Dal Totus Tuus al Non serviam: tutti contro la SS.ma Vergine

La Nuova BQ riporta due gravissime e tristissime prese di posizione del Vaticano. Nell’ultima edizione del Nuovo Dizionario Teologico Internazionale la voce “Maria” è stata eliminata. E la Congregazione per la Dottrina della Fede ha proibito all’associazione Famiglia di Maria la venerazione pubblica della Signora di tutti i popoli di Amsterdam.

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Rue du Bac, il piano di Maria prende forma

Esattamente 190 anni fa avvenivano, a Parigi, le apparizioni all’origine della Medaglia miracolosa. Da lì ebbe inizio un’intensificazione delle mariofanie, in contrasto al contemporaneo scatenamento diabolico. E la Medaglia è — diceva san Massimiliano Kolbe – come «un proiettile con cui un soldato fedele colpisce il nemico, cioè il Male, e quindi salva le anime».

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L’Assunzione di Maria, segno della Corredenzione

Ricorre oggi il 70° anniversario della Munificentissimus Deus, la costituzione apostolica di Pio XII sull’Assunzione di Maria in anima e corpo che, rifuggendo da ogni minimalismo sulla Santissima Vergine, la chiama anche «generosa Socia del divino Redentore». È proprio quest’altra verità uno dei pilastri del dogma dell’Assunzione.

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Maria, il secondo nome più bello

Per santa Brigida «il nome di Maria è soave per gli angeli e terribile per i demoni», per san Bonaventura è come una colonna di fuoco, per sant’Alfonso Maria de’ Liguori è «beato chi nelle battaglie con l’Inferno invoca sempre il bel nome di Maria!». Esistono decine di interpretazioni del significato del Santissimo Nome di Maria, ma c’è un unico disegno divino che lo riguarda: è fonte di salvezza.

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Maria SS., la Regina alla destra del Re

«Alla tua destra è assisa la Regina, splendente di oro e di gemme». La rievocazione liturgica del Salmo 44 ci ricorda che la Chiesa celebra oggi Maria Regina, la cui ricorrenza cade nell’ottava della sua Assunzione in anima e corpo, a sottolineare il legame strettissimo tra questi due misteri gloriosi meditati nel Santo Rosario.

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Video. Sangue prezioso e Spirito di vita

Catechesi di P. Serafino M. Lanzetta sul Preziosissimo Sangue di Cristo tenuta a Radio Buon Consiglio il 6 luglio 2020.

Sangue e Spirito vanno insieme. Nella Sacra Scrittura il sangue è sacro perché in esso c’è la vita; ma la vita stessa è dono del soffio di Dio, del suo spirito. Se il nostro sangue non è ossigenato dal respiro non può trasmettere la vita alle cellule del nostro organismo. Così il Sangue di Cristo ha dovuto essere ossigenato dallo Spirito Santo nel suo supremo olocausto d’amore per donarci la vita eterna. Gesù inspira lo Spirito e espira il suo Amore nell’effusione del suo Sangue che come fiume di salvezza sgorga dal suo Cuore aperto sulla Croce. Anche Maria SS. in virtù dello Spirito Santo ha effuso il sangue del suo Cuore unito al Sangue di Gesù. Ai piedi della Croce, quando Gesù era già morto, raccoglie il Sangue prezioso del Figlio con la sua adorazione materna e lo offre al Padre in espiazione dei nostri peccati. A Lei chiediamo di essere lavati in questo Sangue.

Cuore di Maria, siate la salvezza dell’anima mia

Oggi la Chiesa festeggia il Cuore Immacolato di Maria che «alla fine…trionferà», come disse la Vergine Maria ai pastorelli di Fatima. Rifugiarsi in esso significa entrare nella sede della sconfinata carità per l’umanità intera, che Ella vuole salvare. Significa vivere il fiat con l’aiuto del Santo Rosario, della consacrazione al suo Cuore Immacolato e della Comunione riparatrice nei primi sabati del mese, le armi indicate dalla Madonna per vincere il mondo «sotto il potere del maligno».

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Sant’Efrem il Siro, quando la teologia si fa poesia…

La peculiarità di sant’Efrem, proclamato Dottore della Chiesa nel 1920, fu quella di conciliare teologia e poesia. Secondo gli antichi, che lo chiamarono «cetra dello Spirito Santo», scrisse tre milioni di versi. A lui si fa risalire l’invenzione del canto antifonale. Usò splendide immagini per trasmettere la grandezza del mistero eucaristico e cantare le lodi di Maria.

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Video. Consacrazione o affidamento? Alle radici di un equivoco mariano

Video-catechesi di P. Serafino M. Lanzetta, tenuta a Radio Buon Consiglio il 18 maggio 2020.

Recentemente si è riaccesa la disputa circa la convenienza o meno della consacrazione a Maria, a cui si preferisce in gran lunga affidamento. Quando avviene questo cambio di rotta? A partire dal 1960, quando alcuni teologi gesuiti ritennero che consacrazione implicasse sempre un atto di latria e che quindi dovesse essere riservata solo a Dio. A Maria ci si poteva consacrare — come attestato dai secoli precedenti — ma solo in modo lato e improprio.

Giovanni Paolo II con l’enciclica Redemptoris Mater in qualche modo renderà ufficiale il neologismo “affidamento” che prenderà così il sopravvento su consacrazione. In realtà, il vero problema che soggiace a questa variazione ha 3 radici:

  • la perdita post-conciliare del concetto metafisico di analogia e di partecipazione;
  • il problema della Corredenzione;
  • l’abbandono della teologia del sacrificio che dà sostanza a consacrazione, cioè all’essere sacrificati esclusivamente a Dio per mezzo di Maria. Affidamento è una perdita non un guadagno.

 

Un nuovo dogma mariano? Non solo è possibile ma anche sommamente conveniente

Video-catechesi di padre Serafino Maria Lanzetta tenuta a Radio Buon Consiglio l’11 maggio 2020.

La petizione per una nuova definizione dogmatica in ambito mariano fu avviata nel 1915 dal cardinale belga Mercier. Questi chiedeva che venisse definita Maria quale “Mediatrice universale”. Nel 1921, la Santa Sede concesse la festa liturgica di Maria “Mediatrice di tutte le grazie”. La supplica per un nuovo dogma mariano si è rafforzata in seguito alle apparizioni mariane di Amsterdam (1945-1959), in cui si chiede di definire Maria come “Corredentrice, Mediatrice e Avvocata”. Un nuovo dogma mariano è possibile perché la dottrina definibile appartiene alla Rivelazione di Dio. La Chiesa crede, e il Magistero lo ho reiterato a più riprese, che Maria ha cooperato in modo singolare alla nostra Redenzione, che è Mediatrice di tutte le grazie e la nostra Avvocata, cioè Colei che con la sua preghiera intercede a nostro favore. Un nuovo dogma mariano sarebbe oltretutto convenientissimo: restituirebbe alla Chiesa il suo carisma più proprio di insegnare infallibilmente la fede e potrebbe segnare così l’inizio del trionfo del Cuore Immacolato, riversando su tutti i fedeli un torrente di grazia.