Fatima, un caso ancora aperto

Verremo mai a capo del mistero nel mistero del terzo segreto di Fatima?

di Marco Tosatti (13-02-2017)

Fatima continua a far parlare di sé, e certamente continuerà ancora anche in futuro. Di sé, e della Chiesa; perché se lo “svelamento” del giugno 2000, con la visione del martirio di un Pontefice, di molti vescovi, sacerdoti e fedeli ha colmato le aspettative apocalittiche sul misterioso Terzo Segreto alimentate nel corso dei decenni, e culminate con la “versione diplomatica” dell’epoca di Giovanni XXIII, e con le parole di Giovanni Paolo II a Fulda, riportate dal giornale tedesco La voce della Fede, la parte del segreto che avrebbe toccato la vita interna della Chiesa, e la fede, non è mai apparsa.

Eppure molti, in passato, anche fra coloro che hanno avuto accesso in maniera diretta o indiretta alla veggente, Suor Lucia, e alle sue memorie, ne hanno accennato. Oggi su La Nuova Bussola Quotidiana pubblico un articolo che riguarda la più recente fiammata di indiscrezioni e di polemica sulla parte presunta e mai rivelata delle profezie di un secolo fa. Riguarda l’allora cardinale Ratzinger, un suo caro amico e professore di teologia, Ingo Dollinger, e una cronista statunitense, Maike Hickson, di fronte a cui i mastini appaiono barboncini con i fiocchetti, in fatto di tenacia. Sembra che Ratzinger avesse confidato nel 2000 a un amico che non tutto era stato reso pubblico. La notizia provocò una smentita della Santa Sede (e che altro avrebbero potuto fare), ma ora ci sono nuove testimonianze a favore della confidenza…

In realtà, e questa è l’opinione che esprimevo ne Il Segreto non svelato, qualche anno fa, e che sta per essere ripubblicato con ChoraBooks, in una versione riveduta e aggiornata, alla base di tutto questo c’è la sostanziale diffidenza degli uomini di Chiesa per le rivelazioni private, fatte salve, naturalmente alcune figure, come Pio XII o Giovanni Paolo II. E proprio rispetto al Terzo Segreto mi ricordo cosa mi disse il segretario di Giovanni Paolo II, l’adesso cardinale Stanislao Dziwisz. In buona sostanza, che il problema era sapere che cosa era della Madonna, e che cosa era di Suor Lucia. Proprio l’incertezza dell’attribuzione può aver reso le mani dei responsabili di Chiesa molto libere nella gestione dei documenti.

Così mi azzardo a dire che se una parte della profezia avesse riguardato, per esempio, un vertice della Chiesa “infiltrato” dal nemico, e una Chiesa in deriva di apostasia, ritengo che i responsabili nei Sacri Palazzi avrebbero preferito lasciar cadere tutto nel cestino. Anche se le testimonianze, e le indagini compiute in decenni da appassionati e detectives religiosi concordano nell’indicare che al testo mancano quelle 24 righe che il vescovo di Fatima-Leira, Venancio, sbirciò in controluce nella busta indirizzata a Roma.

Il prossimo 13 maggio si compiranno cento anni dalla prima apparizione. Mi sbaglierò, ma credo che da qui ad allora potrebbero emergere alcune novità, anche clamorose.

(fonte: marcotosatti.com)

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