Sbarchi e ONG, una svolta e un chiarimento che spaccano governo e Chiesa italiana

Stretta delle autorità libiche e italiane sull’attività delle Organizzazioni non governative, che perdono anche l’appoggio incondizionato della CEI: appare sempre più chiaro a tutti che quanto avviene nel Mediterraneo è soltanto traffico di esseri umani, che non può essere tollerato. E anche il caso del controverso sacerdote eritreo Mussie Zerai fa nascere molte domande.

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Quelli che… la migrazione è colpa dei ricchi

Un articolo de La Stampa sintetizza la propaganda ideologica attorno al fenomeno della migrazione: si preannuncia la fuga in massa dal Sahel a causa del riscaldamento globale e della mancanza di contraccettivi per frenare la crescita della popolazione. Un cumulo di sciocchezze facilmente smentibili, perché la siccità si trasforma in carestia a causa di guerre, conflitti tribali, corruzione, negligenza.

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Che confusione tra migranti e profughi

Anche buona parte di mondo cattolico e della Chiesa sostiene la campagna dei Radicali per una legge che allarghi i benefici dei rifugiati anche ai migranti economici. Ma è un grande errore perché tra migrante e rifugiato c’è una differenza sancita dalla Convenzione di Ginevra che tutela questi ultimi da 70 anni. Accomunarli è un errore fuorviante che costa caro, viola le leggi e favorisce i criminali.

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Ius soli: un pasticcio all’italiana. La finta inclusione che è contro l’integrazione

Ius soli, il disegno di legge è approdato in Senato ed è stata subito bagarre. Se passasse la legge così com’è, oggi ci sarebbero 800mila minori immigrati pronti a diventare cittadini italiani. Le motivazioni millantate? Favorire l’inclusione e sopperire alla denatalità. Nulla di più insensato. Ecco perché.

 

Soros, S. Egidio, Mare Nostrum: i “taxi” per l’Italia

Il Consiglio d’Europa ci rimprovera per la nostra politica dell’immigrazione troppo “generosa”. Gentiloni risponde che il problema è irrisolvibile. Ma le iniziative che portano gli immigrati nel Mediterraneo fino in Italia sono alla luce del sole. Non solo le ONG finanziate da Soros, ma anche la S. Egidio. E prima c’era Mare Nostrum

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Immigrazione, niente Dottrina se non c’è ordine

L’VIII Rapporto sulla Dottrina sciale della Chiesa nel mondo dell’Osservatorio Van Thuân è dedicato a “Il caos delle migrazioni, le migrazioni nel caos”. Uno sguardo profondo e rigoroso che affronta anche i tanti luoghi comuni del cattolicesimo odierno su accoglienza e carità. Come quello che la società multireligiosa e multiculturale non è un bene in sé, presenta molti problemi, rischi e costi che vanno valutati. Non si importano solo persone ma anche visioni etiche e religiose della vita che non sarà facile comporre in un quadro ordinato senza sofferenze.

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Rifugiati, i “corridoi umanitari” non sono una risposta

Il 12 gennaio la CEI, la Comunità di Sant’Egidio e il governo italiano hanno firmato un Protocollo di intesa per l’apertura di corridoi umanitari che permettano di portare in Italia centinaia di profughi eritrei, somali e sud sudanesi attualmente ospitati in alcuni campi profughi in Etiopia. Non è una soluzione razionale. Vediamo il perché.

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Immigrati, quello che il Clero non dice

Sbarchi record in Italia nel 2016. Dopo il governo, anche la Conferenza episcopale italiana, per bocca del segretario monsignor Nunzio Galantino, detta la sua linea sul tema immigrati. Ma dimenticando due aspetti fondamentali: il danno che queste migrazioni provocano anche ai paesi d’origine e, soprattutto, il vero compito che la Chiesa ha anche nell’accoglienza degli immigrati: annunciare Cristo.

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Ci attendono 10, 100, 1000 rivolte come a Cona. E il comportamento degli immigrati offende l’Italia

Il 2 gennaio a Cona, in provincia di Venezia, in un centro di accoglienza è scoppiata una rivolta in seguito alla morte di una richiedente asilo originaria della Costa d’Avorio. Il motivo della rivolta è, secondo i rivoltosi, la lentezza dei soccorsi. Ma è la terza ribellione in pochi mesi. E gli italiani iniziano ad essere seriamente offesi dal comportamento degli immigrati. Offende la totale mancanza di riconoscenza dei nostri sacrifici per accoglierli.

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