Quell’umanitarismo un po’ vomitevole

Gli immigrati non sono numeri, ma persone. Giustissimo, ma anche questa affermazione viene usata in modo strumentale e ideologico dagli ipocriti che vogliono soltanto promuovere le loro politiche e le loro ideologie.

di Riccardo Cascioli (15-06-2018)

«Nella questione della migrazione non sono in gioco solo numeri, bensì persone, con la loro storia, la loro cultura, i loro sentimenti e le loro aspirazioni». Queste parole di papa Francesco, contenute nel messaggio inviato ieri ai partecipanti al 2° Colloquio Santa Sede – Messico sulla migrazione internazionale in Vaticano, dovrebbero essere un richiamo sempre presente quando si parla dei fatti legati alle migrazioni.

Purtroppo anche questo concetto è usato spesso in modo strumentale e ideologico. Basti leggere i commenti di questi giorni a proposito della vicenda Aquarius. Che «non si gioca sulla pelle delle persone» è diventato il modo per condannare senza appello il ministro dell’Interno Salvini e il governo italiano. E più in generale viene tradotto come obbligo tassativo di andarsi a raccogliere gli immigrati davanti alle coste libiche e portarli in Italia.

Eppure se c’è una cosa che è apparsa evidente in questi giorni è che a giocare sulla pelle delle persone è proprio chi ha voluto e finanziato l’operazione Aquarius per sfidare il nuovo governo italiano sapendo di rischiare un pericoloso braccio di ferro. Addirittura c’è uno scrittore del fronte “umanitario”, Edoardo Albinati, che è arrivato ad augurarsi la morte di un bambino a bordo dell’Aquarius per il gusto di vedere il governo in difficoltà. Lui l’ha dichiarato pubblicamente, chissà quanti altri lo stanno ancora pensando senza dirlo.

E ancora, come si può credere ai buoni sentimenti di chi riconosce le persone, con la loro storia, cultura, ecc. solo nel tratto dalle coste libiche a quelle italiane? Il prima e il dopo non contano: le condizioni dei Paesi di provenienza; il diritto a rimanere nel proprio paese; le organizzazioni criminali internazionali che hanno bisogno delle traversate nel Mediterraneo per pubblicizzare il loro traffico di esseri umani alimentato da sogni e false aspettative sul futuro in Europa; la gara di sopravvivenza per arrivare (chi ci arriva) dal proprio paese alle coste nordafricane. Niente. E neanche conta quello che viene dopo: ormai centinaia di migliaia di clandestini vagano frustrati e abbandonati per le nostre città senza nulla da fare, e magari delinquono e spacciano, rendendo piazze e stazioni ferroviarie zone ad alto rischio sicurezza. E le donne e i bambini di cui tanto si parla in questi giorni? Tanti di loro finiscono come schiavi sessuali, molte donne vanno ad affollare le strade notturne delle nostre città, avete mai sentito i nostri intellettuali radical chic gridare per questa umanità violentata?

No, ma oggi fanno gli insegnanti di accoglienza e di umanità, si presentano come quelli per cui «gli immigrati non sono numeri, ma persone» e pretendono anche di insegnare il Vangelo. Ipocriti e francamente vomitevoli, tanto per usare un francesismo. Non hanno nulla da eccepire neanche davanti alle reiterate confessioni di Emma Bonino che dice che è stato il governo Renzi a volere la raccolta esclusiva degli immigrati in Italia per poterla barattare a Bruxelles con un lasciapassare per i nostri conti non in ordine. La vita, i sogni e le speranze di centinaia di migliaia di persone venduti per coprire l’inefficacia delle proprie manovre economiche. E adesso sono qui a farci lezione di morale, a trattare da razzista e disumano un popolo che è soltanto esasperato.

(fonte: lanuovabq.it)


In Germania lo stupro e l’omicidio di una ragazzina di 14 anni da parte di un richiedente asilo iracheno, poi arrestato in Iraq, sta mandando in crisi la politica tedesca. Le granitiche certezze morali sulla bontà dell’accoglienza, in voga nel 2015, sono già ampiamente crollate. Ora sia i partiti di governo che l’AfD chiedono di cambiare musica. (Il mito del buon rifugiato crolla dopo un vile omicidio, di Lorenzo Formicola, La Nuova BQ, 15-06-2018)

Annunci

Un pensiero riguardo “Quell’umanitarismo un po’ vomitevole

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.