Bologna la rozza: offendono la Madonna e nessuno si indigna

Brutta pagina bolognese. A due giorni dall’Immacolata squadristi universitari rossi e lgbt promuovo una festa blasfema. Protesta solo la Lega. Tace il Comune, tace l’Università e tace il PD. L’evento viene annullato. E per ultima interviene la Diocesi che si limita a parlare di “provocazione”. Nel 2007, per un episodio simile, il vescovo Caffarra scese in città con una processione riparatrice. Oggi, col nuovo corso inaugurato da Zuppi, acclamato dalla Sinistra al ragù come una star, ci si accontenta di invocare la libertà di pensiero nel rispetto di tutti. Ma il problema non è questo, bensì il grave sacrilegio commesso. È questa la Bologna libera?

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L’ultimo saluto al cardinale Carlo Caffarra

Come si fa a dire che Caffarra è stato un rigorista nemico sempre di qualcosa? Per Repubblica dei matrimoni gay, per il Corriere, del Papa, comunque un nemico sempre di qualcosa. Chi ha fatto visita alla sua salma ha pianto un padre. Con quale coraggio si vede in un padre un nemico? sembrano dire con il loro gemito educato e sommesso queste persone che così difficilmente sui giornali acquistano la dignità di popolo, ma che sono il vero, unico e originale popolo bolognese che ha visto in Caffarra un uomo di Dio, che ha amato e servito la Chiesa e che per la Chiesa è morto.

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Il card. Biffi, un maestro che ha dominato il suo tempo

L’uscita di un libro che raccoglie diversi interventi in onore del cardinale Giacomo Biffi, ricorda l’ormai prossimo primo anniversario della morte dell”arcivescovo di Bologna (11 luglio). Oltre a proporvi un brano del libro, abbiamo chiesto a monsignor Luigi Negri, che lo ha conosciuto bene, un breve giudizio sull’opera del cardinale Biffi.

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L’acqua santa no: Cgil manda il sindaco a farsi benedire

Cgil contro il sindaco di Bologna per le benedizioni pasquali nella sede distaccata del Comune. «Indebita ingerenza!», addirittura «una forma di malcostume!», hanno ululato. Qualcuno dovrà spiegar loro che è finito il tempo in cui Bologna era la Mosca d’Italia, perché la capitale russa è adesso San Pietroburgo.

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