Anche la Corte Europea vuole la morte di Charlie. Strada spianata all’obbligo di decesso per i malati

In tempi molto più rapidi del previsto la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu) ha dato ragione ai tribunali inglesi che avevano decretato la morte per Charlie Gard, il piccolo bambino di dieci mesi affetto da una rara malattia genetica. «La decisione è finale», dicono i giudici di Strasburgo in nome del rispetto per la sovranità britannica. La sentenza segna un salto di qualità spaventoso nella deriva nichilista dell’Europa.

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Pezzi di ricambio cercansi tra le vittime di eutanasia

Poche vittime di eutanasia donano gli organi e, per alcuni dottori belgi e olandesi, questa realtà va cambiata, incrementando le donazioni. In questo modo viene stravolto il concetto di donazione di organi, che è un atto “nobile e meritorio” dopo morte certa. Ma che in questo contesto resta una mera ricerca di pezzi di ricambio. E chi non chiedesse l’eutanasia oppure la chiedesse senza donare gli organi? Rischierebbe di essere additato come egoista.

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Le unioni gay di tre premier e la massoneria

Quale il denominatore comune di tre situazioni diverse, unite da una volontà ferrea, costi quello che costi, di dare a opzioni sessuali individuali veste legislativa, cioè riguardante tutti, riguardante la collettività?

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