Libertà religiosa a rischio, ma stavolta è la California

In un duro editoriale pubblicato sul sito della diocesi il prelato della diocesi più grande degli States denuncia le politiche anti vita e anti famiglia del governo di Obama e dello stato della West Coast: “Aborto all’ultima settimana di gravidanza, obiezione di coscienza, educazione gender: la libertà religiosa è in pericolo”.

di Andrea Zambrano (21-07-2016)

Da Hotel California a Californication, il cliché della West Coast bella e maledetta è ormai un classico per tutte le età. Ma adesso ci si mettono anche le politiche anti vita e anti famiglia dello stato. La denuncia arriva direttamente dal arcivescovo di Los Angeles mons. Josè Gomez che in un comunicato pubblicato sul sito della diocesi ha denunciato “il modello inquietante di politica che impone leggi che violano la libertà religiosa e di coscienza, essenziali per la democrazia e la società”.

AbpGomezGomez, nel suo editoriale chiamato Nuove sfide per la vita e la libertà rilanciato da Aci Prensa ha denunciato come l’attuale governo degli Stati Uniti, ma anche lo Stato federale impongano “politiche che vanno a detrimento della libertà religiosa”.

E ha fatto un lungo elenco dei mali che funestano la California. A cominciare dalla nuova legge sull’eutanasia che viene finanziata con 1 milione di dollari dai contribuenti americani. Ma anche il nuovo mandato federale a imporre nelle scuole l’identità di genere, a cominciare dai piani scolastici per finire con la vexata quaestio dei bagni transgender che ha coinvolto anche il presidente Obama in una surreale polemica.

Il prelato di origini messicane, che guida la diocesi più grande e più multicult degli States ha detto che le leggi californiane stanno obbligando i collegi confessionali a non insegnare nulla a favore del matrimonio naturale e della persona umana. Sotto accusa la nuova causa intentata dall’American Civil Liberties Union che “vuole obbligare i vescovi degli Stati Uniti a praticare il controllo delle nascite e l’aborto a donne e bambini rifugiati che ci sono affidati”.

Il lungo elenco di doglianze di Gomez prosegue con la legge statale all’avanguardia: “l’aborto consentito nell’ultima settimana di gravidanza”, una possibilità che sta studiando anche lo stato di New York e che presto potrebbe diventare realtà anche sulla sponda East. Alla fine di giugno il governo di Obama ha appoggiato la proposta del governo californiano di rifiutare l’appoggio alla legge Weldon, che disciplina da tempo in California l’obiezione di coscienza per i medici che non vogliono praticare aborti”.

A questo si aggiunge l’intenzione, riportata dalla National Review, dello Stato di californiano di introdurre come materia obbligatoria la “storia dei movimenti di liberazione Lgbt”. Ce n’è abbastanza per far gridare al prelato americano che i “governanti vogliono imporre una forma di società che sviluppi una ostilità alla religione e ai valori tradizionali della famiglia e della comunità”.

Con una frequenza ogni volte maggiore – ha proseguito – vediamo che si sta utilizzando la forza bruta della legge e delle politiche pubbliche per imporre un punto di vista particolare e che soprattutto neghi i diritti di chi non è d’accordo perché portatore di un’altra visione della vita”.

Gomez punta il dito contro “le elites culturali e del governo che si stanno muovendo come una nuova religione che si sta imponendo su quella ortodossa. Una religione falsa dove si incontra un falso umanesimo, che è un pericoloso mix di credenze su che cosa significa l’essere umano e su che cosa deve fare per essere felice”.

Che fare? Secondo Gomez “dobbiamo contrastare questa pericolosa china compromettendoci come cattolici con la preghiera e la compassione, ma ribadendo con forza e saggezza la verità come fecero gli apostoli. Dobbiamo difendere la libertà di servire Dio e seguire una visione armonica della dignità umana e della felicità che ci ha consegnato Gesù Cristo”. 

FONTE: lanuovabq.it

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