L’angelico San Tommaso d’Aquino

Tommaso era destinato a essere il dottore angelico, come lo definirono i suoi contemporanei, per la sua fede e per la sua eccelsa teologia. San Pio V lo dichiarò Dottore della Chiesa l’11 settembre 1567 con la bolla Mirabilis Deus per i suoi meriti teologici che segnarono un punto di svolta nella filosofia cristiana e nell’indagine metafisica su Dio.

di Alfredo Incollingo (28-01-2017)

Sant’Alberto Magno lo definì un bue muto che muggirà così forte da far tremare il mondo. Non era una presa in giro, ma la constatazione dello spessore intellettuale di quel suo allievo così mite e silenzioso. Quel ragazzo schivo, piccolo nel temperamento, si erse possente per spirito e per intelligenza. Si chiamava Tommaso, proveniva da Aquino, nei pressi di Frosinone, nel Lazio, ed era il figlio di un conte. La sua famiglia mal tollerò la sua scelta di entrare nell’ordine dei domenicani perché ciò comportava la rinuncia alla ricchezza e al potere: una vita inadeguata per il rampollo di un nobile casato. Lo avrebbero destinato all’abbazia di Montecassino, regalandogli di fatto la carica di abate, se avesse deciso di mantenere i voti.

Lapoteosi di San Tommaso dAquino Andrea di Bonaiuto,  Cappellone degli Spagnoli)
L’apoteosi di San Tommaso d’Aquino (Andrea di Bonaiuto, Cappellone degli Spagnoli).

Questo destino era invece confacente a un nobile di alto rango. Tommaso rifiutò le lusinghe dei genitori e dei fratelli e sfuggì un’occasione di peccato, quando con l’aiuto di Dio riuscì a vincere il corteggiamento di una prostituta. I fratelli avevano organizzato questo inganno per rompere il voto di castità e per riportarlo alla vita laica. Tommaso era destinato a essere il dottore angelico, come lo definirono i suoi contemporanei, per la sua fede e per la sua eccelsa teologia. San Pio V lo dichiarò Dottore della Chiesa Cattolica l’11 settembre 1567 con la bolla Mirabilis Deus per i suoi meriti teologici che segnarono un punto di svolta nella filosofia cristiana e nell’indagine metafisica su Dio.

Nonostante i secoli e le rivoluzioni il pensiero tomista rimase un solido fondamento per la fede cattolica, come Pio XI affermò il 29 giugno 1923 nell’enciclica Studium Ducem. Il giudizio del pontefice, che fu ribadito anche da papi precedenti, è tuttora valido: la teologia tomista è quella positiva e si contrappone alla negativa dei nostri tempi. San Tommaso d’Aquino, degno allievo di Sant’Alberto Magno, è il pilastro centrale della metafisica medievale e scolastica. Aristotele divenne cristiano con l’Aquinate, così come Cristo divenne romano con San Pietro! L’incontro tra la filosofia cristiana e quella greca fu una rivoluzione nella teologia e nella comprensione scientifica della natura.

L’uomo tomista è la creatura a immagine e somiglianza di Dio, come la stessa Genesi insegna, e ha piena dignità nel momento in cui adempie al volere divino, ma la perde quando vi contravviene. Sant’Agostino aveva scritto che ogni essere umano ha nell’anima la presenza, una traccia di Dio, ma Questi si rivela alla creatura con la Grazia. La ragione è limitata nella comprensione del Signore, infatti è Lui che chiama a Sé il fedele. San Tommaso al contrario riteneva possibile non la conoscenza di Dio, ma la dimostrazione razionale della Sua esistenza, la cui certezza è data per fede. La ragione tomista può aiutare l’uomo nell’aderire all’Ente con la logica, ma è il primo gradino per avvicinarsi a Dio.

Nella Divina Commedia, Dante Alighieri si dimostra un tomista di ferro ed è l’esempio perfetto per spiegare la gnoseologia tomista. Nell’Inferno e nel Purgatorio il Sommo Poeta utilizza la facoltà razionale per salire la scala verso Dio. Dopo aver compreso la sua esistenza logica si può perdersi in Lui solo con la contemplazione, con la mistica. Beatrice è la Teologia, la conoscenza sacra e metafisica superiore alla scienza fisica. Nel Paradiso avviene questo passo in avanti, quando Dante arriva nella Rosa dei Beati e contempla Dio nella Sua Gloria. San Tommaso, con le sue celebri cinque vie (che sarebbe ridondante descrivere), ha posto le basi per l’adesione volontaria con la divinità: la ragione trova la giusta collocazione nella ricerca teologica che si conclude con la Teologia pura, quando ci troviamo di fronte a Lui. E la Grazia? Dio non si nasconde né lascia all’uomo il fardello di cercarLo.

La Grazia divina accompagna l’uomo in questo processo gnoseologico e lo aiuta nel cammino di perfezionamento morale e di fede. Come avviene nella celeberrima Divina Commedia. Benedetto XVI così affermava a riguardo: “[…] la Grazia divina non annulla, ma suppone e perfeziona la natura umana. Quest’ultima, infatti, anche dopo il peccato, non è completamente corrotta, ma ferita e indebolita. La Grazia, elargita da Dio e comunicata attraverso il Mistero del Verbo incarnato, è un dono assolutamente gratuito con cui la natura viene guarita, potenziata e aiutata a perseguire il desiderio innato nel cuore di ogni uomo e di ogni donna: la felicità. Tutte le facoltà dell’essere umano vengono purificate, trasformate ed elevate dalla Grazia divina” (Udienza Generale, 16 giugno 2010).

Concludiamo con una citazione di papa Leone XIII nell’Aeterni Patris del 4 agosto 1879, un’esortazione a perseverare nella verità tomista: “Per il resto, i maestri scelti da Voi con saggio discernimento cerchino di far penetrare negli animi dei discepoli la dottrina di San Tommaso d’Aquino, e mettano in luce lo spessore e l’eccellenza di essa a preferenza di tutte le altre. Le Accademie da Voi fondate o che si fonderanno la illustrino e la difendano, e se ne valgano per confutare gli errori correnti. Affinché poi non si abbia ad attingere la dottrina supposta invece della genuina, né la corrotta invece della pura, fate in modo che la sapienza di San Tommaso sia prelevata dalle sue proprie fonti, o per lo meno da quei rivi che, usciti dallo stesso fonte, scorrono ancora puri e limpidissimi, secondo il sicuro e concorde giudizio dei dotti. Da quei ruscelli, poi, che pur si dicono sgorgati di là, ma di fatto crebbero da acque estranee e per niente salubri, procurate di tener lontani gli animi dei giovani”.

(fonte: campariedemaistre.com)

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