Eutanasia: ci uccideranno tutti, per il nostro “miglior interesse”

Il governo italiano uscente ha dato la cittadinanza ad Alfie Evans, per provare a sottrarlo alla legislazione inglese che ha messo a morte migliaia di disabili e anziani, ma l’anno scorso ha approvato la legge sulle DAT che normalizza l’omicidio per fame e per sete. Se non guardiamo veramente a quello che ha permesso la morte di Alfie, finiremo come la Gran Bretagna e vane saranno state le nostre proteste.

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L’eutanasia di Patrizia Cocco e la nostra umanità residua

A cosa serve la legge sulle DAT? Ad uccidere i malati, prima che la natura faccia il suo corso. Nient’altro: non serve ad altro! Anzi, sì: serve ad uccidere anche i disabili o i malati gravi, anche se non l’hanno chiesto; serve a non salvare la vita – anche quando è possibile – di persone che hanno perso la coscienza. Cosa serve la sedazione palliativa profonda prevista dalla legge? Ad uccidere il paziente senza farlo soffrire.

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Prima vittima delle DAT: stop al respiro e funerali in Chiesa

Ricordate il clamore intorno al caso Welby e la posizione dei cattolici? Dimenticateli. Da quando la legge sulle DAT è in vigore si verrà uccisi prima del tempo come se fosse normale e la Chiesa, più preoccupata di piacere al mondo che di salvarlo, non batterà ciglio.

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Eutanasia, lo Stato contro gli ospedali cattolici

La legge appena approvata sul biotestamento non prevede l’obiezione di coscienza, il che significa che gli ospedali cattolici saranno costretti a scontrarsi con lo Stato.

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Eutanasia, i non-argomenti dei cattolici “adulti”

I “cattolici adulti” del partito democratico hanno votato compatti a favore della legge sul biotestamento. Con quali motivazioni? Le solite: la presa di distanza dai “cattolicissimi”, l’invocazione della coscienza personale, l’ipse dixit (la citazione colta) e l’argomento del male minore. Che a questo punto “minore” non è più.

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Le DAT? Meglio non scriverle: è scendere a patti

C’è chi pensa di difendersi dall’eutanasia redigendo una Disposizione anticipata di trattamento (DAT) che allontani il rischio. Di per sé non sarebbe un male, ma la buona intenzione può portare a effetti diametralmente opposti. Oltre a confermare di scendere a patti con una legge eutanasica che invece si deve estirpare alla radice.

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Eutanasia, mons. Cavina: “Medici, per la vita si deve andare controcorrente”

Nuovo affondo di un vescovo a favore dell’obiezione di coscienza, assente dalla legge sul biotestamento. È il turno di mons. Cavina di Carpi: “Non c’è altra via all’obiezione di coscienza”.

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Eutanasia: è giusto fare resistenza

La Chiesa italiana ha perso una battaglia che non ha neanche combattuto, rendendosi complice di uno statalismo che soffoca la persona. La comunità ecclesiale, e non solo questa, deve rendersi conto di quanto è successo e attrezzarsi per una resistenza in modo che la legge sia attuata il meno possibile.

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Piangono di gioia perché hanno legalizzato la morte

È passata la legge sull’eutanasia. Emma Bonino e gli altri radicali nelle tribune al Senato piangono di gioia: hanno adempiuto alla loro missione, dare la morte all’inizio, dare la morte alla fine della vita.

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