Sinodo sui giovani, la santità non è contemplata

L’Instrumentum laboris del prossimo sinodo dedicato alla gioventù cristiana ha, secondo il vaticanista Marco Tosatti, tre grosse “pecche”, una più grave dell’altra.

di Marco Tosatti (13-01-2017)

Oggi è stato reso pubblico il documento preparatorio del Sinodo dei Vescovi, la XV assemblea generale ordinaria, che avrà come tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. È uno svelto volumetto di circa 70 pagine, che alla fine contiene un questionario suddiviso per continenti e destinato alle varie conferenze episcopali.

sinodo1L’abbiamo letto, e ci hanno colpito alcune caratteristiche.

1) La santità è un optional?

La prima. In tutte le settanta pagine non si fa riferimento alla santità, come un modello da proporre, un obiettivo da raggiungere, qualche cosa per cui spendersi e lottare. L’unica volta che questo termine è citato, è a pagina 50, quando si dice: “La Chiesa stessa è chiamata a imparare dai giovani: ne danno una testimonianza luminosa tanti giovani santi che continuano a essere fonte di ispirazione per tutti”. E così, anche quando il documento parla di figure di riferimento sono descritte come “vicine, credibili, coerenti e oneste”; oppure “credenti autorevoli, con una chiara identità umana, una solida appartenenza ecclesiale, una visibile qualità spirituale, una vigorosa passione educativa e una profonda capacità di discernimento”.

Insomma, la santità non sembra interessare né come obiettivo né come caratteristica necessaria per ispirare i giovani.

2) L’attivismo sociale sostituisce l’ascesi?

Seconda notazione: bisogna stare attenti perché “occorre verificare quanto le scelte siano dettate dalla ricerca della propria autorealizzazione narcisistica e quanto invece includano al propria disponibilità a vivere la propria esistenza nel generoso dono di sé”. Perciò il contatto con povertà vulnerabilità e bisogno hanno grande importanza per capire se una vocazione è buona o no; e i poveri tornano più volte nel documento: Mentre a preghiera e adorazione vengono dedicate una decina di righe alla fine. L’impressione è che l’orizzonte del documento sia molto orientato in direzione orizzontale, sul sociale e le opere buone. Quanto questo possa risultare appetibile resta da vedere.

3) Si possono ignorare 2013 anni di cattolicesimo?

La terza, ed ultima notazione: il documento non contiene altre citazioni, e richiami di documenti, che non siano del Pontefice regnante (compreso – poteva mancare – l’ammonizione contro le “rigidità”. Dei Pontefici precedenti, compreso quello che ha inventato le Giornate della Gioventù, ed è stato fonte di moltissime vocazioni, niente. La Chiesa evidentemente per gli estensori del documento è incominciata il 13 marzo del 2013.

(Fonte: marcotosatti.com)

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