Tutto quello che di Bud Spencer non vi hanno mai detto

Che Bud Spencer, al secolo Carlo Perdersoli, fosse considerato da un certo ambiente anti cattolico un attore di serie B è cosa nota. Nonostante i suoi film in coppia con Terence Hill abbiano avuto successo in tutto il mondo. Da diverse sue interviste, emerge un uomo profondamente cattolico, ma questo ai grandi quotidiani interesse poco o nulla.

di Elisabetta Broli (29-06-2016)

È morto Bud Spencer. Era cattolico e per lui la fede era un dogma, e il suo matrimonio è durato 49 anni, cioè fino a ieri. Come ha dichiarato l’attore, «Maria è un carro armato! Complementari e sempre affiatati non abbiamo mai litigato in modo serio in vita nostra». Ecco cosa si sono dimenticati di dire i due grandi quotidiani italiani, il Corriere della Sera e Repubblica.

Bud Spencer e Terence Hill, la coppia d'oro del cinema italiano.
Bud Spencer e Terence Hill, la coppia d’oro del cinema italiano.

Inutile perdere tempo a sottolineare che sono i (comunque letti) quotidiani laici che portano avanti le teorie gender, la stepchild adoption ecc. ecc. E anche sulla morte di Bud Spencer hanno fatto la loro parte. Che Bud Spencer fosse considerato da un certo ambiente di sinistra e anti cattolico un attore di serie B è cosa nota. E questo nonostante i suoi film in coppia con Terence Hill abbiano avuto successo in tutto il mondo: della sua morte ne stanno parlando, infatti, i media on line dei più significativi Paesi, BBC NEWS US & Canada, l’Huffington Post francese. Il Time, che dopo il trionfo di Roberto Benigni con La vita è bella aveva pubblicato una classifica degli attori italiani più famosi del mondo, al primo posto aveva messo proprio Bud Spencer.

Il Time ha scritto: “The news of his death prompted a flood of online reactions“, in poche parole: la notizia della sua morte ha invaso come una inondazione, una marea il mondo online. E i nostri quotidianoni che fanno? Scrivono dei “coccodrilli” – in gergo sono gli articoli su chi è morto – dove elencano i titoli dei suoi film di successo, spiegano che era alto un metro e novantadue e aveva il brevetto da pilota. Ah, no, anche che aveva il 47 di piede. Tutto qua? Da varie interviste rilasciate da Bud Spencer negli ultimi anni: «La morte non mi fa paura, da cattolico provo curiosità, piuttosto». «La vita non è nelle nostre mani, prima o poi ci presenteremo di fronte al Padreterno». «Nella mia vecchiaia avanzata ho bisogno della religione più che mai. Ho bisogno della fede. Credo in Dio, è ciò che mi salva. E prego». «Chiede il giornalista: come immagini il tuo ultimo pasto prima della morte e con chi lo condivideresti? Risposta di Bud Spencer: spaghetti. Con Gesù Cristo».

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L’autobiografia di Bud Spencer

Anche sul suo libro Mangio ergo sum (2014 – Edizioni Npe) molti media hanno glissato sulle fede di Bud Spencer. Titolo della mini recensione di Repubblica: “Bud Spencer: pasta e fagioli e altre ricette per filosofi”. È un libro in cui l’attore si confessa anche, con il suo essere cattolico, su temi intimi: il suo rapporto con la religione, con la fine della vita, l’aldilà (e ammette di non essere stato proprio un santo in vita sua). In Germania, giusto per fare un esempio, ha avuto un ottimo successo, in Italia la critica l’ha snobbato.

Quello della fede era un tema ricorrente nei pensieri dell’attore. Un valore assoluto, un dogma, i suoi genitori erano credenti «e io li ho seguiti, ho immagazzinato i loro insegnamenti in maniera completa, per questo credo ancora oggi». A 86 anni, e dopo 136 film, i più famosi insieme a Terence Hill, il suo spirito era sempre quello: generoso, autoironico (scherzava sulla propria mole) e bonario, come i personaggi che interpretava. Modesto nonostante il successo: ammetteva che senza Dio non avrebbe fatto nulla, «chi insegue solo il successo e la fama è un idiota».

Nei suoi film c’erano sempre sedie rotte e tavoli che volavano, e le immancabili scazzottate, ma «per proteggere chi non può proteggersi da solo», come mi spiegò anni fa quando lo incontrai per lavoro. Ammetteva di aver avuto una vita lunga e bella, ma sottolineava sempre l’importanza degli incontri: le persone non sono tutte uguali. Dietro il suo fisico che non passava inosservato c’era un animo profondo.

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A chi gli disse durante un incontro di essere ateo lui rispose «Se crede che Dio non esiste crede comunque in qualche cosa. Non esiste al mondo un uomo o una donna che non ha bisogno di credere in qualcosa». Eppure di tutto questo, della fede di Bud Spencer che era diventata per lui un’ancora di salvezza, non c’è una riga neppure nell’ampio spazio che gli dedica Wikipedia.

FONTE: lanuovabq.it


 



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