“Fui tradito ma nella fedeltà scoprimmo l’Amore vero”

È possibile perdonare un tradimento dopo anni di matrimonio? E’ possibile accettare un figlio nato dall’adulterio? Audrey e Bob spiegano come, con la grazia di Dio, l’aiuto degli uomini che Lo amano e la volontà di rimanere fedeli ai Comandamenti è possibile ricevere l’amore di Cristo, dandolo e perdonando.

di Benedetta Frigerio (23-09-2017)

Cristiani fino al midollo e sinceramente desiderosi di dare la vita a Dio, Bob e Audrey Meisner non avrebbero mai pensato di vivere una crisi gravissima dopo 17 anni di matrimonio. Eppure accadde, “proprio quello che mai avrei pensato potesse succedermi”, spiega durante le sue testimonianze Audrey, americana oggi sposata da 34 anni.

Negli anni lei e suo marito Bob avevano incentrato la propria vita sulle mille attività cristiane, caritative e familiari, cercando anche inconsapevolmente di adeguarsi ad un’immagine di perfezione che li portava a sforzarsi in tutto senza possibilità di cedimenti o cadute. Come se la santità dipendesse dalla presunzione di essere come Dio. Un’intransigenza che lentamente li separò: “Eravamo insieme ma avevamo paura l’uno dell’altra, ci eravamo amati in modo molto romantico”, ma la paura era giunta comunque “perché puntavamo tutto sulle nostre forze”. Audrey spiega infatti che solo ora, dopo anni, vedo ciò che mi portò a tradire mio marito: “Avevo paura dei conflitti, di dire a lui quello che pensavo se gli avesse recato dispiacere, paura di chiedergli di più, perché temevo che avrebbe alzato le barriere per difendersi”.

Per tutti gli anni di matrimonio e dopo aver avuto tre figli (allora dai 15 ai 13 anni) “pensavo di fare la cosa giusta ad essere sempre buona, brava, efficiente, non tirando mai fuori quello che avevo dentro…Vivevo nella bugia senza mai dire quando ero triste o delusa”. Anche “quando mi sentivo disperata, dovevo alzarmi, essere determinata e non essere egoista. E tutte le volte che la Audrey ‘nascosta’ veniva fuori disperata e triste, volendo essere ascoltata, la mettevo a tacere dicendo ‘no, io non sono una persona egoista’”. Ma, purtroppo, se non era egoista, Audrey era orgogliosa e incapace di accettare la sua debolezza. Eppure, spiega Bob, “se mi avesse detto che era triste e delusa avrei reagito…c’è una cosa nel maschio, una tendenza o una fragilità, che è quella di non riuscire ad ammettere che ‘io non sono abbastanza’, perciò cercavo di essere meglio di quello che pensavo di essere, ma se mi avesse detto cosa provava avrei fatto di tutto, perché odio ferirla o deluderla”.

Ma Audrey cominciò a frequentare un uomo più giovane di lei che veniva nella loro parrocchia: “Era solo un’amicizia, io mi ritenevo forte, senza bisogno di limiti, e quindi andai avanti anche se capivo di esserne ormai dipendente perché mi faceva sentire bella, me lo diceva, e importante. Era come ricevere acqua dopo anni di siccità”. Così la donna, pensando di gestire la situazione, cominciò a concedersi di più, ma “non c’è nulla di peggiore dei piccoli compromessi… quando non vuoi parlare a nessuno di un rapporto che hai vuol dire che sei già prossimo al tradimento”. La notizia del tradimento fu una doccia fredda per Bob: “Dopo 17 anni insieme in realtà eravamo isolati, mentre ci pareva di essere bravi sposi. Mi dicevo: ‘Perché? Come è possibile?’ e la giudicavo. Ma rimanere nel ‘Perché?’ non cambia nulla, non ti dà la risposta”. Audrey spiega che anche lei era incredula, perché “non avrei mai sospettato di essere la persona che poteva fare una cosa del genere dato che amo mio marito, amo i bambini, amo Dio”.

Ma fu lì che tutto cambiò, perché per la prima volta Audrey stava cedendo: “Mi misi in ginocchio e dissi a Dio: ‘Non so più che fare, aiutami’. Volevo mi togliesse da queste circostanze invece lui disse al contrario: ‘Audrey vengo nell’esatto punto in cui tutto sembra perduto’. Capii che Dio mi avrebbe perdonata, ma nella preghiera mi disse che per ricevere guarigione avrei dovuto confessare tutto a mio marito”. La notizia fu uno tsunami, continua Bob: “Mi trovai davanti ad un fatto che mai mi sarei aspettato. Mi sentivo tradito, volevo andarmene, trattarla male, umiliarla”. Ma poi fece l’unica cosa che portò speranza e redenzione in una situazione apparentemente irreparabile, chiamando il pastore della chiesa che frequentava: “Non riuscivo a stare con lei. Volevo punirla, esporla al pubblico che la accusasse, ma lui mi sfidò dicendomi di tacere per proteggerla. Poi, quella sera, prima di andare a letto, chiesi al pastore che fare: ‘Vado in hotel? Vado a dormire sul divano?’. ‘No – mi disse – tu vai nel tuo letto perché noi non la daremo vinta allo spirito del divorzio’”.

Una cosa infatti salvò Bob, che “mi venne in mente quando mio padre mi chiamò dicendomi che lasciava mia madre: non avrei fatto questo ai miei figli. Non volevo il divorzio, anche se tutto mi portava a voler umiliare e abbandonare mia moglie”. Audrey spiega la sua gratitudine al marito, perché “la prima cosa, quella che ti salva è una: chiedere aiuto, da lì entra un Altro, entra la speranza”. Anche lei però pur non volendo divorziare all’inizio era tentata di tornare dall’amante: “Ero convinta che lui mi amasse perché mi ascoltava, mi valorizzava, anche se ora vedo chiaramente che non era amore ma un inganno, però non volevo distruggere la mia famiglia”. E poi, continua Bob, “dovevamo accettare di passare per la sofferenza altrimenti avrebbe vinto l’idea di lasciarci. Viviamo in una cultura che ti dà come sola risposta il divorzio, anche per questo serve aiuto”. Quindi, continua Audrey, “sono poi grata che c’è stato chi lo ha spronato ad amarmi anche così”. E’ in quel perdono, quando Bob andò a dormire con lei dopo aver saputo del tradimento, “che ho visto che cos’era l’amore vero. La stessa cosa accadde quando mio padre mi disse: ‘Tu hai fatto questo, ma tu non sei questo'”.

Ma non era finita, perché Audrey scoprì anche di essere incinta. Assalita dalla disperazione pensò all’aborto “io che avevo avuto come solo scopo nella vita comunicare Cristo pensavo di oltraggiare il Suo corpo”. Quando Bob seppe che sua moglie era incinta pensò però che il limite fosse stato oltrepassato e che la sua debolezza non gli avrebbe permesso di continuare, ma “chiamai di nuovo il pastore, sperando che mi dicesse che questo era troppo, invece, senza esitare, mi disse: ‘Bob la grazia di Dio ti sarà sufficiente’. Ero così arrabbiato, non volevo la risposta religiosa, ma quelle parole entrarono nel mio cuore. Dio e il Suo Spirito entrarono a darmi la grazia e l’amore necessari che prima non avevo per accettare quel bambino”.

Ma come dirlo ai figli? Anche qui si vede cosa significhi amare e quanto Bob fosse pieno di una forza sovrannaturale: “Invitammo i figli (dai 15 ai 13 anni di età, ndr) in camera. Audrey piangeva, i figli erano pieni di paura, nervosi, io mi alzai e presi la coperta, poi coprii Audrey dalla testa ai piedi e la abbracciai dicendo: “Ragazzi questo e ciò che Dio fa quando sbagliamo: ci copre e ci abbraccia e ci dice: ‘Non ti lascerò mai, non ti abbandonerò’”. Così mostrai loro cos’era la speranza e mostrai l’amore per la loro mamma. Poi dissi loro: “Avrete un fratello”. La più piccola delle figlie guardò Bob ridendo, “e anche se riconosceva il mio dolore mi disse: ‘Papà avremo un bambino'”. “Così – continua Audrey – cominciai a sentire protezione, pace e l’amore di Dio”. Perciò “gli dicevo ‘ti amo’ ma lui non riusciva a rispondere lo stesso”. Di fatto, spiega Bob, “continuavo a pensare: come può, dopo tutto quello che ha fatto, dirmi ti amo? E combattevo contro le immagini di mia moglie insieme ad un altro”. E poi c’era quel figlio, “che era innocente e non volevo subisse la mia rabbia”. Per cui il pastore lo sfidò di nuovo: “Vuoi essere come questa generazioni senza padri o vuoi essere un padre? Bob devi crescere”. Alla fine “ho chiamato il bambino Robert, come me… anche se la frustrazione rimaneva”.

Lo stesso era per Audrey perché “non volevo perdonarmi. Non volevo accettare quella Audrey”. Ma un giorno mentre era in preghiera avvertì il sussurro di Dio: “Io ti amo tutta, anche la Audrey che ha fatto un errore, quindi la devi amare anche tu”. Fu solo allora che “abbracciai quella Audrey e la perdonai. E a prendere il posto del dolore fu un senso di grandezza della mia persona, dato dal fatto che Dio mi amava tutta: questa era la mia dignità. Vidi come Dio mi vedeva e ricevetti indietro me stessa. Questo cambiò la mia vita per sempre. Il perdono di Dio lo avevo avuto ma dovevo accettare di perdonarmi io”. Il cambiamento della moglie fece però arrabbiare Bob: “Avevo fatto tutto quello che dovevo, avevo tenuto insieme la mia famiglia ma ero triste, perché soffocavo la mia rabbia. Allora, una sera, vedendola felice, le chiesi di aiutarmi a pregare. Erano passati due anni dal tradimento e quella notte riguardai tutte le immagini ancora presenti nella mia testa. Le guardai una a una dicendo: ‘Ti perdono, ti perdono’. Durante la preghiera accadde una cosa incredibile. Sentii il signore sussurrarmi: ‘Bob vuoi lasciare che il mio amore entri completamente in te?’ Quella notte dissi di sì. L’amore di Dio entrò in me, permettendomi di darlo a Audrey e al bambino”.

Ora i due coniugi americani aiutano centinaia di coppie in crisi a comprendere l’amore attraverso la fede, dimostrando che se uno ha la volontà di rimanere fedele a Dio e ai suoi comandamenti, domandano aiuto a Lui e ai agli uomini che Lo amano e che credono nella Sua grazia, tutto, ma veramente tutto è possibile. Anche la redenzione laddove parrebbe ormai umanamente impensabile.

(fonte: lanuovabq.it)

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