Divorziato per quasi 15 anni: “Sono tornato a casa dove l’amore incondizionato mi fa felice”

“Non sapete quanto bene potete fare semplicemente amando la vostra famiglia e Dio”. Doug Mainwaring spiega come l’amore di un uomo e una donna cristiani lo ha riportato a casa e nella Chiesa: “Vedevo che mio figlio desiderava una mamma e un papà che si amassero”. Ora, dopo anni vissuti nel peccato e persino nella sodomia, l’uomo spiega che con la forza del sacramento “si è capaci di superare insieme ogni difficoltà, onorando il coniuge e ricevendo l’aiuto diretto di Dio”.

di Benedetta Frigerio (26-03-2017)

Sposato per quasi dieci anni, divorziato per oltre dieci e da circa cinque di nuovo con sua moglie, Doug Mainwaring, ha spiegato al Wintherspoon Institute perché il matrimonio è un affare pubblico e come mai, nel bene e nel male, è contagioso. “Quando io e mia moglie eravamo ancora separati, nostro figlio minore, Chris, certe volte passava il fine settimana a casa con il suo amico delle scuole medie Ray (…) Chris amava davvero passere il tempo a casa di Ray e la ragione mi era chiara: amava la vita di quella famiglia”. Impressiona la lealtà di Mainwaring che ha chiarito di aver dovuto guardare il figlio negli occhi e ammettere che Chris “voleva una famiglia come la loro (…) con una mamma e un papà che si amavano chiaramente” e “sapevo che questo era quello di cui avevo privato Chris e suo fratello”. E’ proprio la testimonianza di questa coppia che Mainwaring incontra durante le attività sportive o scolastiche del figlio che “mi ha fatto inizialmente pensare se avessi fatto un errore enorme a divorziare da mia moglie e a spezzare la mia famiglia”. Finché, con il susseguirsi della frequentazione del figlio, “mi convincevo sempre più del mio grave errore”. Infine, “capii che non avevo altra scelta se non quella di trovare un modo per riunire la mia famiglia”.

Doug Mainwaring

Quello che colpì l’uomo è che, “benché allora non credessi”, vedeva che “l’amore e la fedeltà” di quella coppia “traboccava a cascata nella mia vita tramite quella di mio figlio”, finché gli sembrò “che questo fosse il modo buono di Dio di farmi vedere che avevo sbagliato”. Tanto che, grazie a loro, “non solo io e mia moglie siamo insieme da quasi sei anni, ma sono ritornato alla Comunione con la Chiesa dopo circa vent’anni di lontananza”. Parlando a tutti gli sposi, che magari per il mondo non valgono quanto i manager gli attori e le veline, Mainwaring ha spiegato invece l’enorme potere che ha un matrimonio sulla società: “Probabilmente non avete idea dell’enorme bene che fate prendendovi cura del vostro matrimonio, del vostro coniuge e della vostra famiglia e semplicemente vivendo la vostra vita come cristiani fedeli. Il vostro rapporto personale e impegno con Cristo si riverbera tutt’intorno a voi, inviando onde che influenzano la vita degli altri in modi nascosti e inaspettati”. Per questo, ha continuato, “non c’è mai un buon motivo per non rispettare la dignità del coniuge davanti ai bambini, agli amici e alla famiglia o nelle conversazioni private con il coniuge, ma anche nella vostra mente (…) sminuire, fare spallucce che raffreddano, insultare, abbattere o ledere la dignità dello sposo in ogni caso è sempre distruttivo. Anche l’umorismo negativo è tutt’altro che innocuo” perché “tutto questo manifesta la mancanza di amore incondizionato”.

Eppure, spiega Mainwaring, la sua lontananza da casa era dovuta a molti problemi, fra cui le sue attrazioni per persone dello stesso sesso, che sperimentò solo dopo il divorzio, credendo all’inizio di essere finalmente libero. Ma poi riscoprendo che la felicità era altro. E sebbene “nel mio matrimonio abbiamo avuto a che fare con la mia attrazione per persone dello stesso sesso, con storie familiari di comportamenti compulsivi, di difficoltà finanziarie e di problemi di salute e altro” (le stesse cose che “ci portarono al divorzio”) alla fine “l’amore ha lentamente e costantemente trionfato sull’animosità e l’isolamento”. Come ha fatto a tornare indietro dopo oltre dieci anni? “Non ho risposte semplici – sottolinea l’uomo – ma penso che il primo passo sia questo: devi scegliere di riconoscer l’importanza e l’irrevocabilità del tuo rapporto sponsale, riconoscere la dignità del tuo sposo” e farlo “sempre, nonostante tutto, pentendoti quando è necessario”.

Così dalla riconciliazione in poi Mainwaring e la moglie hanno “continuato ad affrontare piccole e grandi sfide, una dopo l’altra. Invece che permettere a queste di abbatterti o alla relazione di franare” o di dire: “Questo è troppo difficile per me”. Sempre nel tempo l’uomo ha compreso che ciò che accadde il giorno del matrimonio era che da “due siamo diventati uno, un’entità interamente nuova venne ad essere nell’universo. Non una creazione metaforica, ma una realtà”. E so che “quando il mio tempo su questa terra sarà finito, il mio matrimonio sarà il singolo e più importante contributo che abbia mai dato”. Infatti, si è in due a combattere, anzi in tre, visto che “l’amore di mia moglie per me, soprattutto nei momenti più bui, è stato un conduttore diretto dell’amore di Dio. E maggiori sono le sfide personali che ho affrontato, più lei mi ha onorato con dignità e rispetto (…) è un riflesso dell’amore di Dio”. Quindi “il mio matrimonio è più importante di ogni riserva affrontata: “Sono infelice. E quindi? Sono attratto da persone dello stesso sesso. E quindi? Sono dispiaciuto. E quindi? Abbiamo difficoltà economiche. E quindi? Siamo diventati incompatibili. E quindi? Siamo diventati vecchi e siamo ingrassati. E quindi? Il mio sposo ha assunto cattive abitudini. E quindi?”. Soprattutto “ho incontrato qualcuno che mi piace di più. E allora?”. Qui la risposta dell’uomo: “Posso sopportarlo e lo faccio con piacere. Possiamo affrontare e superare i problemi. Abbiamo navigato le acque difficili sempre insieme (…) invece che preoccuparsi o sognare su qualcosa che sarebbe potuto andare meglio, realizza che non esiste migliore opzione, perché non esiste una missione più grande e importante di questa”.

Anche perché “se non fosse stato per le difficoltà non penso che tra me e mia moglie l’amore incondizionato e la dignità avrebbero mai avuto alcuna possibilità di mettere radici e di crescere”. Sono quindi la famiglia e il matrimonio cristiano a dimostrare che “la Chiesa è veramente un ospedale da campo, perché la chiesa domestica è in prima linea… dove le ferite vecchie e nuove possono presentarsi. Se vogliono i coniugi possono servire come medici. I migliori medici”. Per questo Mainwaring ha dichiarato tempo fa che “il matrimonio omosessuale è un grande colpo di Stato del diavolo che si fa beffe della relazione di Cristo con la sua Sposa, la Chiesa. Questa è la ragione della furia scagliata su quanti parlano contro il matrimonio omosessuale”. E per questo onorarsi fra marito e moglie per sempre, in ogni avversità, è la “mia grande missione”. L’unica che proprio grazie ai sacrifici rende i legami una potenza d’amore e quindi i coniugi e il mondo felici.

(fonte: lanuovabq.it)

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