Da Tunisi e da Algeri arriva la nuova ondata di immigrati

E’ stata costituita ufficialmente il 12 gennaio al Viminale una “cabina di regia” congiunta Italia-Libia per contrastare la tratta degli esseri umani nel Mediterraneo. Nel frattempo, però, le cifre sull’arrivo di immigrati aumentano dall’inizio dell’anno. Gli sbarchi sono alimentati da imbarcazioni provenienti da Tunisia e Algeria.

di Gianandrea Gaiani (15-01-2018)

E’ stata costituita ufficialmente il 12 gennaio al Viminale una “cabina di regia” congiunta Italia-Libia finalizzata al contrasto della criminalità transnazionale, al traffico di esseri umani e al terrorismo. All’iniziativa erano presenti il ministro dell’Interno, Marco Minniti, il capo della Polizia, Franco Gabrielli, il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho, le agenzie di sicurezza italiane e le autorità diplomatiche, giudiziarie e di sicurezza libiche.

“Questa sinergia italo-libica – informa la polizia – tende a rafforzare lo stato di diritto in Libia al fine di garantire il pieno rispetto dei diritti umani e le garanzie giuridiche nella ricerca e acquisizione delle prove. Tale collaborazione, già in atto sia sul versante giudiziario che sul versante investigativo, prevede l’intensificazione dello scambio di informazioni reciproche e l’avvio di corsi di formazione per gli investigatori libici. La sinergia prevede, altresì, la stipula dei protocolli d’intesa, uno dei quali ha istituto la presenza di un ufficiale di collegamento della Polizia di Stato presso l’Ambasciata italiana a Tripoli”. La “cabina di regia” tornerà a riunirsi entro il prossimo mese di febbraio in Libia per fare il punto sulla situazione.

Intanto torna a salire il numero di migranti sbarcati sulle coste italiane dopo sei mesi di flussi decrescenti che hanno permesso di chiudere il 2017 con 120mila clandestini giunti nella Penisola invece dei 181mila del 2016 (meno 34%). Dal 1° all’11 gennaio i migranti illegali sbarcati in Italia da navi militari e delle Ong sono stati 841, il 15,36% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (729) e tre volte di più rispetto allo stesso periodo del 2016 (268). Ad aggiornare il dato è stato il Viminale, sottolineando come si confermi comunque una diminuzione del numero di clandestini provenienti dalla Libia: 544 a fronte dei 623 dello stesso periodo dell’anno scorso (meno 12,68%). A decretare l’aumento dei flussi hanno contribuito quindi gli sbarchi da imbarcazioni provenienti da Tunisia e Algeria. Sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco, i Paesi da cui dall’inizio dell’anno è arrivato il maggior numero di migranti sono, nell’ordine, Senegal, Nigeria, Gambia, Marocco, Guinea, Mali, Sudan, Libia, Egitto e Iraq. Nel 2017 si è invece registrato il boom degli arrivi di nordafricani, in totale 15.555, il numero più alto dalla grande ondata del 2011.

Si tratta, secondo i numeri resi noti dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) combinati con le fonti consultate dall’agenzia di stampa Nova, di un aumento del 112% rispetto ai 7.334 migranti nordafricani fermati dalle autorità italiane nel 2016. L’anno scorso sono stati intercettati 6.151 tunisini (39,5%), 6.003 marocchini (38,6%), 6.310 algerini (14,9%) e 1.091 libici (7%). Significativo è stato l’aumento dei migranti con passaporto tunisino, passati dagli 880 del 2015 ai 1.207 del 2016 fino agli oltre 6.000 dell’anno scorso: un incremento del 600% in due anni da un Paese dove migliaia di criminali sono stati rimessi in libertà in seguito a due indulti e dove sono tornati migliaia di foreign fighters dello Stato Islamico reduci dai campi di battaglia in Iraq, Siria e Libia.

In aumento anche le partenze dei libici: da 348 del 2016 a 1.091 del 2017 secondo Matt Herbert, ricercatore della Global Initiative Against Transnational Organized Crime. In aumento, secondo Unhcr, anche i marocchini (+31,8% nel 2017 anno su anno) e gli algerini (+88,5% rispetto all’anno scorso). Resta quindi evidente, come NBQ ha spesso sottolineato, l’impossibilità di bloccare i flussi migratori dal Nordafrica finché l’Italia non attuerà una drastica politica di respingimenti ed espulsioni di massa e continuerà invece a garantire a chiunque paghi i trafficanti la possibilità di sbarcare sul territorio nazionale facendo in molti cassi perdere le proprie tracce.

(fonte: lanuovabq.it)

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