Manuel, il bambino che parlava con Gesù Eucarestia

Nasce in Paradiso a soli 9 anni. Nella sua breve esistenza Manuel ci insegna ad amare Gesù sino al sangue. Vive la malattia con gioia e gratitudine che gli sgorgano dal cuore e offre i suoi infiniti patimenti per la salvezza delle anime e del mondo. Ma sopra ad ogni cosa, Manuel ci porta il miracolo vivente di Gesù Eucarestia.

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David, il cancro e il Paradiso: “L’anno più bello della mia vita”

Nel giro di un anno l’osteosarcoma lo ha consumato tra indicibili patimenti. David è nato al Cielo a 17 anni con il sorriso sulle labbra ed impressa sul volto la sua frase: “Ma se sono felice io, come non puoi esserlo tu?”. Prima di tornare alla Casa del Padre, ha raccontato il suo Paradiso in terra. Il parroco: “Ha donato il suo corpo per la salvezza eterna e la conversione dei giovani”.

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Anguera, messaggio del 2 settembre 2017

N. 4.521 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 02/09/2017

Cari figli,

avanti. Non tiratevi indietro. Non c’è vittoria senza croce.

Conosco ciascuno di voi per nome e sono al vostro fianco. Coraggio. La sofferenza della malattia è una croce pesante, ma siate sicuri che il Signore è molto vicino a voi. Quando sentite il peso delle prove, chiamate Gesù.

Non vi allontanate dalla preghiera e non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi. Ascoltate Gesù per mezzo del Suo Vangelo e del Vero Magistero della Sua Chiesa. Dopo tutto il dolore, la Vittoria di Dio verrà per i Suoi Eletti.

Siate docili. Il domani sarà di gioia per gli uomini e le donne di fede. DateMi le vostre mani e Io vi condurrò a Mio Figlio Gesù.

Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

(fonte: madonnadianguera.it)

Amore “light”? Rachel spiega cosa ci si perde

Mentre il Corriere della Sera da mesi pubblica storie di amanti e tradimenti spacciandole per amore, una giovane donna inglese dimostra l’opposto: “Dopo 5 settimane di matrimonio mio marito ebbe un ictus, tutti mi dicevano che era comprensibile andarsene, ma io l’ho amato di più di prima”. Così Rachel sperimenta il centuplo dell’essere una carne sola.

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Quella falsa pietà che svela l’eugenetica

La bontà o meno di una posizione non è data da chi la sostiene, ma dal rispetto della realtà e la realtà non è mutata dal fatto che la speranza della terapia nucleosidica sia svanita, né dal fatto che ora siano i genitori di Charlie a rinunciare processualmente ad opporsi alla sospensione della ventilazione perché la qualità di vita è sotto il livello auspicato e auspicabile. Togliere la ventilazione a Charlie era un atto eutanasico ieri e continua ad esserlo oggi che a deciderlo si sono affiancati i genitori.

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Eugenetica mascherata da qualità della vita. Charlie resiste mentre i genitori gettano la spugna

Charlie non è cerebralmente morto, né mai lo è stato. Ma ormai è passata la linea della qualità della vita. E con questo criterio anche i genitori sono stati fagocitati da una mentalità eugenetica mascherata da miglior interesse. Ma è proprio ora che il piccolo è stato abbandonato da tutti, eppure resiste che bisogna ribadire con forza che la vita va protetta sempre, dal concepimento alla morte naturale.

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Charlie “ostaggio”: negli Usa solo se lo decide il giudice

I genitori di Charlie non potranno trasferire all’estero il loro bambino senza l’autorizzazione del tribunale. Il giudice Nicholas Francis ha ribadito che solo un suo ordine potrà consentire il trasferimento del piccolo di undici mesi, che la sua famiglia vorrebbe portare negli Stati Uniti per il trattamento sperimentale.

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Charlie, round ai genitori: il super esperto a Londra

Il giudice concede l’avvio di una valutazione diagnostica supplementare che comprende una nuova risonanza e soprattutto l’arrivo a Londra del super esperto di patologie mitocondriali, da tempo evocato dai genitori di Charlie. La sentenza slitta così al 25 luglio. Entro quella data le parti dovranno confrontarsi sulle nuove evidenze scientifiche e terapeutiche.

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Davanti a Charlie non c’è via di mezzo: due video dicono che bisogna scegliere da che parte stare

In questi giorni la BBC ha pubblicato i filmati di due bambini disabili i cui genitori hanno posizioni diametralmente opposte. Una realista, positiva, per la vita e quindi umana, oltre che realmente cristiana. L’altra nichilista, perciò irragionevole e disperata, che accetta la vita solo a determinate condizioni. E’ così che la vicenda di Charlie sta svelando i pensieri di molti cuori, chiamando in causa ciascuno di noi. E costringendoci a uscire da “zone grigie” ma illusorie, che servono solo a farci sentire tranquilli.

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Il caso di Charlie ci ricorda a quali aberrazioni porta una legge sul testamento biologico

Si sostiene che la battaglia legale sulla vita di Charlie Gard sia normale per via della delicatezza del caso. Ma i profili degli avvocati e dei giudici dimostrano l’ideologia in campo grazie alla legge inglese sulle Dat in vigore dal 2005. Tutto ciò confonde la realtà di un bimbo che continua a vivere, come tutti noi, perché respira (anche se attraverso le macchine), per cui privarlo dei sostegni vitali sarebbe eutanasia. Ma una volta che la lagge naturale viene rimpiazzata da una norma positiva relativista, la verità si oscura generando confusione e contenziosi complicati.

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