Tre tentazioni per la Chiesa: FAO, empirista ed esegeta

Questa sfida lanciata a Dio e alla Sua bontà può assumere diverse forme, le più classiche delle quali sono le tentazioni con cui Satana cerca di piegare a sé Gesù nel deserto.

di Riccardo Zenobi (27-01-2017)

Per comprendere questo post è necessario partire dalla definizione data dal Catechismo dell’azione di tentare Dio:

2119. L’azione di tentare Dio consiste nel mettere alla prova, con parole o atti, la sua bontà e la sua onnipotenza. È così che Satana voleva ottenere da Gesù che si buttasse giù dal Tempio obbligando Dio, in tal modo, ad intervenire. Gesù gli oppone la parola di Dio: «Non tenterai il Signore Dio tuo» (Dt 6, 16). La sfida implicita in simile tentazione di Dio ferisce il rispetto e la fiducia che dobbiamo al nostro Creatore e Signore. In essa si cela sempre un dubbio riguardo al suo amore, alla sua provvidenza e alla sua potenza.

Come si può vedere, questa sfida lanciata a Dio e alla Sua bontà può assumere diverse forme, le più classiche delle quali sono le tentazioni con cui Satana cerca di piegare a sé Gesù nel deserto; e quello che accadde a Cristo può avvenire per il Suo corpo mistico che è la Chiesa (intesa come insieme dei battezzati, gerarchie incluse), anche se con forme diverse e adattate ai tempi. Esporrò quindi le tre tentazioni indicate nel titolo, alle quali certi uomini di Chiesa stanno apertamente cedendo, cercando di piegare Cristo e il Suo corpo mistico al mondo, ossia di tradire Cristo adorando Beliar.

fao1La prima tentazione elencata è la “FAO”, ossia la filantropia, il ridurre la Chiesa ad una ONLUS di assistenza alle categorie che di volta in volta la moda indica come “svantaggiati”, “emarginati”, “poveri”, etc. Ora, lasciando da parte gli acattolici, quanti sono i fedeli che ritengono la Chiesa una semplice organizzazione internazionale con sede a Roma, il cui scopo è di “lottare contro la povertà, la corruzione, la disuguaglianza sociale”? Ognuno può rispondere a tale domanda con la propria esperienza e confrontandosi con i propri contatti. Viene solo da dire che questa tentazione è diventata estremamente insistente nell’ultimo secolo, da quando la povertà è stata strumentalizzata dai (catto)comunisti, assumendo una condizione ambivalente: da una parte, il povero è l’oppresso ingiustamente etc.; dall’altra parte la ricchezza viene vista come una colpa, un “furto” ai danni di chi ha meno risorse etc. Quindi i poveri sono oppressi dai ricchi, ma non si sognino di migliorare il proprio status: passerebbero dalla parte dell’oppressore. Ma a parte queste contraddizioni palesi (chi parla per slogan non ha bisogno di coerenza), teniamo conto del fatto che le risorse non sono costanti, ma evidentemente in crescita, per una semplice ragione: la popolazione oggi è di 7 miliardi di persone, mentre a metà ottocento era di 1 miliardo, ma il tenore di vita medio è molto aumentato dal 1850 ad oggi – se le risorse fossero rimaste costanti, dovremmo essere in media 7 volte più poveri, cosa che empiricamente non consta. Tutta la retorica dei cattocomunisti e dei vari radical chic non ha alcun valore. Eppure la Chiesa viene tentata, attraverso personaggi eminenti della Sua gerarchia, di smettere di testimoniare il Vangelo della vita in favore del “fiat panis” (guarda caso è proprio lo slogan della FAO).

e2451b4e7d72755850fc30ac2ce330d6La seconda tentazione è l’“empirismo”, ossia volere che Dio si metta a parlare il nostro linguaggio moderno e acristiano, il quale vuole che Dio manifesti con epifanie la Sua volontà. Che ci sia stato un cambiamento nel linguaggio con il quale si parla di Dio, è evidente a chiunque non sia stato su Marte negli ultimi 60 anni. La forma mentale media dell’uomo moderno lo rende del tutto incapace di ragionare, di trarre le conseguenze da certe premesse, da verità sensibili e di ragione; ciò può assumere la forma dell’incapacità di vagliare ciò che viene riferito. Prendete il caso delle fake news: finché erano i media mainstream a propinarle, non c’era problema per nessuno (a parte coloro che venivano gabbati senza accorgersene); quando si è visto che alcuni gruppi di persone ha smesso di credere a ciò che veniva loro inculcato dalle fonti ufficiali, si è sollevato il problema del poco “senso critico” dell’utente medio di internet, giornali, televisione. Questa forma mentis all’interno della Chiesa è diventata deleteria per la teologia, che oggi è diventata quasi una sorta di vetrina a chi la spara più grossa, perché – si sostiene – “dove Dio non parla apertamente di qualcosa, può partire il discorso” del teologastro di turno, che ci svende le sue opinioni come verità in supposte. È questo un modo di tentare Dio, perché si vuole che parli con il nostro linguaggio del tutto inadatto a qualunque discorso teologico, e quindi si vorrebbe che si manifesti attraverso epifanie e manifestazioni clamorose per “segnalare” la Sua volontà sull’ultima moda intellettuale. È questo l’equivalente della seconda tentazione di Cristo narrata nel Vangelo di Matteo: «Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo».

Questo testo introduce alla versione intellettuale di tale tentazione, che è quella dell’“esegeta”, la quale si riassume nel temperare la Parola di Dio in modo da stravolgerne il significato con giri di parole, termini capziosi e ambigui, prolisse elucubrazioni etc. che fanno perdere di vista il senso ovvio della Scrittura. Qui gli esempi sono a iosa, e non c’è bisogno di insisterci sopra.

Queste tre tentazioni non sono altro che le maschere assunte attualmente dalla tentazione suprema, quella di adorare il mondo e il principe di questo mondo, cioè Satana, in luogo di Dio. Ecco quindi che il cerchio si chiude: ognuno valuti quanto ho esposto, e si chieda se oggi sono tentazioni che vengono dall’esterno della Chiesa o anche dal suo interno. La risposta è ovvia, e può arrivarci anche un empirista.

(fonte: campariedemaistre.com)

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