Jihadisti in Europa: 50mila uomini in mezzo a noi

Un esercito potenziale di 50.000 uomini pronti a colpire l’Europa. La statistica sui potenziali terroristi nel Vecchio Continente, la metà dei quali si trova nel Regno Unito, è stata illustrata da Gilles de Kerchove, coordinatore dell’antiterrorismo di Bruxelles. Sconfitto sul terreno in Iraq e Siria, l’Isis sta ricominciando a stornare fondi e uomini all’Europa. Il problema è che molti di questi terroristi ricevono regolari sussidi del welfare degli Stati che li ospitano.

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Immigrazione e islam, l’Europa si è già arresa. E parte della Chiesa è già pronta alla sottomissione

Il timore di essere bollati come islamofobi o razzisti impedisce il rispetto della legalità e copre i responsabili delle violenze sessuali, In Italia come in Inghilterra e in Germania. Ma c’è anche un processo culturale di islamizzazione – con la attiva complicità di cattolici – che passa attraverso l’accettazione di concetti e luoghi comuni che demonizzano la civiltà occidentale e vagheggiano un islam “ideale” come soluzione.

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70 vittime nel Ferragosto di sangue: così esplode la furia jihadista seminando terrore e morti

Quattro attentati hanno funestato la settimana di Ferragosto appena trascorsa: Barcellona, Cambrils, Finlandia e Siberia (15 morti). Ma non sono gli unici. I commandi jihadisti hanno colpito in Burkina Faso (18 morti), Timbuctu (7 morti). Boko Haram scatenata in Nigeria (27 morti) mentre in Kenia i miliziani al Shabaab hanno ucciso 3 persone. E’ una violenza inaudita di 70 morti che sembra inarrestabile.

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Il terrorismo islamico si rafforza perché ancora non abbiamo accettato di doverlo combattere

Dopo gli attentati di Barcellona e Finlandia ancora risposte inconsistenti: nessuna rappresaglia contro lo Stato Islamico, nessuna intenzione vera di combattere l’estremismo islamico che genera i terroristi. In tutta Europa le persone note come estremisti “radicalizzati” sono molte decine di migliaia e crescono ancora grazie alla tolleranza dei governi nei confronti di ideologie che vogliono imporre la sharia. Così il terrorismo non può che aumentare.

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Strage islamista nelle Ramblas di Barcellona. La Catalogna è il centro del jihadismo spagnolo

Tredici morti e oltre cento feriti è il bilancio del grave attentato di ieri pomeriggio a Barcellona, dove un furgone ha percorso 600 metri a zig zag nella via affollata di turisti. Due arresti e almeno un attentatore in fuga. Nella notte bloccato un altro commando islamista a Cambrils: uccisi 5 terroristi. Un’offensiva attesa, per la difficoltà crescente a controllare le persone sospette.

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Nessuna strategia riuscirà a battere lo jihadismo finché non si comprende che il problema è l’islam

La premier Theresa May, dopo l’attentato a Londra, annuncia una nuova strategia contro il terrorismo. ma la strategia risulterà vana, se anche questa volta non si comprenderà che il terrorismo è islamico. Il sindaco di Londra ripete il solito slogan secondo cui i terroristi non sono veri islamici. Ma invece lo sono eccome. E godono del sostengo di buona parte della comunità musulmana nel Regno Unito.

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Il jihadista convertito e altri frutti del sangue dei martiri

Il NYT ha raccontato il cambiamento incredibile del 25enne Bashir Mohammad. Da giovane pieno di odio, combattente in Siria per instaurare lo stato islamico, che voleva costringere la moglie ad indossare il velo integrale, è diventato “buono e umile”. Ora rischia la vita per Cristo radunando in casa sua altri convertiti.

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Persecuzione dei cristiani e lacrime di coccodrillo

Occorre tornare sul tema drammatico della persecuzione in atto, da parte delle fazioni più radicali del mondo islamico, contro i cristiani e, in particolare, contro la Chiesa cattolica. Ci sono, in proposito, alcune riflessioni da fare, volutamente dimenticate dai vari commentatori di questi giorni sui media nazionali.

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La paralisi occidentale di fronte ai massacri jihadisti

A Dacca e a Baghdad, a un giorno di distanza l’uno dall’altro, due massacri di innocenti sono venuti tragicamente a ricordarci due problemi-chiave del mondo in cui viviamo. Da un lato c’è l’emergenza planetaria di un islam incapace di dar risposte alle sfide del nostro tempo. Dall’altro un occidente incapace di far fronte alla situazione.

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