostante “vive”.

È stato ucciso solo, senza la mano di sua mamma a tenere la sua, in una anonima e sconosciuta sala di ospedale, mentre qualcuno per decreto statale premeva un bottone.

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Charlie è stato ucciso. Ma la morte non è l’ultima parola

Sul caso di Charlie non si può non provare sgomento per l’assenza ingiustificata della Chiesa, anzi dei suoi pastori, fatte salve alcune, rare, eccezioni.

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A Dio piccolo Charlie: il nuovo Stato eugenetico ha deciso che è legale uccidere un disabile

Charlie è stato ucciso. Ha combattuto su questa terra prima che un’umanità spietata gli staccasse la ventilazione. Morto soffocato nel lettino di un hospice lontano da casa. Messo a morte perché questo nuovo Stato eugenetico ha deciso che è legale uccidere un disabile.

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Charlie, agiranno come boia non come medici

Verrà portato in un hospice dove sarà terminato. Così corrompono anche gli hospice: nati per aiutare i moribondi a vivere fino al momento della morte, ora diventano luoghi dove si ammazzano i malati. I medici vedono cambiata la loro missione: che almeno tolgano il camice bianco e indossino mantello e cappuccio nero.

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Capolavoro luciferino: così passa l’eutanasia “cristiana”

Così Charlie, come Gesù, verrà ucciso dopo un processo estenuante. Ucciso dai suoi nemici (medici e giudici che voglio mettersi al posto di Dio in nome della legge) per colpa dei suoi traditori (l’appoggio di tanti cristiani) e dei vari Ponzio Pilato che hanno preferito non prendere posizione nascondendosi dietro una presupposta “complessità del caso”. Anche se non c’è proprio un bel niente di complesso. E’ tutto cristallino: una persona malata, anziché essere amata perché c’è e quindi curata fino all’incombere della morte naturale come da 2000 anni fino a qualche tempo fa si è sempre fatto, va sul patibolo, privata non solo delle cure ma anche dell’ossigeno. Sì, Charlie non solo non sarà curato ma gli verrà tolto l’aiuto per respirare e morirà soffocato perché nessuno lo vuole più a queste condizioni.

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Quella falsa pietà che svela l’eugenetica

La bontà o meno di una posizione non è data da chi la sostiene, ma dal rispetto della realtà e la realtà non è mutata dal fatto che la speranza della terapia nucleosidica sia svanita, né dal fatto che ora siano i genitori di Charlie a rinunciare processualmente ad opporsi alla sospensione della ventilazione perché la qualità di vita è sotto il livello auspicato e auspicabile. Togliere la ventilazione a Charlie era un atto eutanasico ieri e continua ad esserlo oggi che a deciderlo si sono affiancati i genitori.

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