Aborto, la sentenza della Corte suprema USA: perché tanto clamore?

Per promuovere l’aborto, oltre ad esaltare il diritto di scelta della donna, si è reso necessario «anestetizzare» e obnubilare le coscienze. Il figlio deve perdere il suo profilo umano, deve ridursi ad un «cumulo di cellule» e la sua espulsione dall’utero materno deve essere vissuta in una sorta di estasi e di subcoscienza, la sua uccisione non deve essere percepita come tale ma descritta come «espletamento di una procedura». La riaccensione del dibattito sull’aborto sembra aver arrestato questo processo di intorpidimento dei sensi e aver portato ad un brusco risveglio della coscienza.

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