Charlie è la nostra anima

Oggi pomeriggio si tiene a Londra la nuova udienza dell’Alta Corte sul caso di Charlie Gard, il piccolo di undici mesi affetto da una rara sindrome mitocondriale, per il quale i genitori stanno lottando per far riconoscere una verità elementare come il diritto di vivere e di ricevere delle cure. Il giudice dovrà pronunciarsi sul protocollo presentato dagli esperti internazionali. Ieri presentata ai manager dell’ospedale inglese una petizione con 375mila firme.

di Silvana de Mari (10-07-2017)

Charlie è la nostra anima.

Se non riusciamo a fermare la sua morte, il danno sarà incalcolabile. Il concetto che la morte possa essere preferibile alla vita al punto tale da essere imposta, sarà passato. Che la morte sia preferibile alla vita è un concetto già presente in ognuno delle migliaia di abortii volontari e nelle (al momento) poche centinaia di casi di eutanasia di bambini fatti ogni anno in Europa. Il concetto della sacralità della vita è stato massacrato: d’altra parte dove non c’è fede in Dio, il concetto della sacralità della vita salta. Almeno però fino ad ora , si era salvata la necessità del consenso del genitore.

Non abbiamo ancora nessun caso di aborto imposto alla madre contro la sua volontà e Charlie è il primo caso di aborto postnatale imposto. Il termine aborto post natale lo dobbiamo a Singer, tizio che viene bizzarramente definito filosofo e filantropo, invitato (a nostre spese) dall’Australia per partecipare a Torino Spiritualità.

Tanto buono e ovviamente vegetariano, Singer è un antispecista, vale a dire che è contrario al fatto che una specie si ritenga superiore a un’altra.

E quindi? E quindi sostiene che un cagnolino non vale meno di un bimbo che è una maniera cortese di dire che un bimbo non vale più di un cane. Il dottor Singer spiega il concetto che ora si sta applicando a Chiarlie: se in una famiglia nasce un bambino emofiliaco è giusto che i genitori (o in caso di incapacità di questi un pietoso e misericordioso stato, nel silenzio di una ancora più misericordiosa Chiesa, che nel frattempo si occupa di cose serie, referendum sull’acqua e migranti) lo sopprimano perché così possono avere un figlio sano. Il prodotto fallato si butta e si sostituisce con quello buono perché se Dio non esiste, non esiste nemmeno l’anima. Come diceva Edith Stein, Santa Teresa della Croce, la tragedia dei grandi totalitarismi non è la perdita della libertà, ma la perdita dell’anima. Le persone diventano intercambiabili come tra le formiche e le api, quello che conta è lo stato, le persone diventano sostituibili e una sana vele di più di una fallata. E se viene emofiliaco anche il secondo? Aborto selettivo dei feti maschi e siamo al sicuro. Tra altro se una coppia ha in figlio emofiliaco l’ideale è affiancargli tre fratelli sani che lo proteggano.

Torniamo a Charlie: è il prodotto fallato. Molto fallato. Charlie è un disastro.

Quindi è stato scelto per aprire una finestra di Overton.

Overton è un sociologo che ha studiato come rendere accettabile e poi obbligatoria quello che l’etica riteneva inaccettabile. Bisogna partire da una caso limite. Charlie era perfetto: una malattia drammatica, devastante. Purtroppo però i genitori di Charlie si sono messi di traverso e hanno radunato una ‘valangata’ di quattrini un milione e trecentomila sterline; e sono quei soldi che rendono tutto tremendo.

Il potere ha dovuto gettare la maschera. Vuole uccidere per uccidere. Senza quei soldi il discorso avrebbe un senso perché esiste anche lo stato di necessità. Non posso tenere un respiratore e delle risorse bloccati su un bambino senza speranza perché il respiratore e le risorse posso usarle per altri bambini, e sia i respiratori che le risorse sono contate. Questo è un discorso che ha un senso, ma i genitori di Charlie possono comprare il respiratore e pagare un’infermiera professionale anzi quattro che si diano i turni. Non spreco soldi per farti andare negli USA per un cura che non serve e so già che non serve: ma i genitori del piccolo i soldi li hanno loro.

Ci sarebbe da dire molto sull’anima, e sulla capacità di una creatura di provare gioia e sentire l’amore anche quando il cervello è danneggiato ma poi ci accusano di essere stronzi e bigotti.

Noi che stronzi e bigotti onestamente lo siamo e anche fieri di esserlo, però questa volta vorremmo fare un discorso laico e razionale uno di quei discorsi carini e puliti.

Charlie è una specie di vegetale. Saltiamo in tronco che la madre dice che lei capisce che il bambino è contento quando lei lo carezza e restiamo sul vegetale.

Charlie il fallato è una specie di piantina di basilico, un vegetale. Lui sarà così, ma suo padre e sua madre sono cittadini ben in grado di intendere e di volere e ben in grado di provare dolore. E amore.

Love is love, c’è gente che si vuole sposare con il proprio cane (il dottor Singer approva) altri con la loro tartaruga. La civilissima Svezia ha legalizzato la necrofilia: il vostro amore è defunto ma voi lo amate tanto? Purché sia imbalsamato ve lo potete tenere in salotto, o anche in camera da letto, e buon divertimento. Il papà e la mamma di Charlie amano il loro bimbo fallato. Se qualcuno può amare il suo cane, in maniera coniugale, o un cadavere, perché i genitori di Charlie non possono amare il loro figlio basilico, e portarlo in giro per il mondo per l’ostinata speranza che qualcuno lo tocchi con la bacchetta magica e lo trasformi in un bimbo che apre gli occhi e dice mamma. Hanno raccolto una valangata di soldi.

Perché non possono portarlo negli Usa, dove la cura non servirà a un fico, lui morirà e voi, medici inglesi ci farete la figura degli eroi: ecco lo avevamo detto noi. A voi che vi frega: mica sono soldi vostri. Avete paura che il bambino si stressi nel viaggio? Non avete appena detto che è un vegetale, che nel suo cervello i mitocondri hanno fatto uno sfascio, e allora? Non distingue il Gran Canyon dai mobili della cucina, che gli frega di essere su un aereo? Il bene supremo del minore è farlo morire per soffocamento?

Charlie è la nostra anima, perché il suo assassinio sarà la fine della civiltà europea, quella basata sul cristianesimo. Si torna a Sparta.

Qualcuno ha pensato di interpellare la Regina o la principessa Kate, ma nemmeno loro possono nulla. I medici e i giudici hanno sentenziato. Il medico, l’esperto, lo scienziato è il mito del XX e XXI secolo e il giudice, il semidio che ha in pugno l’etica del mondo.

Charlie è la nostra anima. Charlie è tutti i noi. La tragedia dei totalitarismi non è solo la perdita della libertà, inclusa la libertà elementare di vivere, ma la perdita dell’anima. Edith Stein, Santa Teresa delle Croce.

E noi che possiamo fare? Nulla. Non abbiamo alcun potere, salvo uno. Noi siamo i bigotti. Tutti insieme, alle sette del mattino, il Rosario per Charlie.

(fonte: silvanademaricommunity.it)

Charlie Gard è solo l’inizio (di Marco Respinti, 09-07-2017)

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