Parole di saluto di Benedetto XVI per la Messa da requiem per il Cardinale Joachim Meisner nella cattedrale di Colonia

Riprendo nella nostra tempestiva traduzione dall’originale tedesco su kath.net il testo integrale del saluto di Benedetto XVI letto da mons. Georg Gänswein. Importante sia per l’immagine drammatica della barca di Pietro vicina a capovolgersi, che per le sentite parole sull’adorazione eucaristica così trascurata dall’ala liberal della Chiesa compreso il suo successore. (MIC)

Testo integrale delle parole di saluto di Benedetto XVI in occasione della Messa da requiem per il Cardinale Joachim Meisner nella cattedrale di Colonia, letto dall’Arcivescovo Georg Gänswein

In questo momento in cui la Chiesa di Colonia e i suoi fedeli danno l’addio al Cardinale Joachim Meisner, il mio cuore e i miei pensieri sono con voi tutti e sono felice di inviarvi, su richiesta del cardinale Woelki, alcune parole commemorative.

Quando, mercoledì scorso, ho appreso da una telefonata della morte del card. Meisner, in un primo momento non potevo crederci. Il giorno prima avevamo parlato al telefono. La sua voce era piena di gratitudine perché era ormai arrivato in vacanza, dopo che la domenica precedente aveva partecipato, a Vilnius, alla beatificazione del vescovo Teofilius Matulionis. Lo ha sempre caratterizzato l’amore per le Chiese dei paesi vicini dell’est europeo, che hanno subìto la persecuzione comunista e la gratitudine per la fortezza con cui hanno sopportato, all’epoca, tali prove. E quindi non è affatto una coincidenza il fatto che l’ultima visita della sua vita sia stata dedicata a un testimone della fede in quelle terre..

Ciò che mi ha colpito particolarmente nei recenti colloqui con il defunto cardinale sono state la serenità, la gioia interiore e la fiducia che aveva raggiunto. Sappiamo che per lui, appassionato curatore di anime, risultava difficile lasciare il suo ufficio e proprio in un momento in cui la Chiesa ha bisogno di pastori che sappiano resistere alla dittatura dello spirito del tempo e vivere e pensare con decisione in conformità con la fede.

Ma mi ha commosso ancora di più il fatto che in quest’ultimo periodo della sua vita abbia imparato a prendere le cose più serenamente e che vivesse sempre più nella profonda consapevolezza che il Signore non abbandona mai la sua Chiesa, anche se a volte la barca si è riempita [d’acqua] fino quasi a capovolgersi.

Due cose lo hanno reso sempre più felice e sicuro nell’ultimo periodo della sua vita:

1) da una parte mi ha sempre raccontato come si sentisse felice di aver ricevuto il sacramento del sacerdozio e per il fatto che molti giovani specialmente molti giovani uomini, ricevano la grazia della vocazione, il dono che solamente Dio può dare loro di trovare veramente la Vita;

2) dall’altra lo ha sempre rasserenato e reso felice il diffondersi dell’adorazione eucaristica. Per lui un punto centrale della GMG a Colonia è stato il fatto che vi fosse l’adorazione eucaristica, un momento in cui solo il Signore parla ai cuori. Alcuni esperti della pastorale e della liturgia ritenevano che un tale momento di contemplazione del Signore non fosse accessibile ad un numero così grande di persone. Alcuni ritenevano persino che l’adorazione eucaristica sia qualcosa di superfluo dato che il Signore vuole essere ricevuto nel Pane eucaristico e non essere contemplato.

Ma il fatto che questo Pane non possa essere mangiato come qualsiasi altro nutrimento e che “ricevere” il sacramento eucaristico coinvolge tutte le dimensioni della nostra esistenza fa sì che ricevere il Signore è adorazione: ciò è divenuto molto chiaro. Pertanto il momento dell’adorazione eucaristica durante la GMG di Colonia è diventato un’esperienza intima che è rimasta indimenticabile non solo per il cardinale. Questo momento gli è rimasto interiormente sempre presente perdurando come una grossa luce per lui.

Quando, l’ultima mattina, il card. Meisner non è apparso alla messa, è stato trovato morto nella sua stanza. Il breviario gli era scivolato dalle mani: è morto pregando, con lo sguardo rivolto al Signore, in dialogo con Lui. Il modo in cui è morto che gli è stato concesso ci mostra ancora una volta come egli ha vissuto alla presenza del Signore e in colloquio con Lui.

Così dobbiamo affidare con fiducia la sua anima alla bontà di Dio. Signore ti ringraziamo per la testimonianza del tuo servo Joachim. Concedigli ora di intercedere per la Chiesa di Colonia e per tutto il mondo. Requiescat in pace.

Benedetto XVI, Papa emerito.

[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

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