70 vittime nel Ferragosto di sangue: così esplode la furia jihadista seminando terrore e morti

Quattro attentati hanno funestato la settimana di Ferragosto appena trascorsa: Barcellona, Cambrils, Finlandia e Siberia (15 morti). Ma non sono gli unici. I commandi jihadisti hanno colpito in Burkina Faso (18 morti), Timbuctu (7 morti). Boko Haram scatenata in Nigeria (27 morti) mentre in Kenia i miliziani al Shabaab hanno ucciso 3 persone. E’ una violenza inaudita di 70 morti che sembra inarrestabile.

di Anna Bono (21-08-2017)

Quattro attentati in pochi giorni hanno funestato la settimana di Ferragosto appena trascorsa. L’uomo che nel pomeriggio del 17 agosto ha investito con un furgone la gente che affollava la Rambla, a Barcellona, ha ucciso 13 persone e ne ha ferite 120. Poche ore dopo a Cambrils, una cittadina turistica a sud di Barcellona, cinque terroristi sono stati uccisi dalla polizia dopo che in auto avevano investito, sul lungomare, sei persone una delle quali è deceduta dopo il ricovero in ospedale. Le autorità spagnole hanno detto che gli uomini indossavano delle finte cinture esplosive. Secondo gli inquirenti, entrambi gli attentati sono stati compiuti da una cellula terroristica composta da persone di nazionalità marocchina costituitasi a Ripoll, una cittadina dei Pirenei vicina al confine con la Francia. Il suo leader sarebbe un imam, Abdelbaki Es Satty, di cui si sono perse le tracce, ma che potrebbe essere uno dei terroristi morti nell’esplosione di un rifugio della cellula che si trovava ad Alcanar, una città a meno di cento chilometri da Cambrils.

Il giorno successivo, 18 agosto, in una piazza di Turku, in Finlandia, un ragazzo di 18 anni, richiedente asilo di nazionalità marocchina, ha accoltellato otto donne e due uomini, uccidendo due donne prima che la polizia riuscisse a fermarlo sparandogli alle gambe. La mattina del 19 agosto, infine, in Russia, un uomo armato di coltello ha aggredito i passanti in una via di Surgut, una città della Siberia occidentale, finché la polizia è sopraggiunta e lo ha ucciso sparandogli. È riuscito a ferire sette persone, due delle quali gravemente. L’Isis ha rivendicato quest’ultimo attentato. Tuttavia il dipartimento del Ministero dell’interno per l’area autonoma dei Khanty-Mansi, di cui Surgut è il capoluogo, ha fatto sapere che sta indagando in diverse direzioni.

In pochi giorni quattro attentati, 15 morti, decine di feriti, colpite persone di oltre 35 diverse nazionalità. Ma i terroristi islamici non si sono limitati ad agire in Europa. La settimana è iniziata con la strage compiuta la sera di domenica 13 agosto in Burkina Faso da un commando jihadista che ha attaccato un ristorante della capitale Ouagadougou, il rinomato e centralissimo Aziz Istanbul, uccidendo 18 persone e ferendone 25, anche in questo caso di molte nazionalità e, come in Spagna, senza risparmiare i bambini che stavano cenando insieme ai genitori sulla terrazza del locale.

Il giorno successivo, a Timbuctu, altri jihadisti hanno attaccato una base della Minusca, la missione Onu di peacekeeping in Mali, uccidendo cinque guardie di sicurezza maliane e due caschi blu. Alla fine i militari dell’Onu hanno respinto l’assalto e messo in fuga gli aggressori, quattro dei quali sono morti durante lo scontro a fuoco.

Il 15 agosto, in Nigeria, il gruppo jihadista Boko Haram ha compiuto una strage di civili nei pressi di un campo profughi allestito vicino a Maiduguri, la capitale dello stato nord orientale del Borno. Tre donne che indossavano cinture esplosive si sono fatte saltare in aria all’esterno del campo uccidendo almeno 27 persone e ferendone decine. Un guardiano, membro di una delle squadre di civili nate per difendere la popolazione dai jihadisti, ha raccontato che la prima donna si è fatta esplodere vicino all’ingresso del campo scatenando il panico. Poi, mentre la gente cercava di chiudere negozi e attività per salvare merci e attrezzi, le altre due donne hanno innescato i loro esplosivi ed è allora che si è verificata la maggior parte delle perdite. Un rapporto appena pubblicato dai ricercatori dell’accademia militare di West Point, Usa, sostiene che mai nessun gruppo armato ha usato così tante donne per realizzare attentati dinamitardi suicidi. Dal 2011 più della metà degli oltre 400 attentati compiuti sono stati fatti da donne. Dall’inizio del 2017 più di 80 donne, molte delle quali bambine e adolescenti, sono state costrette a farsi esplodere. Le donne – sostiene il rapporto – vengono impiegate perchè passano più facilmente inosservate, ma anche perchè l’utilizzo di donne richiama di più l’attenzione internazionale.

Il 17 agosto vittime della violenza jihadista sono stati tre uomini in Kenya, uccisi da miliziani al Shabaab, il gruppo armato legato ad al Qaida che opera in Somalia dal 2006 e che spesso compie attentati nel vicino Kenya. Questa volta è toccato agli abitanti di Maleli, un villaggio del distretto costiero di Lamu. Gli al Shabaab hanno catturato tre uomini, li hanno sgozzati e poi decapitati. Prima di andarsene hanno dato fuoco a diverse abitazioni.

Nelle stesse ore, in un Burkina Faso ancora sconvolto dalla strage di domenica, i jihadisti hanno di nuovo ucciso. Le vittime sono tre militari, tra cui una donna. L’attentato è successo nei pressi della cittadina di Touronata, nel nord del paese. I soldati facevano parte di un convoglio al passaggio del quale i terroristi hanno attivato un congegno esplosivo. È la prima volta che unità dell’esercito burkinabé subiscono un attentato di questo genere.

(fonte: lanuovabq.it)

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