Aborto fino alla nascita, i dem celebrano la loro follia

Lo Stato di New York, dove sono in netta maggioranza i democratici, ha approvato una legge che stravolge i concetti di «omicidio» e «persona» e consente di abortire fino al 9° mese di gravidanza, anche in assenza di un medico. A legge approvata si è sentita una voce gridare in aula: «Possa Dio avere pietà di questo Stato!».

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La Chiesa e la morte della metafisica

Una fede senza trascendenza, una morale senza metafisica: è questa la caratteristica principale del cambiamento di paradigma in atto nella Chiesa. Così perde di significato la legge naturale e la morale scade in alcune tendenze, come ad esempio l’empirismo: attenzione quasi esclusiva alla povertà materiale, al lavoro, all’immigrazione.

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Dignitas Personae: a chi parla di inclusione dimenticando l’aborto

Il documento Dignitas personae compie 10 anni: parlando di dignità ricorda perché la fecondazione in provetta e l’aborto sono vietati dalla Chiesa. Oggi si preferiscono i temi sociali come l’immigrazione, l’ambiente, la povertà. Ma se non discriminiamo l’africano, perché abortiamo il nascituro? Se la distruzione di un uovo d’aquila si paga, perché noi paghiamo quella di un uomo? Se rifiutiamo gli OGM, perché accettiamo i bimbi in provetta? E chi è il povero dei poveri?

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“Morte cerebrale una scusa, pensate ai malati come TK”

Il professore di Filosofia Paolo Becchi spiega alla Nuova BQ: «Nel ’68 una commissione stese un documento in cui si ammetteva che la vecchia definizione di morte era un ostacolo ai trapianti. Era un discorso utilitarista più che scientifico. Ma nel 1992 Troug e Fackler dimostrarono che i mezzi clinici usati per accertare la cessazione di tutte le funzioni dell’encefalo in realtà non riescono a farlo completamente. E che dire di Tk che visse 14 anni dopo la diagnosi di “morte cerebrale”?».

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L’inganno della morte cerebrale e il business dei trapianti d’organi

Da dove nasce l’approccio medico svelato al mondo in maniera palese dal piccolo Alfie Evans? La risposta per il dottor Paul Byrne, neonatologo di fama internazionale, che nel dicembre del 2017 visitò il piccolo, è chiara: «Anche se Alfie non fu dichiarato cerebralmente morto, tutto nasce dalla definizione di “morte cerebrale”. Una visione per cui la vita è misurata sulla quantità di funzioni dell’encefalo».

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Clandestinità e mortalità: le fake news degli abortisti

Pubblichiamo il documento sulle fake news degli abortisti diffuso da ProVita Onlus in occasione della campagna di sensibilizzazione a 40 anni dall’approvazione della legge 194 sull’aborto. Si tratta di un documento importante per comprendere le bugie sulla mortalità e la clandestinità degli aborti che spesso sono portate come scuse da chi sostiene la causa dell’aborto.

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L’Humanae Vitae spiegata da chi la vuole smantellare

Vicariato di Roma e Camillianum insieme per un convegno sui 50 anni dell’Humanae Vitae. In cui a parlare saranno i personalità cattoliche di indubbia ortodossia tra cui Elio Sgreccia e altre, sempre in ambito culturale cattolico, il cui profilo presenta forti criticità dottrinali.

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Alfie, il paradosso di una morte senza autori

L’impossibilità di conoscere le cause vere della morte di Alfie Evans impedisce di accertare le reali responsabilità di medici e giudici. Anche se una cosa è chiara: si è agito contro la legge, che vieta l’eutanasia.

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Alfie, addio con promessa: la tua luce non si spegnerà

Grande partecipazione emotiva ai funerali di Alfie Evans nella cattedrale di Liverpool. Al termine della messa è stato ricordato tra l’altro che Alfie è diventato un eroe nazionale. Presente il console italiano. Centinaia di persone hanno salutato il corteo funebre lungo la strada verso il cimitero, come a dire: noi non ce ne andiamo perché Alfie ha appena risvegliato tante coscienze che non hanno intenzione di ritornare nel letargo.

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Alfie, contro la congiura del silenzio

Dalle ultime ore di Alfie agli interventi delle autorità fino ai funerali blindati, sembra che il Potere sia più che mai unito nel far calare il silenzio sulla vicenda di Alfie. Che però non riguarda solo il destino di un bambino, ma tutti noi.

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