La risposta di Dio

Di fronte al male, spesso Dio viene accusato di “silenzio”. In realtà, Egli ha parlato chiaramente e una volta per tutte, ma la sua risposta non è altrettanto spesso rifiutata.

di Riccardo Zenobi (04-02-2017)

Si fa un gran parlare del “silenzio” di Dio di fronte al male, di fronte ai massacri, alle guerre, alle catastrofi naturali. Ci si chiede “perché Dio non interviene?” o, nella versione più intellettuale, “perché Dio non ci spiega il problema del male nel mondo?”. Esiste addirittura una corrente di filosofia religiosa (chiamarla teologia è fuorviante) che investiga sul “silenzio di Dio”, con l’unico risultato di far parlare l’intellettuale di turno al posto del Signore.

85cf440805075dd64f84e971850f0851Anche qui, come in ogni campo, tutto sta nel porre bene la domanda prima di tentare una qualsiasi indagine. Al di là del primo impatto emotivo che viene suscitato dalle tragedie che abbiamo intorno, cosa significa “silenzio di Dio”? Cosa immaginiamo quando ci aspettiamo che Dio parli? La vera domanda è questa, perché è appunto ciò che noi immaginiamo che influenza la risposta che cerchiamo; e da qui capiamo che discutere di “silenzio” di Dio di fronte al male è vuota retorica. In realtà Dio parla sempre con la Sua presenza, la quale sostiene nell’esistenza tutte le cose, e con la Grazia che dona a chiunque Lo cerca con cuore sincero. Il problema vero e proprio è che la Sua risposta spesse volte non ci interessa, o meglio non ci piace, perché vogliamo che ci dia la risposta precostituita che ci siamo immaginati fin dall’inizio – in pratica, che ci confermi nel nostro rifiuto.

La risposta è la Croce

Finché si continua a pensare Dio come un tizio che “deve risolvere i nostri problemi sennò non è buono” siamo fuori dalla Fede cristiana: questo è tentare Dio, non abbandonarsi fiduciosamente a Lui. Non è Dio che è in silenzio, è che a noi non piace la Sua risposta: la Croce. Sì, perché la maggior parte del male che ci affligge deriva dalla nostra non conversione a Dio e alla Sua Parola. Il male morale è la conseguenza del cattivo uso della libertà umana, e le azioni che facciamo possono avere ripercussioni per i secoli a venire. E il male che compiamo ha delle conseguenze che si accumulano nel corso della storia. E vorremmo dare a Dio la colpa delle nostre azioni? Potremmo anche chiederGli “perché hai permesso tanto male morale nel mondo?”, ma la risposta sarebbe solo “perché se non l’avessi fatto avrei limitato la libertà umana”. Alla fine, la domanda dell’ateo nei fratelli Karamazov ha questa risposta, e non altre. Un bambino che soffre (è l’esempio presente nel romanzo) per qual motivo prova dolore? Per le conseguenze dell’abbandono, delle scelte dei genitori, etc. Ma sempre per causa della libertà umana di chi ha dintorno; e quindi non si può rispondere a tale interrogativo dicendo “Dio non doveva permetterlo”, perché equivale a dire “doveva mettere un limite alla libertà umana”. Ognuno tragga le conseguenze di tale asserzione.

ca40bd84b6251f0fb4496575c746d573Inutile girarci intorno: il male morale nel mondo è colpa solo delle nostre scelte, e dell’eredità lasciataci dalle scelte (sbagliate) di persone vissute secoli prima di noi. L’unico modo per redimere il mondo da tale male è convertirsi, con tutto il cuore, a Colui che prese su di sé il male fino alla morte, ed alla morte di croce, e che sconfisse la morte con la Resurrezione. Questa è la risposta cristiana. Può essere rifiutata, certamente, ma in nome di cosa? In nome del fatto che non ci piace, in definitiva; è troppo impegnativo assumersi le proprie colpe, le conseguenze delle proprie scelte e addirittura scontare le conseguenze di coloro che ci hanno preceduto, gettandoci in una situazione che non abbiamo scelto noi. Ma anche il male fisico ci rammenta che accadono cose non in nostro potere, e quindi ci dà un motivo in più per smetterla, una volta per tutte, con la pretesa che l’uomo si possa redimere da solo, in nome di un “progresso” che farà sparire il male dal mondo, mettendo tutto sotto il controllo dell’uomo. Questa sì che è una illusione, una vacuità assurda; e infatti non è la risposta cristiana, ma quella degli atei – segretamente invidiata da tutti coloro che seguono la filosofia religiosa del “silenzio di Dio”.

La Croce sconfigge il male

Riportiamo quanto scritto da Aldo Maria Valli nel suo sito: «In realtà, dottrina e tradizione ci dicono che, per un credente, la risposta c’è. Dio non ha creato il male e la sofferenza, che sono conseguenze del peccato. Ecco la risposta, sconvolgente per la mentalità secolarizzata, ma inequivocabile per la Chiesa: il peccato. Un peccato al quale Dio, però, non ci abbandona come a una condanna inevitabile. Il Padre, infatti, manda suo Figlio ad assumere su di sé tutti i peccati, per sconfiggere la morte. Un’altra risposta sconvolgente, anzi scandalosa, per la mentalità secolarizzata. Ma altrettanto inequivocabile».

4d1bac2df7192d36f98194576c940609Non si potrebbe essere più chiari di così. La risposta al problema del male, Dio l’ha data donando il Suo Figlio unigenito, in espiazione per il peccato dell’uomo e del mondo. Cosa dobbiamo fare dunque? Aderire alla Croce di Cristo, portando con noi la nostra croce personale, rispondendo al male con il bene, esattamente come Cristo insegnò con la Sua vita e la Sua Passione, morte e resurrezione.

Se lasciato a sé stesso, l’uomo risponde al male con il male, e così il male si aggrava. Ma se segue l’esempio di Dio (“siate santi, come Io sono Santo”) può interrompere la spirale dell’odio che alimenta la crescita del male.

Altro che “silenzio” di Dio! Più chiaro di così c’è solo la nostra volontà perversa di non voler ascoltare la voce di Dio – ed è questo un ulteriore peccato che commettiamo, e che aggrava il male.

(fonte: campariedemaistre.com)

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