Maria Santissima contro l’apocalisse bolscevica

15 agosto 1920. La gigantesca onda sovietica si ritira davanti al piccolo scoglio dell’esercito polacco, o più precisamente, davanti all’apparizione della stessa Vergine Maria. Protagonista dell’autentica teologia della storia, Maria Santissima smentisce così l’ideologia bolscevica ed ogni sua moderna ripresentazione.

di Claudio Meli (11-08-2019)

Nel corso del Novecento la filosofia della storia di stampo comunista si è infranta contro la Madre di Dio, che è intervenuta a denunciarne l’erroneità. Uno degli episodi di questa lotta escatologica è stato il “Miracolo della Vistola” (15 agosto 1920), con cui Maria Santissima, assistendo l’esercito polacco, ha arrestato l’invasione sovietica e la bolscevizzazione della Polonia e del resto d’Europa.

La guerra rivoluzionaria

Nell’importante opera intitolata La condizione storico-spirituale dell’odierno parlamentarismo (1923), in cui l’ascesa di fascismo e bolscevismo viene ricondotta alle tensioni fra i principii eterogenei (liberali e democratici) alla base delle democrazie di massa, Carl Schmitt individua l’essenziale della dottrina marxista nel suo carattere escatologico: l’antitesi assoluta fra chi soltanto possiede (la borghesia) e chi non possiede nulla (il proletariato) sarebbe dovuta sfociare nel conflitto finale con cui l’ordine capitalistico avrebbe generato la propria negazione.

Quest’interpretazione “apocalittica” aveva ricevuto impulso solo pochi anni prima, quando la guerra condotta dalla risorta Polonia contro l’Unione Sovietica per questioni di confine si trasformò nella guerra rivoluzionaria condotta dal bolscevismo per la sovietizzazione dell’Europa. L’offensiva scatenata dal capo del governo polacco, il maresciallo Józef Pisudski, il 25 aprile 1920, che portò alla conquista di Kiev (6 maggio), venne infatti arrestata dal contrattacco del generale russo Michail N. Tuchaevskij; e quando l’Armata Rossa varcò la frontiera polacca quale era stata stabilita dopo la prima Guerra mondiale, la risposta del governo sovietico all’intervento diplomatico del ministro degli Esteri britannico George N. Curzon fu la marcia su Varsavia; il che significava, per usare le parole dello stesso Lenin, «sondare con le baionette la preparazione della Polonia alla rivoluzione sociale». L’invasione acquisì dunque connotazione ideologica attraverso un’intensa propaganda, secondo le direttive di Trockij che chiedeva di «intensificare l’attacco per sbaragliare al più presto la Polonia delle guardie bianche e per fornire assistenza agli operai e ai contadini polacchi nell’edificazione d’una Polonia sovietica»; un “comitato rivoluzionario provvisorio di Polonia” indirizzava «ai lavoratori polacchi delle città e delle campagne» il proprio manifesto programmatico, mentre Stalin dal canto suo suggeriva di mettere all’ordine del giorno del Comintern la questione del supporto organizzativo alla rivoluzione comunista in Italia, Ungheria e Cecoslovacchia.

Il grande Miracolo sulla Vistola

Il fallimento del tentativo sovietico di occupare la Polonia, arrestatosi sulla Vistola il 15 agosto 1920, è stato ragionevolmente attribuito alla capacità di resistenza del sentimento nazionale polacco, come pure all’inaudita violenza dispiegata dai reparti d’assalto dell’Armata Rossa (in particolare dalla cavalleria del maresciallo Semën M. Budënnyj), violenza che pur essendo tipica delle guerre rivoluzionarie, certo non rese più persuasiva la propaganda bolscevica; la stessa strategia di suscitare la rivoluzione attraverso un intervento militare è stata giudicata controproducente per la causa comunista.

In tutto questo c’è senz’altro del vero, che però va inquadrato nel significato più profondo di questo primo grande scacco subito dal comunismo internazionale dal momento della Rivoluzione d’Ottobre: la mancata espansione del bolscevismo corrispondeva a una smentita della sua escatologia, e a infliggergli questo colpo sulla Vistola fu proprio Colei che è insieme simbolo e protagonista dell’autentica teologia della storia, Maria Santissima; che sarebbe intervenuta nel giorno della propria gloriosa Assunzione per aiutare «il suo giovane esercito», quello cioè della Polonia da poco indipendente, lo aveva preannunciato a suo tempo alla mistica Wanda Malczewska; quindi sul campo di battaglia la Madonna, circonfuso il capo di un’aureola, col proprio manto blu coprì le postazioni polacche a cui sovrastava, e la stessa Varsavia, respingendo con uno scudo i proiettili russi.
Si tratta del “Miracolo della Vistola”, dipinto nella Cappella privata del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo da Jan Henryk de Rosen, assieme alla Difesa di Czstochowa, per volontà di Pio XI, e sul quale disponiamo di numerose testimonianze: secondo il cardinale Aleksander Kakowski, «i soldati catturati hanno raccontato di aver visto la Madre di Dio e, sotto di Lei un sacerdote che indossava una cotta e teneva il Crocifisso in mano» (vale a dire padre Ignacy Skorupka, caduto in prima linea «per Dio e per la Patria»), mentre altre fonti parlano di «russi spaventati a morte [che] imploravano di nasconderli dalla Zarina (Matier Boju), con gli occhi fuori dalle orbite e i denti che sbattevano». Il visconte D’Abernon, capo della missione interalleata in Polonia, paragonandola per importanza storica a quella in cui Carlo Martello respinse gli Arabi si disse convinto «che la battaglia di Varsavia [avesse] preservato l’Europa centrale e una parte di quella occidentale da un pericolo ancora più tremendo, la fanatica tirannide dei sovietici»; Giovanni Paolo II però ebbe a lamentarsi della «cospirazione del silenzio» che avvolse il «grande Miracolo sulla Vistola per decenni».

Il nazionalbolscevismo

Recentemente l’ideologia bolscevica è stata riproposta in chiave escatologica dal famoso filosofo russo Aleksandr G. Dugin, precisamente come nazionalbolscevismo, ossia la variante “russa” del comunismo, quella nella quale l’aspetto economicistico del pensiero di Marx è stato assorbito in quello messianico nell’incontro con le tendenze millenaristiche proprie degli ambienti eterodossi russi, per poi fondersi con la missione imperiale, super-etnica, della Russia, secondo il mito di Mosca come “Terza Roma”; questo polo “eurasiatico” costituirebbe l’opposizione più coerente a quello rappresentato dalla “Società aperta”, composta di atomi individuali, tipica dell’Occidente sotto l’influenza anglo-americana. Oggi sono in molti a essere affascinati da questa lettura politica, che però rovescia quella offerta negli anni ’20 del secolo scorso da illustri pensatori cattolici: Henri Massis per esempio constatava con timore come in effetti il «bolscevismo [avesse realizzato], a modo suo, il vecchio sogno tante volte formulato dagli slavofili e dai nazionalisti russi», appagando quel «desiderio di rigenerazione universale fondato sulla convinzione che il popolo russo è il corpo di Dio, il popolo deiforo», mentre lo stesso Carl Schmitt denunciava l’alleanza non casuale, «nella repubblica russa dei soviet», fra «il proletariato industriale metropolitano, con la sua lotta di classe, e lo spirito russo, che volge le spalle all’Europa»; entrambi gli autori scrivevano in nome dello stesso principio, che Massis chiama la «resistenza della forma contro l’informe, dell’unità contro il caos», e che Schmitt attribuisce, come capacità di dare “forma giuridica” alla contraddittorietà del reale, alla Chiesa Cattolica come rappresentante personale di Cristo, trascendendo così l’oggettività tecnico-economica. L’escatologia di Dugin, nel prospettare una battaglia finale fra mondo anglosassone ed Eurasia, ignora proprio questa lezione: il Cattolicesimo non è in alcun modo riducibile all’Occidente liberale e capitalista; al contrario, la teologia della storia cattolica riserva alla Russia un ruolo di primo piano, come ci insegnano le rivelazioni di Fatima.

BIBLIOGRAFIA

Ettore Cinnella, La tragedia della rivoluzione russa (1917-1921), Luni, Milano-Trento 2000;
Aleksandr G. Dugin, La metafisica del nazional-bolscevismo;
Idem, Soltanto bolscevismo!;
Idem, Il paradigma della fine;
Henri Massis, L’Occident et son destin, Grasset, Paris 1956;
Carl Schmitt, La condizione storico-spirituale dell’o­dierno parlamentarismo, trad. it., Giappichelli, Torino 2004;
Idem, Cattolicesimo romano e forma politica, trad. it., Il Mulino, Bologna 2010;
Paul Suski, The Miracle on Assumption Day, in Catholic Insight, 23.11.2017.

 

Annunci

Un pensiero riguardo “Maria Santissima contro l’apocalisse bolscevica

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.