A sinistra di Lutero

Un libro per capire la Chiesa e la società in cui viviamo.

di Marco Tosatti (26-04-2017)

Si commemorano quest’anno, come certamente saprete, i 500 anni dagli eventi che portarono allo scisma di Occidente, e alla nascita delle numerose “Chiese” della “Riforma”. Lutero, naturalmente, è il personaggio principale di quella serie di accadimenti, insieme a Calvino e Zwingli. Ma non solo: e un bel libro dello storico Roberto de Mattei porta l’attenzione su tutto un mondo, spesso trascurato, di tutti quei movimenti e frammenti che pur facendo parte della galassia protestante si collocavano – e si collocano – in contrapposizione con le confessioni riformate “istituzionali”.

A sinistra di Lutero. Le sètte del Cinquecento, per i tipi della casa editrice Solfanelli, si intitola l’opera, che abbiamo apprezzato per diversi motivi. Il primo: perché pur nella sua mole non imponente (227 pagine) ci ha aiutati a colmare una lacuna conoscitiva, e farci capire quanto variegato e complesso fosse, e sia, quel mondo. E, secondariamente, per farci capire quanta violenza, troppo spesso taciuta o ignorata, si sia scatenata in seguito a quello scisma; e non solo per responsabilità dei cattolici, come certa vulgata nata dall’illuminismo vorrebbe far credere. Anche fra questi movimenti di “eletti” che spesso e volentieri si abbandonavano a violenze e saccheggi, praticavano poligamia e libero amore, e punivano spesso e volentieri con la decapitazione chi era contrario alle leggi delle “Nuove Gerusalemme” che nascevano nel Nord Europa.

Inoltre abbiamo trovato questa opera preziosa per un altro motivo. Perché cerca di mettere in luce i collegamenti fra antiche deviazioni dal cristianesimo mainstream, antiche di parecchi secoli, se non di più di un millennio, con i frutti minoritari della “Riforma”. E – passo ulteriore – come le basi teologiche, ideologiche e culturali di questo mondo magmatico e conflittuale si siano incanalate poi in una serie di modelli “moderni” di storia, quali la Massoneria, il relativismo principe delle nostre società attuali, la teosofia, i germi fondanti la rivoluzione francese, con qualche spruzzata di occultismo e – perché no? – di elogi per l’islam. Per quanto riguarda il cristianesimo, troviamo in questo bouquet, oltre all’usuale equiparazione fra il papa e l’anticristo, e la definizione di Roma come della nuova Babilonia, il concetto secondo cui sarebbe la misericordia, e non la verità, la fonte della fede; e l’idea che ci sembra sempre più condivisa, anche se in maniera non detta, omessa, un po’ strisciante, di un cristianesimo senza sovrannaturale, incentrato sull’immanenza.

In conclusione, un libro che ci aiuta a leggere anche i tempi e la Chiesa che stiamo vivendo.

(fonte: marcotosatti.com)

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