Fatima: ancora misteri a 100 anni dalle apparizioni?

È Giovanni Paolo II il pontefice di cui aveva parlato la Madonna? A questa e a tante altre domanda prova a rispondere il giornalista e scrittore Renzo Allegri.

di Antonio Gasparri (05-2017)

Cosa disse Maria ai pastorelli di Fatima? È vero che Lucia continuò ad avere apparizioni? Perché si è aspettato fino agli anni duemila per rivelare il messaggio della Madonna in cui si prevedeva un attentato al Papa? È Giovanni Paolo II il pontefice di cui aveva parlato la Madonna? Nel corso di una apparizione, la Vergine ha chiesto a Lucia la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria. Che cosa è stato fatto in proposito? E quali sono stati i risultati?

Queste e altre domande Frammenti di Pace le ha rivolte a Renzo Allegri, giornalista scrittore e critico musicale tra i più prestigiosi, caporedattore per la Cultura e lo Spettacolo dei settimanali Noi e Chi, autore di 81 libri, molti dei quali bestseller tradotti in più lingue, tra cui dieci volumi sulla vita di Padre Pio, Teresa dei poveri, Reportage da Fatima, Il Papa di Fatima.

Renzo Allegri

Le apparizioni della Madonna a Fatima: che cosa hanno significato e che possono ancora dire al mondo?

Fin dall’inizio, le apparizioni di Fatima hanno avuto un grandissimo impatto sulla gente. Fatima era allora un piccolo villaggio, lontano dai grandi centri abitati e isolato dal mondo per mancanza di strade e di mezzi di comunicazione. Le apparizioni si verificarono a Cova da Iria, un vallone a circa 4 chilometri da Fatima, zona deserta, in aperta campagna, raggiungibile solo attraverso dei sentieri. Eppure, hanno richiamato subito moltissima gente. Alla prima apparizione, il 13 maggio 1917, erano presenti solo i tre bambini che erano lì a pascolare le loro pecore. Quando raccontarono di aver visto «una bellissima Signora, arrivare dal cielo», posarsi su un piccolo elee, parlare con loro e chiedere che tornassero il 13 dei cinque mesi successivi, furono sonoramente derisi dai familiari e dai paesani. Il 13 del mese successivo, i bambini si recarono all’appuntamento, seguiti da una cinquantina di curiosi che si divertivano a prenderli in giro. Ma, al momento dell’apparizione, i presenti rimasero sbalorditi da quanto poterono sentire e vedere e furono loro a dare credito ai racconti dei pastorelli. Secondo le stime dei giornali di quel tempo, alla terza apparizione le persone presenti erano 5 mila; alla quarta, 20-25 mila; alla quinta 30-35 mila; e alla sesta dai 70 ai 90 mila. Per quest’ultima apparizione, il 13 ottobre, la Madonna aveva promesso un grande miracolo e il miracolo si verificò, clamorosissimo. Pioveva a dirotto quel giorno. Migliaia di persone, che avevano trascorso la notte all’addiaccio sotto l’acqua, avevano i vestiti inzuppati. A un certo momento, mentre era in corso l’apparizione, le nubi si squarciarono, apparve il sole, che roteava vorticosamente intorno a se stesso. La sua luce era intensa, ma tutti potevano guardarlo a occhio nudo senza che accecasse. Emanava raggi dai colori diversi che si proiettavano al suolo trasformando il paesaggio in maniera fantastica. La luce era azzurra, di un azzurro irreale, ma si trasformava in un giallo intenso per ridiventare subito di nuovo azzurra. Molti si spaventarono, ma poi, ricordando la promessa di un miracolo, caddero tutti in ginocchio. Il fenomeno durò una decina di minuti e fu seguito e ammirato anche in altre località del Portogallo. Mentre avveniva quella “danza del sole”, tutti i presenti constatarono che i loro vestiti, fino a un attimo prima inzuppati di pioggia, erano completamente asciutti. I giornali di allora, anche quelli più scettici e anticlericali, riferirono il fatto in prima pagina, affermando che si trattava di un fenomeno grandioso e assolutamente inspiegabile. La notizia di quel fatto, che resta uno dei miracoli più strepitosi che siano mai accaduti, documentato dalla testimonianza contemporanea di decine di migliaia di persone, fece il giro del mondo e le apparizioni di Fatima ebbero subito una risonanza vastissima, che aumentò, poi, quando si seppe che la Madonna, assieme a predizioni riguardanti le sorti del mondo, aveva consegnato ai bambini dei segreti. E aumentò ancora mano a mano che i segreti venivano svelati e si constatava che, nel corso degli anni, avevano avuto una sconcertante e incredibile realizzazione. Fino all’ultimo segreto, quello riguardante l’attento alla vita di papa Giovanni Paolo II, il 13 maggio 1981. È ovvio che fatti del genere non restano, non possono restare relegati nell’ambito religioso, ma diventano fenomeno storico e sociale.

Giovanni Paolo II era convinto di essere lui il papa di cui si parla nella profezia dell’ultimo segreto. Anche se la Madonna aveva parlato di un pontefice che sarebbe stato ucciso, mentre il papa polacco è miracolosamente sopravvissuto. Come si spiega questa, che sembra una contraddizione?

Il testo di quella profezia, rivelato nel 2000, riguardava una serie di scene complesse che la Madonna fece vedere ai tre bambini, e tra esse anche l’uccisione di un papa. Lucia scrisse: “Vedemmo un vescovo vestito di bianco e abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre. Vari altri vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida in cima alla quale c’era una grande croce; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina, e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino: giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio, ai piedi della croce, venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce. E allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni”. Molti commentatori vedono in questo brano raffigurata la persecuzione della Chiesa, in atto anche nel nostro tempo in varie nazioni, con i fedeli e le loro guide spirituali, vescovi, sacerdoti, che continuano a essere uccisi per la loro fede. Papa Giovanni Paolo II, vittima di un attentato mortale, si identificò nelle parole della visione che dice: “il Santo Padre mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, sale verso la cima della montagna dove viene ucciso”. Lui stesso, pellegrino a Fatima un anno dopo l’attentato, disse di ritenere che quella visione riguardava la sua propria persona. E affermò che l’attentato era stato “mortale”, ma che la Madonna gli aveva salvato la vita in modo miracoloso. Rivelò che il chirurgo che lo aveva operato, gli aveva detto che la pallottola penetrata nel suo addome, aveva compiuto un inspiegabile percorso a zig zag, evitando di colpire gli organi vitali che incontrava. Il Papa disse: “Una mano ha sparato e una mano ha guidato i proiettile”, intendendo che questa seconda mano era stata quella della Madonna. E volle regalare alla Vergine quella pallottola mortale, che ora è incastonate nel diadema della statua di Fatima.

Alcuni sostengono che la richiesta fatta dalla Madonna a Fatima di consacrare la Russia al “Suo Cuore Immacolato”, non sia stata ancora esaudita. Che si può dire a questo proposito?

È una questione che continua a far discutere. La Madonna, nell’apparizione del 13 luglio 1917, disse che “sarebbe venuta a chiedere” la consacrazione della Russia, per impedire che questa nazione spargesse i suoi errori per il mondo. In effetti, la Madonna, nel 1929, riapparve a Lucia e le disse: “È arrivato il momento in cui Dio chiede che il Santo Padre faccia, in unione con tutti i vescovi del Mondo, la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato, promettendo di salvarla con questo mezzo”. Si trattava quindi di una “richiesta” fatta non dalla Madonna, ma da Dio stesso. E Dio chiedeva che il Papa facesse la consacrazione delle Russia al Cuore Immacolato di Maria in unione con tutti i vescovi. La consacrazione, in seguito, venne fatta da vari papi: Pio XII, Paolo VI e varie volte Giovanni Paolo II. Però, sembra che mai, in nessuna di quelle consacrazioni, furono rispettate le tre condizioni che accompagnavano la richiesta, e cioè che doveva essere fatta dal Papa in unione con tutti i vescovi e nominativa della Russia. Non è facile neppure per il Papa avere il consenso completo di tutti i vescovi della terra. E inoltre, essendo il Papa rappresentante di Cristo in terra, capo di uno Stato riconosciuto dalla comunità mondiale, per ragioni politiche e diplomatiche non poteva fare quella consacrazione nominando solo la Russia. Qualcuno dice che è assurdo che Dio o la Madonna siano talmente fiscali da esigere alla virgola la realizzazione di quelle tre condizioni. Altri sostengono, invece, che quelle condizioni sono “essenziali” perché Dio chiedeva che fosse la Chiesa, il Corpo mistico di Cristo, a pregare per impedire che la Russia spargesse per il mondo i suoi errori. La Russia, in quel momento, era leader di una ideologia ateistica diabolica, con armi capaci di compiere la distruzione del pianeta. Tutta la Chiesa era chiamata a difendere la creazione di Dio, i valori del bene. Ma sembra che quella unità di intenti e di preghiera non sia mai stata completamente raggiunta nella Chiesa. Per questo, la situazione, da un punto di vista spirituale, è ancora di grande rischio. Le profezie di Fatima non si sono ancora tutte realizzate, e non sappiamo che cosa ci possa essere all’orizzonte.

Perché oggi uno dovrebbe andare a Fatima? Quali sono le ragioni per cui tu consiglieresti questo viaggio?

Per una sola ragione: fare un pellegrinaggio da credente. Molti, anche devoti, approfittano di un viaggio turistico, per vistare il Portogallo e vanno anche a Fatima. Perdono la bellezza e la grandissima opportunità di un’esperienza unica, e cioè recarsi in una località che fu visitata dagli Angeli e dalla Madonna in persona. Quel luogo è stato santificato dalla presenza reale della Vergine. I santi, le anime del purgatorio, tutte le persone che sono morte, si trovano nell’aldilà con il loro spirito, con la loro anima immortale. Quando appaiono, per farsi vedere a noi, assumono le sembianze che avevano in vita, tuttavia i loro veri corpi riposano nei cimiteri, in attesa della risurrezione. La Madonna, invece, è in cielo in anima e corpo. Nelle apparizioni si presenta con il suo vero corpo, che, pur essendo “corpo glorioso”, con doti a noi sconosciute, è vero corpo e lascia delle tracce dove passa e dove si ferma. A Fatima furono migliaia le persone che, assistendo alle apparizioni, videro e constatarono che, in quei momenti, si realizzava una presenza “percepibile” da tutti.

Nel 2000, tu hai pubblicato un libro dal titolo “Reportage da Fatima”. E ora ne hai scritto un secondo che si intitola “Fatima, una profezia lunga cent’anni”.

Sono due libri completamente diversi. Il primo era un reportage cioè un’inchiesta fatta da un giornalista in compagnia di un personaggio speciale, padre Josè Valinho, sacerdote salesiano nipote di suor Lucia. Egli era in continuo contatto con la zia, che viveva nel monastero di Coimbra, e lui aveva il permesso dal Vaticano di incontrarla due volte al mese. Con lui, potei visitare tutti i luoghi delle apparizioni e i luoghi dove vissero i tre veggenti. Padre Valinho mi raccontava che cosa era realmente accaduto in quel posto. E diceva, in continuazione, “mia zia mi ha detto che qui è accaduto…”. Tutto il suo racconto rispecchiava perfettamente ciò che la zia gli aveva riferito. Per certi particolari che non ricordava bene, io gli scrissi delle domande, lo accompagnai a Coimbra, ed egli andò a chiedere spiegazioni direttamente alla zia. Fu un compagno di viaggio straordinario, gentilissimo e preziosissimo. Quel libro continua ad essere molto apprezzato per merito di padre Valinho.

E in questo nuovo libro, che cosa racconti?

Racconto la storia di Fatima nella sua proiezione lungo il corso di un secolo. Fatima non è un fenomeno concluso nel tempo. È una vicenda viva, presente e che riguarda anche il futuro. In questo libro mi sono proposto soprattutto di tenere fissa l’attenzione sulla protagonista, che è la Madonna, cercando di rispondere ad alcune domande elementari: perché la Madonna, la Madre Dio, il 13 maggio 1917, ha varcato i confini tra cielo e terra per incontrare tre bambini portoghesi? Perché ha confidato a loro informazioni, raccomandazioni, consigli, desideri, da trasmettere a tutta l’umanità allo scopo di evitare tragedie immani, catastrofi devastanti? E, allargando il discorso, mi sono chiesto: perché la Madonna, da duemila anni, continua a viaggiare tra cielo e terra con queste preoccupazione? Padre René Laurentin, tra i più famosi teologi mariani del nostro tempo, mi ha detto che queste apparizioni sono i documenti incontestabili dell’amore della Madonna per i suoi figli, un amore immenso, infaticabile, incommensurabile, difficile per noi da immaginare, ma che è vero, concreto, tangibile, si potrebbe dire fisico.

(fonte: frammentidipace.it)

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