Cristianesimo vissuto

Ristampato uno dei testi spirituali fondamentali del XX secolo, il capolavoro del certosino dom Pollien.

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Le martiri laiche della violenza rossa spagnola

Papa Francesco ha promulgato il decreto di beatificazione delle tre crocerossine spagnole che nel 1936 vennero uccise dopo essere state violentate dalle truppe comuniste. Rifiutarono l’abiura e morirono gridando “que viva Cristo Rey”. Il loro ricordo alimentato nel tempo arriva fino ai gradini della santità.

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Clemens August von Galen, il “Leone di Münster”

Come è diventato ricorrente criticare la Chiesa e il Papa per il loro supposto comportamento “remissivo” nei confronti del nazismo! Ma perché non si parla quasi mai della figura indomita di Clemens August von Galen? Discendente di nobile stirpe, il cardinale von Galen non si lasciò piegare né dalle lodi né dal timore. Come ha dichiarato papa Benedetto XVI, il suo esempio è di enorme validità per ricordarci il dovere della verità in ogni circostanza storica.

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Asia Bibi è libera. Ma anche no!

La notizia del trasferimento di Asia Bibi in Canada ha rallegrato tutto il mondo. La gente pensa “finalmente è libera”. Non è del tutto vero, perché ovunque lei andrà, ci sarà sempre un rischio per la sua vita. Dobbiamo quindi continuare a pregare per la sua incolumità e, la cosa più importante, ora più che mai è pregare per la sicurezza di quei cristiani che vivono ancora in Pakistan, oggetto di discriminazioni sistematiche e di persecuzioni.

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Video. Papa Pio V e Caterina da Siena, due grandi santi domenicani

Il 29 aprile dovremo ricordare liturgicamente la grande senese, Caterina da Siena e il 30 san Pio V mentre, nel Calendario Romano antico la Santa Patrona d’Italia e Dottore della Chiesa è ricordata il 30 aprile e san Pio V il 5 maggio. Non intendiamo svolgere qui due “biografie” quanto tentare di esaminare, seppur brevemente, alcuni aspetti fondamentali di questi due Grandi Domenicani, per ricordarne con dovere la fulgida e santa Memoria. Cliccare qui per leggere il testo. Consigliamo inoltre un’agile agiografia (disponibile anche in ebook) dedicata alla grande Santa senese.

A San Giuseppe. Inno e Preghiera

Cari Amici,
per onorare degnamente il nostro amato San Giuseppe, Patrono universale della Santa Chiesa, vi proponiamo l’Inno ufficiale e l’Orazione ufficiale composta da Papa Leone XIII.
Buona Festa a tutti.

INNO A SAN GIUSPPE

«Te, Joseph, celebrent»
Inno attribuito a Gersone (+ 1429) grande apostolo della direzione a S. Giuseppe – a Papa Clemente X che l’inserirà nel breviario – al Card. Bona – e – quasi certamente del P. Giovanni della Concezione carmelitano spagnolo (1665). Per interessamento di Suor Chiara (Vittoria Colonna), Carmelitana, fu introdotto nel Breviario (1671).

Analisi: Sposalizio (Str. 1) – rivelazione del mistero dell’Incarnazione (Str. 2) – Natale, Fuga, Smarrimento (Str. 3) – Gioie di Nazareth (Str. 4) – Lode e Gloria alla Santissima Trinità (Str. 5).

TESTO LATINO

Te, Joseph, celebrent

Te, Joseph, celebrent agmina cælitum
Te cuncti résonent christíadum chori
Qui clarus meritis junctus et inclytæ
Casto fúdere Virgini.

Almo cum tumidam germine conjugem
Admirans, dubio tangeris anxius
Afflatu superi flaminis angelus
Conceptum puerum docet.

Tu natum Dominum stringis, ad exteras
Aegypti profugum tu séqueris plagas;
Amissum Solymis quæris, et invenis,
Miscens gaudia fletibus.

Post mortem reliquos sors pia consecrat,
Palmanque emeritos gloria suscipit:
Tu vivens, superis par, frùeris Deo
Mira sorte beatior.

Nobis, summa Trias, parce precantibus
Da Joseph meritis sidera scandere:
Ut tandem liceat, nos tibi perpetim
Gratum pròmere canticum. Amen.

TRADUZIONE ITALIANA

Ti lodino, o Giuseppe

Te, o Giuseppe, lodino le celesti schiere,
tutti i cori del fedeli inneggino a te che,
illustre per meriti, sei unito
con caste nozze all’inclita Vergine.

Quando scorgi la sposa feconda di germe divino,
sei oppresso da doloroso dubbio,
ma ecco che l’Angelo ti svela che
il fanciullo è concepito di Spirito Santo.

Il nato Signore stringi al seno,
ma profugo lo segui nelle straniere regioni dell’ Egitto.
Lo cerchi smarrito in Gerusalemme,
ma lo ritrovi, alternando la gioia al pianto.

Una santa morte beatifica gli altri santi
e la gloria accoglie chi meritò la palma,
tu, invece, più beato, ancor vivente al par dei Santi
godi di Dio per meravigliosa sorte.

O Augusta Trinità, a noi supplici perdona
e, per i meriti di Giuseppe, concedici di salire alle stelle,
affinché ci sia finalmente concesso di scioglierti
per tutti i secoli un degno inno. Amen

_______________________________

A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, dopo quello della tua santissima Sposa.
Deh! Per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all’Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno, la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto soccorri ai nostri bisogni.
Proteggi, o provvido Custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo; allontana da noi, o Padre amantissimo, la peste di errori e di vizi che ammorba il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta contro il potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del Bambin Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso possiamo virtuosamente vivere, piamente morire, e conseguire l’eterna beatitudine in cielo. Amen.

***

Questa preghiera fu composta da Leone XIII in calce all’enciclica Quamquam pluries del 15 agosto 1889. La devozione a san Giuseppe, già dichiarato patrono della Chiesa universale dal beato Pio IX l’8 dicembre 1870, fu particolarmente sostenuta da Leone XIII che, eletto papa il 20 febbraio 1878, mise fin dall’inizio il suo pontificato «sotto la potentissima protezione di san Giuseppe, celeste patrono della Chiesa» (allocuzione ai cardinali del 28 marzo 1878).

Giuseppina Bakhita: il fascino di una donna libera

La “santa moretta” è “un dono di Dio per il nostro tempo”. Nel ripercorrere le tappe più significative della sua biografia si scoprono la fede e il coraggio di affidarsi a Dio soprattutto nella malattia e nel dolore.

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Marco Martinolli: «La vita con Cristo è una corsa al Cielo»

Nella sua breve esistenza Marco Martinolli ci mostra la bellezza e la vertigine di vita a cui siamo chiamati con il Battesimo. Costantemente attratto dal desiderio della Vita Eterna, vive totalmente impegnato nella realtà del mondo, che ama pur sapendosi straniero. Combatte in difesa della vita, della famiglia e dei “principi non negoziabili”. Ma, soprattutto, è follemente innamorato delle Montagne, per lui segno dell’Amore di Dio che lo chiama all’Eternità.

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Lorella, la più amata dagli italiani (normali)

Ha parlato di Eucarestia e famiglia, di fede e figli, non solo di Salvini e migranti. Un’intervista fin troppo controcorrente per essere digerita dalla kultura imperante dello showbiz in mano ai vecchi cliché della sinistra radical chic. Elogio di Lorella Cuccarini, la più amata dagli italiani. Normali.

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