Nessuna strategia riuscirà a battere lo jihadismo finché non si comprende che il problema è l’islam

La premier Theresa May, dopo l’attentato a Londra, annuncia una nuova strategia contro il terrorismo. ma la strategia risulterà vana, se anche questa volta non si comprenderà che il terrorismo è islamico. Il sindaco di Londra ripete il solito slogan secondo cui i terroristi non sono veri islamici. Ma invece lo sono eccome. E godono del sostengo di buona parte della comunità musulmana nel Regno Unito.

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Il jihadista convertito e altri frutti del sangue dei martiri

Il NYT ha raccontato il cambiamento incredibile del 25enne Bashir Mohammad. Da giovane pieno di odio, combattente in Siria per instaurare lo stato islamico, che voleva costringere la moglie ad indossare il velo integrale, è diventato “buono e umile”. Ora rischia la vita per Cristo radunando in casa sua altri convertiti.

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Persecuzione dei cristiani e lacrime di coccodrillo

Occorre tornare sul tema drammatico della persecuzione in atto, da parte delle fazioni più radicali del mondo islamico, contro i cristiani e, in particolare, contro la Chiesa cattolica. Ci sono, in proposito, alcune riflessioni da fare, volutamente dimenticate dai vari commentatori di questi giorni sui media nazionali.

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La paralisi occidentale di fronte ai massacri jihadisti

A Dacca e a Baghdad, a un giorno di distanza l’uno dall’altro, due massacri di innocenti sono venuti tragicamente a ricordarci due problemi-chiave del mondo in cui viviamo. Da un lato c’è l’emergenza planetaria di un islam incapace di dar risposte alle sfide del nostro tempo. Dall’altro un occidente incapace di far fronte alla situazione.

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