Eutanasia: ci uccideranno tutti, per il nostro “miglior interesse”

Il governo italiano uscente ha dato la cittadinanza ad Alfie Evans, per provare a sottrarlo alla legislazione inglese che ha messo a morte migliaia di disabili e anziani, ma l’anno scorso ha approvato la legge sulle DAT che normalizza l’omicidio per fame e per sete. Se non guardiamo veramente a quello che ha permesso la morte di Alfie, finiremo come la Gran Bretagna e vane saranno state le nostre proteste.

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GB, Mamma di 9 bimbi: «Anche mia figlia denutrita e disidratata»

Cosa succede se l’alimentazione e l’idratazione diventano accanimento terapeutico come ora prevede la legge italiana sulle DAT? Non succede solo quanto accaduto ad Alfie Evans. Dopo Katie Roy, un’altra mamma inglese, Mary O’Callaghan, ha deciso di raccontare la sua battaglia, «affinché mia figlia, Bonnie Rose, sia idratata e nutrita come le spetta».

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Un cattolico non può votare per il male minore in nessuna circostanza

Il deputato Maurizio Lupi torna a giustificare il voto a favore della legge sulle unioni civili e ignobilmente “arruola” anche san Giovanni Paolo II. Ma si sbaglia di grosso: il voto a favore della legge Cirinnà è stato moralmente inaccettabile. Ecco perché.

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Dj Fabo, sul “diritto a morire” decide la Consulta

Nel processo al radicale Marco Cappato per la morte procurata di DJ Fabo, il giudice chiede alla Corte Costituzionale di pronunciarsi sulla legittimità costituzionale dell’articolo del Codice Penale che punisce l’aiuto al suicidio. Che così, e grazie alla legge sulle DAT, ha buone possibilità di diventare un diritto.

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L’eutanasia di Patrizia Cocco e la nostra umanità residua

A cosa serve la legge sulle DAT? Ad uccidere i malati, prima che la natura faccia il suo corso. Nient’altro: non serve ad altro! Anzi, sì: serve ad uccidere anche i disabili o i malati gravi, anche se non l’hanno chiesto; serve a non salvare la vita – anche quando è possibile – di persone che hanno perso la coscienza. Cosa serve la sedazione palliativa profonda prevista dalla legge? Ad uccidere il paziente senza farlo soffrire.

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Prima vittima delle DAT: stop al respiro e funerali in Chiesa

Ricordate il clamore intorno al caso Welby e la posizione dei cattolici? Dimenticateli. Da quando la legge sulle DAT è in vigore si verrà uccisi prima del tempo come se fosse normale e la Chiesa, più preoccupata di piacere al mondo che di salvarlo, non batterà ciglio.

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La sedazione, il senso del dolore e la morte cristiana

Dopo la morte di Marina Ripa di Meana, avvenuta senza spiegazioni precise sulla sua condizione, si è generata una confusione fra eutanasia e sedazione profonda, mentre in casa cattolica si è aperto un interessante dibattito tra doloristi e non-doloristi. Posizioni entrambe sbagliate: ecco cosa dice la Chiesa sul senso del dolore e il dovere della cura cristiani. Mentre in una intervista il dottor Bulla, esperto di cure palliative, spiega quando è lecito effettuare la sedazione.

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Sedazione ed eutanasia, facciamo chiarezza

La sedazione profonda rientra a pieno titolo tra le cure palliative, ma può essere usata anche con intenti eutanasici, se si dà un’overdose di oppiacei per accelerare la morte. E la legge sulle DAT dà un’ulteriore possibilità di usare la sedazione a scopo di eutanasia. Ecco come…

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Marina Ripa di Meano, morte-spot per l’eutanasia. E i radicali mietono

Il caso della celebrità italiana nota per aver condotto una vita senza limiti e che ha usato “sessantottinamente” il suo corpo per poi chiedere l’eutanasia, ha fatto gola ai Radicali che l’hanno usata come trofeo della vittoria politica sul “testamento biologico”, giocando sul concetto di sedazione profonda.

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L’obiezione di coscienza non addolcisce le leggi ingiuste

Coloro che ora minacciano l’obiezione di coscienza e che protestano perché la legge sulle DAT non la prevede, non si erano però granché visti in fase di discussione della legge a dire che essa era ingiusta e che andava combattuta. Coerenza avrebbe voluto che avessero parlato chiaro anche prima e avessero mobilitato l’opinione pubblica, indirizzato adeguatamente la valutazione dei credenti e spinto i parlamentari ad un diverso voto. Perché gridare “al lupo!” quando il lupo è già entrato nell’ovile?

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