Maria, donna dei dolori

Furono i serviti a diffondere il culto dei «Sette dolori della Vergine», un numero che si basa su altrettanti episodi narrati nei Vangeli. Oggi la celebrazione ha il nome di “Beata Vergine Maria Addolorata”, che meglio esprime la sua totale partecipazione all’opera salvifica del Figlio, «servendo al mistero della Redenzione in dipendenza da Lui e con Lui» (Lumen Gentium, 56).

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Il Preziosissimo Sangue di Gesù, versato grazie a Maria

San Gaspare del Bufalo è l’apostolo del Preziosissimo Sangue: oltre al Crocifisso portava con sé un quadro, con la raffigurazione della Regina del Preziosissimo Sangue, dove si contempla la Madonna non tanto nell’atto di accettare la morte del Figlio, ma mentre lo esorta ad effondere il Suo Sangue. Il Sangue offerto per la Redenzione è quello di Cristo, ma esso è offerto non senza il pieno consenso della Madre che arriva a “spingere” il Figlio fino al consummatum est.

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Un nuovo dogma mariano? Non solo è possibile ma anche sommamente conveniente

Video-catechesi di padre Serafino Maria Lanzetta tenuta a Radio Buon Consiglio l’11 maggio 2020.

La petizione per una nuova definizione dogmatica in ambito mariano fu avviata nel 1915 dal cardinale belga Mercier. Questi chiedeva che venisse definita Maria quale “Mediatrice universale”. Nel 1921, la Santa Sede concesse la festa liturgica di Maria “Mediatrice di tutte le grazie”. La supplica per un nuovo dogma mariano si è rafforzata in seguito alle apparizioni mariane di Amsterdam (1945-1959), in cui si chiede di definire Maria come “Corredentrice, Mediatrice e Avvocata”. Un nuovo dogma mariano è possibile perché la dottrina definibile appartiene alla Rivelazione di Dio. La Chiesa crede, e il Magistero lo ho reiterato a più riprese, che Maria ha cooperato in modo singolare alla nostra Redenzione, che è Mediatrice di tutte le grazie e la nostra Avvocata, cioè Colei che con la sua preghiera intercede a nostro favore. Un nuovo dogma mariano sarebbe oltretutto convenientissimo: restituirebbe alla Chiesa il suo carisma più proprio di insegnare infallibilmente la fede e potrebbe segnare così l’inizio del trionfo del Cuore Immacolato, riversando su tutti i fedeli un torrente di grazia.

 

Maria è Corredentrice. Una verità poco conosciuta e osteggiata

Video-catechesi di P. Serafino M. Lanzetta, tenuta a Radio Buon Consiglio il 4 maggio 2020.

Maria è veramente “Corredentrice” perché è veramente nostra Madre. Il fatto che il Concilio Vaticano II non abbia utilizzato il termine per motivi ecumenici non significa che questa verità sia stata di colpo abolita dal patrimonio della fede della Chiesa. Oltretutto, l’ultimo Concilio vi fa riferimento anche senza utilizzare la parola (cf. ad es. LG 58). “Corredentrice” significa che Maria ha collaborato attivamente con Cristo alla nostra rigenerazione soprannaturale. Se la sua maternità spirituale non fosse corredentiva, cioè generativa della grazia della salvezza nel suo dolore di Madre, come di una partoriente durante il travaglio del parto, non sarebbe reale ma solo simbolica. Intimistica. Di più, se Maria non è Corredentrice non è neppure discepola. Seguire Cristo fedelmente implica un assenso, una collaborazione con la grazia, una cooperazione. La Vergine Maria è discepola in modo unico perché ha collaborato con Cristo in modo singolare non alla sua ma alla nostra salvezza.

 

Sì, Maria è Corredentrice

In un’omelia-fotocopia di quella del 12 dicembre, papa Francesco ha negato che la Madonna sia Corredentrice. C’è come minimo un equivoco sul significato della parola, ma più in profondità si tratta di un minimalismo mariano che rinnega duemila anni di storia e anche i dati delle Scritture.

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Lourdes: il “monte Sinai di Maria”

Vi è un legame quasi speculare e molto affascinante tra gli eventi biblici del Sinai e l’apparizione alla grotta di Massabielle, dove a presentarsi col suo nome proprio è l’Immacolata, per ricordare agli uomini le “Parole della Salvezza”.

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I “punti fermi” della Corredenzione mariana

Il titolo “Corredentrice” significa letteralmente “cooperatrice all’opera della Redenzione” e distingue l’opera di Maria Santissima sia da quella di Cristo Redentore (alla quale è subordinata e dalla quale dipende) che da quella di ogni altro “discepolo”. Un utile ripasso storico e teologico per orientare il dibattito.

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Video-catechesi. La Corredentrice nei Padri, Santi e Dottori della Chiesa

Dopo esserci soffermati sugli insegnamenti dei Santi Padri della Chiesa su come fare una vera Lectio Divina e su come leggere davvero la Sacra Scrittura, continuiamo ora a cercare di capire i contenuti del significato del termine CORREDENTRICE e come ne hanno parlato i Padri e i Santi, persino Giovanni Paolo II…. CLICCATE QUI per scaricare le Glorie di Maria di sant’Alfonso de Liguori e seguire i testi da noi citati in video.

Maria Corredentrice, un privilegio che esalta Dio

La sottolineatura su Maria discepola di Gesù è condivisibile finché non la si contrappone alle altre prerogative mariane. Come la corredenzione, che discende dalla sua divina maternità e dall’essere la Donna annunciata nella Genesi e nell’Apocalisse. Lungi dal minimalismo protestante, le Scritture contengono il seme dei dogmi su Maria. I cui privilegi nulla tolgono a Dio, ma ne esaltano l’opera (vedi il Magnificat). Perciò conoscere la Madre significa conoscere il Figlio.

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Maria non si minimizza: dalla Madre di Dio nuova luce per esplorare il Mistero

Oggi ci troviamo di fronte ad una sinistra volontà di minimizzare il mistero di Maria. Se il Concilio di Efeso si fosse svolto ai nostri tempi, non potremmo celebrare la Solennità della Madre di Dio. La disputa teologica del quinto secolo si sarebbe conclusa con la decisione di non definire nulla per non dividere la Chiesa, perché la “misericordia” è più importante della retta dottrina. Invece, se Maria non è la Madre di Dio, le conseguenze cristologiche sarebbero devastanti. Una riflessione per invertire la glaciazione mariologica che stiamo vivendo.

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