Per Charlie “ci siamo alzati in piedi”

“Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata…”: è stato il grido di San Giovanni Paolo II e che fino ad oggi sembrava quasi fosse rimasto inascoltato. Editoriale di Vita Nuova Trieste.

Trieste, 03-07-2017 —  Charlie è ancora vivo eppure Charlie un miracolo l’ha già compiuto. Mi venga per favore perdonato questo errore teologico, ma se non si tratta di miracolo, certamente si tratta di qualcosa di prodigioso.

Non posso nemmeno immaginarmi la sofferenza e lo strazio della Mamma e del Papà di Charlie, la cui sentenza di morte inflittagli dal tribunale inglese è stata confermata anche dalla corte dei diritti dell’uomo, che continuano a lottare affinché venga riconosciuto a loro figlio il diritto alla vita.

Molti anni fa è stata varata la legge sul divorzio, eppure la maggioranza sembrava restare indifferente; dopo è arrivata la legge sull’aborto, ed anche in questo caso si sono sollevate voci contrarie ed allarmate, ma reazioni comunque timide, quasi fossero di persone rassegnate.

Quando però la palla comincia rotolare sul piano inclinato, acquista sempre maggiore velocità aumentando anche la sua forza travolgente.

Nell’arco temporale di pochi mesi, praticamente dal 2015, abbiamo assistito in Italia ad una rapida evoluzione, cominciata con la salita alla ribalta delle poche migliaia di appartenenti al mondo LGBT, alla quale poi si sono accodate le QIAecc., ed arrivata, fino ad ora, alle unioni civili; insieme a questo c’è stato l’assalto ai bambini e giovani, con l’introduzione nelle scuole di discutibili progetti di tutti i tipi, che vanno da quelli che mirano a destabilizzare le certezze dei bambini dell’asilo fino a quelli che mirano alla sessualizzazione precoce dei bambini ed all’autodistruzione emotiva-sessuale degli adolescenti.

Qualcuno esprimeva perplessità, qualcun altro contrarietà, ma il tutto sembrava scivolare verso una rassegnata accettazione.

Rotolando la palla sempre più veloce, la discussione si è ora aperta anche sul campo dell’eutanasia, che il potere politico vorrebbe introdurre anche nel nostro paese.

Un discorso terribile, che il piccolo Charlie ha permesso di fare arrivare alla ribalta.

La sentenza di morte per Charlie ha reso evidente che ci troviamo in una dittatura, della quale purtroppo un precedente conosciamo benissimo.

Ho avuto attimi di sconforto nei giorni scorsi, perché mi sentivo impotente davanti a certe leggi ed a certe sentenze, pur consapevole che questa sentenza rischia di stravolgere l’assetto antropologico e sociale dell’umanità intera.

Però è accaduto qualcosa in cui diversi speravano ma pochi si aspettavano.

“Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata…”: è stato il grido di San Giovanni Paolo II e che fino ad oggi sembrava quasi fosse rimasto inascoltato.

La sentenza del piccolo Charlie ha fatto piombare l’umanità nell’inferno ma di colpo il monito di San Giovanni Paolo II ha fatto scatenare il paradiso, facendo rinascere una speranza per l’umanità.

In un suo intervento qualche tempo fa Stefano Fontana (direttore di Vita Nuova, ndr) sosteneva che “è giunto il momento di uscire dallo Stato, che compie il male ed ordina di farlo”; in un primo momento facevo fatica a capire come potesse essere possibile un’azione di questo tipo, ora forse sto cominciando a comprendere uno dei modi per attuare questa “uscita”: alzandosi in piedi!

Persino il Vaticano, per un qualche intoppo comunicativo, non rilasciava nessuna dichiarazione in merito alla sentenza.

Però il popolo si è alzato in piedi: migliaia e migliaia di telefonate hanno letteralmente intasato i centralini vaticani della residenza Santa Marta, con un’azione scaturita in maniera spontanea sui social network e così determinata da meritarsi persino una notizia sul Daily mail; la risonanza mediatica è poi forse riuscita a sbloccare l’ingranaggio comunicativo della Santa Sede, la quale nel pomeriggio di domenica ha rilasciato un comunicato di Papa Francesco.

Tanto è bastato per far scattare una catena di reazioni, nel mondo politico, diplomatico e medico.

La partita è ancora aperta, si stanno giocando i tempi supplementari (over time ha definito l’ospedale inglese il tempo concesso a Charlie per permettere alla famiglia di prepararsi alla sua morte), però quanto accaduto lascia uno spiraglio di speranza, mettendo l’ospedale in una situazione certamente non facile da gestire con i riflettori mondiali puntati contro.

A noi intanto la certezza che alzandosi in piedi si possono anche ottenere risultati e che alzandosi in piedi si può anche combattere una rivoluzione etica e morale per uscire da uno Stato che di etico e di morale ormai non ha più nulla.

(fonte: vitanuovatrieste.it)

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